Domenica 3 Luglio 2022

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Come integrare le soft skills e le career management skills nella didattica orientativa

La didattica orientativa deve essere finalizzata allo sviluppo di competenze che rendano i nostri alunni cittadini consapevoli, capaci di prendere decisioni valutando le proprie attitudini, i propri punti di forza e di debolezza. A cura di Bruna Ramella Pralungo, Orientatrice Asnor.

 

Cosa sono le Soft Skills

L’11 gennaio 2022 la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge “Disposizioni per la prevenzione della dispersione scolastica mediante l’introduzione sperimentale delle competenze non cognitive nel metodo didattico", si attende ora l’approvazione da parte di tutto il Parlamento.

Le “Non Cognitive Skills” , letteralmente “abilità non cognitive”, non vengono definite nel testo di legge, poiché questo sarà uno degli obiettivi della sperimentazione che verrà messa in atto nelle scuole e che prevede l’inserimento delle stesse nella attività educative e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di  “promuovere la cultura della competenza, di integrare i saperi disciplinari e le relative abilità fondamentali e di miglio­rare il successo formativo prevenendo anal­ fabetismi funzionali, povertà educativa e di­spersione scolastica ”.

Queste abilità non cognitive, rientrano nelle cosiddette “Soft skills” che trovano definizione in contrapposizione alle più note “Hard skills”, vale a dire tutte le competenze tecniche acquisite a scuola o nel mondo del lavoro, quali ad esempio la conoscenza delle lingue straniere o dei pacchetti informatici. Le soft skills raggruppano, invece, tutte le abilità e le competenze che riguardano la propria sfera personale e interpersonale e si posseggono a partire dal proprio carattere, dalle proprie esperienze di vita e dalle proprie attitudini.

 

 

Cosa sono le career management skills

Career Management Skills (CMS) è un’espressione usata per descrivere le abilità, le attitudini e le conoscenze richieste agli individui per gestire le proprie carriere.

Le CMS sono quindi le competenze che permettono agli individui di individuare le proprie abilità e attitudini, indirizzando le proprie azioni nel raggiungimento degli obiettivi, valorizzando i propri punti di forza e scegliendo la carriera lavorativa più adeguata.

Le CMS sono state inserite nel progetto pilota LE.A.DE.R. che ha permesso alle scuole di ottenere specifiche informazioni in merito all’insegnamento di queste particolari competenze, molto utili nell’ottica della formazione continua e dell’orientamento precoce, finalizzate ad un efficace percorso professionale.

Un’accurata suddivisione è la seguente:

Immagine tratta dal sito dell’Università di Derby relativa al progetto su “CMS LEADER

 

Come integrare le Soft Skills e le CMS nella didattica orientativa

La didattica orientativa deve essere finalizzata allo sviluppo di competenze che rendano i nostri alunni cittadini consapevoli, capaci di prendere decisioni valutando le proprie attitudini, i propri punti di forza e di debolezza. Per poter raggiungere questo obiettivo, dobbiamo lavorare con loro, sin da piccoli, sulla conoscenza di se stessi e delle proprie attitudini, insegnando loro a valorizzare i propri punti di forza e ad agire per ridurre i punti di debolezza. Si può iniziare con alcune attività dove i bambini dovranno imparare a riconoscere le proprie caratteristiche caratteriali, le proprie capacità e i propri limiti, confrontando poi il proprio giudizio con quello degli altri per averne un reale riconoscimento. 

Imparare a riconoscere le proprie qualità e quelle degli altri, è un’abilità indispensabile per poter vivere la dimensione sociale dell’esistenza, in particolare per i bambini è fondamentale imparare a riconoscere i propri punti di forza e lo sviluppo degli stessi. In generale tendiamo spesso a focalizzarci su ciò che non ci piace degli altri, dimenticandoci degli aspetti positivi. 

Queste attività devono mirare a invertire tale tendenza, sottolineando le qualità di ognuno di modo che ogni bambino diventi consapevole delle proprie risorse e di quanto possano essere utili al gruppo.

Conoscendo meglio se stesso, il bambino, così come l’adulto, si porrà obiettivi e mete raggiungibili e, in questo modo, rinforzerà anche la propria autostima e imparerà ad accettarsi così com’è. Le attività didattiche più idonee a questo obiettivo sono sicuramente i testi descrittivi e autobiografici, così come le attività di presentazione al gruppo delle proprie caratteristiche personali, gli autoritratti artistici e la creazione di oggetti rappresentanti il proprio mondo interiore. 

Utilizzando tecniche diverse quali la scrittura, la musica, la manualità, la danza e il disegno, ogni bambino potrà scegliere o individuare la modalità a lui più congeniale, riuscendo ad esplorarsi in modo più approfondito ed efficace.

Per permettere di lavorare sulla dimensione del gruppo, sarà necessario definire degli obiettivi comuni a gruppi di individui, di modo che essi possano comprendere i vantaggi esistenti nell’unirsi ad altre persone per raggiungere un intento condiviso e quali sono le qualità necessarie a lavorare con gli altri. 

Per queste attività si possono utilizzare, a prescindere dalla disciplina, metodologie cooperative quali ad esempio il cooperative learning, la peer education o il peer tutoring e la tecnica del JIGSAW. In un prossimo articolo definirò le specifiche dei vari approcci e le situazioni didattiche per cui sono più congeniali.

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