Martedì 6 Dicembre 2022

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Orientare: un excursus normativo sulle pratiche di orientamento scolastico

Orientare una persona vuol dire contribuire al progresso della società, dare agli individui gli strumenti affinché possano adattarsi alle esigenze della vita. Un excursus sulla normativa inerente l’orientamento svolto a scuola. A cura di Bruna Ramella Pralungo, Orientatrice Asnor.

“Vai con fiducia nella direzione dei tuoi sogni. Vivi la vita che hai immaginato.”
(Henry David Thoreau)

Cosa significa orientare 

Nella sua accezione più attuale, orientare significa accompagnare verso la scelta. Orientare una persona vuol dire contribuire al progresso della società, dare agli individui gli strumenti affinché possano adattarsi alle esigenze della vita.

L’orientamento è un percorso che investe l’intero arco della vita delle persone, poiché quando le persone acquisiscono una corretta conoscenza del proprio bagaglio di esperienze e competenze e dell’offerta formativa e lavorativa del contesto di riferimento, possono attuare il proprio progetto di vita, anche se la realtà è in continua e rapida evoluzione.

Nel periodo più recente si è iniziato a parlare di orientamento precoce ovvero mirato a bambini e ragazzi sin dalla scuola dell’infanzia e primaria. 
In realtà, le sperimentazioni hanno iniziato a prevederlo sin dalla fine degli anni ‘90, anche se sono rimaste solo sporadiche esperienze.

La normativa, sin dalla CM del 2009, ha sottolineato che la dimensione orientativa riguarda l’intero processo educativo (lifelong learning), in modo trasversale, sin dalla scuola dell’infanzia. 
La formazione degli individui, sin dalla più tenera età, deve comprendere lo sviluppo di competenze orientative che favoriscano la capacità di scelta.

Le linee guida nazionali per l’orientamento permanente

A queste hanno fatto seguito le “Linee guida nazionali per l’orientamento permanente”  che mettono nuovamente l’accento sull’importanza che la scuola investa, oltre che sulle lingue e sulla tecnologia, anche sulle life skills trasversali, sulle abilità comunicative ed emozionali e sulle competenze chiave di cittadinanza.

Inoltre, viene posto l’accento sull’importanza dei percorsi di alternanza scuola-lavoro per le scuole secondarie di secondo grado ma anche sulla didattica orientativa per lo sviluppo delle competenze orientative di base, che devono essere insegnate all’interno del corpus disciplinare tradizionale.

Le più recenti linee guida, che sono state emanate nel 2019, indicano il processo di orientamento come parte integrante del percorso educativo a partire dalla scuola dell’infanzia.
Gli insegnanti, infatti, vengono identificati come facilitatori dell’orientamento, poiché dovranno definire approcci e strumenti per aiutare gli studenti a sviluppare la loro identità e a compiere percorsi di scelta consapevoli e responsabili.

Tali linee guida, inoltre, definiscono e regolamentano i percorsi di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) per le scuole secondarie di secondo grado.

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L’introduzione dell’insegnamento delle life skills

Proprio quest’anno, a gennaio, è stata approvata una sperimentazione per introdurre l’insegnamento delle life skills all’interno del curricolo scolastico: queste abilità sociali, relazionali ed emozionali sono infatti fondamentali per imparare a conoscere realmente se stessi, con i propri punti di forza e di debolezza, al fine di comprendere al meglio quale sia il percorso più adatto alle proprie potenzialità.

In ogni percorso di orientamento viene inserita una prima parte relativa alla conoscenza del proprio carattere, delle proprie attitudini e delle difficoltà riscontrate, di modo da avere un quadro più chiaro della propria persona; solo conoscendosi veramente bene si potrà iniziare un percorso finalizzato ad incrementare le capacità di scelta e di decisione.

Programma Life (Soft) Skills

L’introduzione dell’insegnamento dell’Educazione Civica 

L’inserimento di questi insegnamenti all’interno delle tradizionali discipline di studio renderà il processo orientativo più intrinseco all’interno del sistema scolastico, con l’obiettivo di farlo diventare uno dei capisaldi dell’insegnamento, come è stato fatto con l’introduzione della disciplina di Educazione Civica a partire da settembre 2020.

L’introduzione di questa materia prevede di far lavorare gli studenti, sin dalla scuola dell’infanzia, su tematiche trasversali, legate alle buone prassi che permetteranno loro di essere dei cittadini attenti e consapevoli, sviluppando atteggiamenti positivi nei confronti dei loro pari, dell’ambiente che li circonda e delle istituzioni.

Da questi ultimi cambiamenti si comprende la volontà del legislatore di rendere abilità funzionali alla vita quotidiana e allo sviluppo della propria persona, integrate nel sistema di apprendimento tradizionale. Un obiettivo che coincide perfettamente con il significato di orientamento precoce.

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