Martedì 11 Agosto 2020

  • 11003
  • 2 minuti

Educazione civica torna a scuola dal 1° settembre 2020

L’educazione civica è di nuovo in classe, sia nella primaria che nella secondaria. La riforma approvata dal Governo Conte è entrata in vigore, chiamando le scuole ad una necessaria riorganizzazione. Il nuovo insegnamento richiede la pianificazione del relativo monte ore e l’individuazione degli insegnanti. Vediamo tutti i nodi chiave.

Il 5 settembre 2019 è entrata ufficialmente in vigore la legge con cui è stato reintrodotto l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado: primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado. Non solo, la riforma prevede anche l’avvio di attività di sensibilizzazione sulla cittadinanza responsabile nella scuola dell’infanzia.

Il 22 giugno 2020, il Ministero dell’Istruzione ha emanato un Decreto Ministeriale con cui rende note alle scuole le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica. In particolare, il testo dettaglia quelli che sono gli aspetti contenutistici e metodologici della materia e alcune specifiche che hanno a che fare con la sua trasversalità, la contitolarità e la valutazione di fine anno.

L’educazione civica torna in classe e le scuole devono organizzarsi

Dopo anni di esilio, quindi, l’educazione civica rientra in classe. Per le scuole, però, non sarà semplice organizzare questo ritorno, perché la riforma presenta diverse criticità che vanno affrontate alla riapertura dell’anno scolastico. Di seguito, i dieci punti che costituiscono l’ossatura di questa novità.

Da quando si parte

Il primo nodo da sciogliere è proprio quello relativo all’effettiva messa a sistema della riforma. La legge parla chiaro: la reintroduzione dell’insegnamento dell’educazione civica parte dal 1° settembre dell’anno scolastico successivo all’entrata in vigore della relativa legge. Quindi, visto che questa condizione si è verificata il 5 settembre 2019, il primo anno scolastico utile è quello 2020/2021. Si parte ufficialmente il 1° settembre 2020.

Il monte ore e l’organizzazione dell’insegnamento

Con la riforma si è scelto di qualificare l’educazione civica come materia trasversale con voto autonomo. Il Ministero, nelle Linee guida, parla di “matrice valoriale”. Quindi il suo insegnamento avverrà in contitolarità, durante le ore di altre materie con le quali è possibile rinvenire una coincidenza di argomenti (es: storia, italiano, geografia, ecc). In totale, si deve arrivare ad almeno 33 ore in un anno, da inserire nei quadri ordinamentali vigenti, con la possibilità di attingere anche alla quota dell’autonomia. Ovviamente, l’inserimento dell’educazione civica comporterà la necessità di modificare il PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa).

Chi insegnerà educazione civica

Trattandosi di un insegnamento trasversale impartito in contitolarità, non ci sarà un solo insegnante ma un team di riferimento, con un coordinatore. Questo almeno per quanto riguarda la scuola primaria e la secondaria di primo grado. Nella secondaria di secondo grado, invece, è previsto che la materia venga affidata ai docenti delle discipline giuridiche ed economiche, se presenti.

Il voto

L’educazione civica sarà a tutti gli effetti una materia curriculare e quindi avrà un suo voto autonomo in pagella, espresso in decimi. A proporlo sarà il coordinatore del team di insegnanti coinvolti durante l’anno scolastico.

Cosa si insegnerà nelle ore di educazione civica

Per comprendere al meglio ciò che si insegnerà durante le ore di educazione civica, è bene far riferimento alle Linee Guida del Ministero.

I contenuti

Dal punto di vista degli argomenti che verranno trattati nelle ore di educazione civica, il Ministero sottolinea come si tratti in realtà di tematiche già latenti nei normali programmi delle diverse materie (es: lo sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030 per le scienze naturali). Vanno solo fatti emergere e messi a sistema intorno a tre nuclei concettuali:

La Costituzione: comprende la conoscenza e la riflessione sul significato e sulla pratica quotidiana del dettato costituzionale, quindi le corrette informazioni sull’ordinamento dello Stato, delle Regioni, degli Enti territoriali e delle organizzazioni internazionali e sovranazionali.

Lo Sviluppo Sostenibile: con riferimento esplicito all’Agenda 2030 e ai suoi obiettivi, che non si limitano ai soli temi ambientali ma spaziano a questioni fondamentali, come i diritti fondamentali delle persone (salute, istruzione, lavoro, ecc) e la tutela dei beni che rappresentano il patrimonio collettivo delle comunità.

La Cittadinanza Digitale:

Il programma

  1. Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali, storia della bandiera e dell’inno nazionale;
  2. Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile;
  3. educazione alla cittadinanza digitale;
  4. elementi fondamentali di diritto (con particolare riguardo al diritto del lavoro);
  5. educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;
  6. educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;
  7. educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni;
  8. formazione di base in materia di protezione civile.
Corso Didattica per Competenze

Iscriviti alla newsletter Per rimanere aggiornato sui nostri corsi, eventi e media