Martedì 20 Gennaio 2026

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Il Problem-Based Learning (PBL), cos'è e come può essere utile all'orientamento

Il Problem-Based Learning (PBL) è un approccio didattico che si basa sull'apprendimento attraverso la risoluzione di problemi reali. Gli studenti lavorano su scenari complessi, spesso multidisciplinari, che li spingono a ricercare attivamente informazioni, sviluppare il pensiero critico e collaborare per trovare soluzioni. A cura di Chiara Sartori e Elena Pedriali, Orientatrici Asnor, Docenti e Formatrici.

Le caratteristiche del PBL

  • Problema come punto di partenza. Gli studenti affrontano un problema reale o realistico che non ha una soluzione univoca, stimolando la ricerca e l’analisi.
  • Apprendimento attivo. Gli studenti assumono un ruolo centrale nel processo di apprendimento, sviluppando autonomia e capacità decisionali.
  • Collaborazione. Si lavora in gruppo, imparando a comunicare, negoziare e condividere idee per trovare soluzioni efficaci.
  • Ruolo del docente. L'insegnante agisce da facilitatore, aiutando gli studenti a porsi domande e a riflettere sul processo di apprendimento.
  • Ricerca e scoperta. Gli studenti non ricevono conoscenze già strutturate, ma devono cercare, selezionare e applicare informazioni per risolvere il problema.
  • Interdisciplinarità. I problemi spesso coinvolgono più materie, collegando teoria e pratica in un contesto significativo.

Le fasi del metodo

Le fasi del Problem-Based Learning (PBL) sono le seguenti:

  1. Presentazione del problema. Viene proposto un caso o una situazione complessa da analizzare;
  2. Analisi e individuazione dei bisogni formativi. Gli studenti discutono ciò che sanno già e ciò che devono ancora apprendere per affrontare il problema;
  3. Ricerca di informazioni. Ogni studente o gruppo cerca dati, fonti e materiali utili per comprendere meglio il problema;
  4. Sviluppo di soluzioni. Attraverso il confronto e il ragionamento, il gruppo propone possibili soluzioni, valutandone vantaggi e svantaggi;
  5. Condivisione e riflessione. Gli studenti presentano le loro conclusioni e riflettono sul processo di apprendimento.

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Un esempio pratico di applicazione del PBL

Se un insegnante propone il problema: "Come possiamo ridurre l’inquinamento nella nostra città?", gli studenti potrebbero:

  • identificare le principali cause dell’inquinamento;
  • studiare le soluzioni adottate in altre città;
  • analizzare dati ambientali locali;
  • creare una campagna di sensibilizzazione;
  • presentare le loro soluzioni a un ente locale.

Il PBL è efficace perché rende l’apprendimento più coinvolgente e applicabile alla vita reale.

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Il PBL utile per l’orientamento

Il Problem-Based Learning (PBL) può essere visto come un ottimo approccio utile all’orientamento. In un'ottica orientante, il PBL si inserisce nel contesto dell'educazione come metodologia didattica che favorisce l'acquisizione di competenze trasversali e professionali attraverso la risoluzione di problemi reali. Questo approccio non solo stimola il pensiero critico e la collaborazione, ma aiuta anche gli studenti a riflettere sulle proprie inclinazioni, interessi e possibilità di sviluppo personale e professionale.

Le caratteristiche del PBL in ottica orientante si possono così riassumere.

Apprendimento attivo

Gli studenti sono protagonisti del loro percorso formativo, esplorano problemi autentici e cercano soluzioni in modo autonomo e collaborativo.

Sviluppo di competenze orientative

Attraverso il confronto con problemi aperti, gli studenti imparano a riconoscere i propri punti di forza, i propri interessi e le proprie aree di miglioramento, facilitando scelte consapevoli per il futuro.

Contestualizzazione del sapere

I problemi affrontati sono legati a scenari reali, il che rende l’apprendimento più motivante e significativo.

