Mercoledì 7 Giugno 2023

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Come cercare lavoro nell'epoca della fluidità: quattro consigli

Cercare lavoro non è solo trovare offerte ma anche essere in grado di rispondere alle competenze richieste da un mercato del lavoro così fluido e in continua evoluzione. Aggiornarsi, pertanto, diventa sempre più importante. Quattro consigli per cercare lavoro oggi. A cura di Franco Ferrazza, Orientatore Asnor.

I numeri del mercato del lavoro

A fine 2022, su tutti i giornali ha avuto eco la notizia di 1.600.000 lavoratori che hanno cambiato lavoro in nove mesi, e si è sottolineato come il post-Covid potesse aver contribuito alle ragioni di questo cambiamento. La migrazione verso un nuovo lavoro è stata importante e se non ci fossero state tante opportunità, tante nuove offerte di lavoro, difficilmente si sarebbe potuta verificare registrando numeri così alti.

A fine 2022, i lavoratori in smart working (inclusi probabilmente gli home workers e le persone in telelavoro) sono stati 3,6 milioni, circa 500 mila unità in meno rispetto al 2021, ma si prevede un piccolo incremento nel 2023 appena iniziato.

Lo smart working è presente nel 91% delle grandi aziende in Italia, con una media di 9 giorni per mese lavorato fuori dall’ufficio. Nel caso delle piccole e medie imprese (PMI), le aziende che utilizzano lo smart working sono state il 53%, con una media di 4,5 giorni. Mentre, nella pubblica amministrazione, gli enti che hanno applicato questa modalità di lavoro sono stati il 57%, con una media di 8 giorni.

In questo momento, sul mercato del lavoro in Italia il tasso di disoccupazione è pari al 7,8%; il tasso di disoccupazione giovanile è del 22,9%; Il tasso d’inattività è del 33,9% e 450.000 sono i posti vacanti che non riescono a essere coperti. (Istat 2023).

Alcune aziende italiane, per motivi legati all’andamento di alcuni mercati internazionali o agli aumenti dei costi dell’energia, stanno rientrando in crisi e stanno richiedendo la cassa integrazione guadagni, oggi rinominata CIGO. Tuttavia, non si hanno ancora i numeri per poterne capire il peso. 

I numeri e le informazioni sopracitate sono molto fluidi e - come sottolineato - in continuo movimento. Queste informazioni si possono trovare navigando su internet, guardando la televisione; campeggiano sui giornali e sono argomento di discussione quando si prende un caffè al bar.

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Una classificazione di chi cerca lavoro

Nel mercato del lavoro, dunque, sono tante le persone che cercano attivamente un’occupazione o che possono essere nelle condizioni di doverla cercare. A riguardo, è possibile individuare delle macro aree dove troviamo:

  • gli inoccupati, coloro che cercano lavoro per la prima volta, un segmento di facile monitoraggio;
  • i disoccupati, coloro che cercano lavoro perché non lo hanno, persone che avevano un lavoro ma ora non lo hanno più e si tratta anche in questo caso di un gruppo di facile individuazione;
  • gli occupati insoddisfatti, sono coloro che cercano lavoro per cambiare, un gruppo monitorabile ma non in forma immediata come nei primi due casi;
  • i cosiddetti inattivi, sono coloro che non cercano lavoro, mentre nel caso dei giovani fino a 29 anni si tratta dei NEET. Qui si entra in un mondo meno leggibile, nascosto e di difficile individuazione.

I numeri che si estraggono sono fluidi e incompleti. A prescindere da quanto io possa essere stato esauriente nell’identificare dei macro gruppi di chi cerca lavoro, tutte queste persone devono fare i conti con un mercato del lavoro che cambia rapidamente.

Approfondimento: un'analisi dei termini in un'ottica di orientamento professionale

Quattro consigli per cercare lavoro

Per cercare lavoro oggi, si possono seguire quattro utili consigli:

  1. Monitorare le aziende che possono far parte dei settori di nostro interesse. Seguiamo le aziende sui social, tramite iscrizione alle newsletter o in qualunque forma che può avvertirci dei “movimenti” che possono segnalare le loro attività. Ovviamente, non potremo seguire tutte le aziende ma, se ci interessa un ambito specifico, seguire alcune di esse significa avere un monitoraggio anche del settore;
  2. Identificare con attenzione i termini e le competenze che possono facilitare l’individuazione delle offerte di nostro interesse, le cosiddette parole chiave del SEO (Search Engine Optimization), in italiano “ottimizzazione per i motori di ricerca", che vengono utilizzate con grande attenzione anche dalle aziende e dai selezionatori che pubblicano annunci, per conoscere l’interlocutore anche capendo i suoi metodi;
  3. Fare networking, perché serve una rete di rapporti fluida, possibilmente dinamica e disponibile, e per renderla tale è necessario essere coscienti che da soli è sempre più difficile guardare alla realtà che cambia, o se volete al “cambiamento che cambia”. Il confronto e il paragone sono elementi essenziali per gestire lo stress che cercare lavoro comporta, anche per monitorare ciò che accade intorno a noi;
  4. Formarsi continuamente (lifelong learning), un argomento che nell’ultimo periodo richiamo spesso. Cercare lavoro non è solo trovare offerte ma anche essere in grado di rispondere alle competenze richieste da un mercato del lavoro così fluido. Aggiornarsi, pertanto, diventa sempre più importante. La formazione continua di oggi non può essere pensata solo come l’acquisizione di certificazione e titoli, ma come un continuo sguardo curioso e proattivo a ciò che accade, sapendo che la nostra esperienza e il nostro vissuto sono pietra angolare di ciò che andremo a imparare.

Conclusioni

 “Sii il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo”.
(Mahatma Gandhi)

Ho la grande fortuna di fare il lavoro di cui sono innamorato e da cui imparo tutti i giorni, e ciò che mi ha permesso di scrivere questo contributo è stato ricordare i volti e le storie delle persone che ho incontrato e che concretamente hanno generato quanto qui riportato, per questo è necessario affrontare questo ultimo aspetto.

Cercare lavoro è una competenza trasversale che dura per tutta la vita.

Quando non rispondono ai vostri annunci, quando vi sentite inadeguati, quando vi dicono che hanno scelto un altro, l’istinto vi porterebbe a mollare la presa, ma in questi momenti pensate che quello che state facendo, se lo state vivendo da protagonisti, gli apprendimenti, le ricerche, le conoscenze fatte, le persone conosciute, sono e saranno un bagaglio che rimarrà sempre e che userete.

Cercare lavoro è una occasione profonda per vivere ciò che accade in torno a voi, che sarà difficile vivere in altri momenti. La sensibilità del periodo in cui cercate vi permette di apprendere e vedere cose che, se trattenute, saranno un tesoro che sarà sempre a vostra disposizione e potrete usare sempre, che sarebbe bello mantenere anche dopo che avete trovato.

Uno studio governativo americano, già qualche anno fa, diceva che una persona che inizia a cercare lavoro oggi (a 24/ 28 anni) cambierà lavoro tra le 10 e le 14 volte prima di compiere i 50 anni. È evidente che questa informazione potrebbe lasciare perplessi o indurre in scongiuri, ma è certo che, se riuscissimo a leggere la ricerca del lavoro anche in questo modo, potremmo fare meno fatica.
Cercare lavoro è a tutti gli effetti parte del lavoro.

 “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.”
(Wiston Churchill)

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In questo articolo si parla di

Franco Ferrazza

Franco Ferrazza

Orientatore Asnor in formazione

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