Lavoro interdisciplinare

Il PBL permette di connettere diverse discipline e di affrontare problemi da molteplici prospettive, ampliando la visione del mondo e delle opportunità di carriera.

Ruolo del docente come facilitatore

L'insegnante non trasmette solo conoscenze, ma guida il processo di scoperta, stimolando il pensiero critico e la riflessione orientativa.

L’approccio Problem-Based Learning (PBL), quindi, non si limita a favorire l’apprendimento di concetti teorici, ma aiuta gli studenti a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie capacità e delle opportunità future. Del resto, tale approccio spinge gli studenti a confrontarsi con problemi reali e complessi, mettendoli di fronte alle proprie capacità e ai propri limiti. Durante questo processo, emergono talenti, interessi e attitudini che possono guidare le scelte future in ambito scolastico e professionale.

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Come il PBL favorisce l’autoconsapevolezza

Il Problem-Based Learning permette agli studenti di sperimentare diversi ruoli (leader, analista, comunicatore, ricercatore, ecc.), aiutandoli a capire in quali attività si sentono più a loro agio. Li mette alla prova con situazioni nuove, aiutandoli a scoprire le loro reazioni di fronte a sfide e difficoltà.

Il PBL favorisce la riflessione post attività, dove gli studenti analizzano cosa hanno appreso e come si sono sentiti nel processo di problem solving.

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Il PBL come strumento per lo sviluppo delle soft skills

Il PBL è anche un potente strumento per lo sviluppo delle soft skills, sempre più richieste nel mondo del lavoro.

Problem-solving

Gli studenti imparano a identificare problemi, raccogliere dati, valutare opzioni e proporre soluzioni efficaci.

Teamwork

Il lavoro di gruppo rafforza la capacità di collaborazione, ascolto attivo e gestione dei conflitti.

Pensiero critico

Gli studenti imparano a valutare informazioni in modo autonomo, distinguendo tra fonti affidabili e non.

Creatività e innovazione

Il PBL stimola la ricerca di soluzioni originali e l'approccio fuori dagli schemi.

Comunicazione efficace

Esporre idee in modo chiaro e convincente è fondamentale sia nella scuola che nel lavoro.

Oltre a favorire l’autoconsapevolezza di sé e lo sviluppo di soft skills, l’apprendimento basato su problemi è intrinsecamente più coinvolgente perché non solo rende gli studenti protagonisti attivi del loro percorso ma affronta problemi concreti, con un impatto diretto sulla realtà.
Inoltre, consente agli studenti di vedere immediatamente l’applicazione delle conoscenze, attraverso un approccio dinamico e interattivo, che evita la monotonia delle lezioni frontali.

Conclusioni: il PBL per avvicinarsi al mondo del lavoro

Uno dei grandi vantaggi del PBL è che avvicina gli studenti al mondo del lavoro e li aiuta a prendere decisioni più consapevoli sul loro futuro, in quanto, non solo espone gli studenti a problemi e situazioni tipiche del mondo lavorativo, migliorando la comprensione delle dinamiche professionali ma stimola la collaborazione con esperti, aziende o enti locali, permettendo di esplorare diverse carriere e settori.

Del resto, il Problem Based Learnign aiuta anche a sviluppare un mindset imprenditoriale, utile sia per chi vuole avviare un’attività sia per chi si inserisce in aziende o istituzioni, fornendo esperienze pratiche che possono essere valorizzate nel CV e nei colloqui di lavoro.

In conclusione, il PBL non è solo una metodologia didattica efficace, ma anche uno strumento potente utile per l'orientamento per aumentare la consapevolezza di sé e delle proprie aspirazioni, così come per sviluppare competenze trasversali fondamentali per il lavoro e la vita, rendendo l’apprendimento più motivante e significativo e creando un ponte concreto tra scuola e mondo del lavoro.

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A cura di Chiara Sartori e Elena Pedriali, Orientatrici Asnor, Docenti e Formatrici

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