Lunedì 6 Dicembre 2021

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Guida per rispondere in maniera corretta a un'offerta di lavoro – Lo studio dell'offerta

Dopo aver compreso che per preparare un CV efficace e a prova di ATS è necessario partire dall’offerta di lavoro, non ci resta che esercitarci. Ricerchiamo qualche offerta di lavoro che riteniamo corretta per il nostro profilo e teniamola a portata di mano. In questa parte della guida, vi spiegherò come studiarla. A cura di Dario Madeddu, Orientatore Asnor.

Come studiare un annuncio di lavoro e costruire la base del nostro CV

Ogni volta che troviamo un’offerta di lavoro, sforziamoci di capire solo una cosa: richiede un’esperienza simile a quella che possiedo?

In base all’esperienza richiesta, possiamo suddividere le offerte di lavoro in 4 categorie

Per la prima, lo schema da utilizzare è quello per chi non ha esperienza, per tutte le altre va bene lo schema per chi ha già avuto esperienza lavorativa.

Ecco le categorie suddivise in base all’esperienza:

  1. Nessuna esperienza / tirocinio / prima esperienza: per questo tipo di offerte non è richiesta nessuna esperienza. Nel caso in cui venga richiesta è minima, per esempio un precedente tirocinio se pure breve o svolto all’interno di un percorso di studi. Nel caso in cui si abbia un’esperienza minima, sfrutteremo la parte discorsiva del CV per raccontarla;
  2. Junior: questo tipo di offerte richiede un’esperienza non superiore ai 3 anni. Ciò significa che l’esperienza fatta in un precedente tirocinio può essere sufficiente, diversamente ti richiederanno almeno un anno di esperienza. Se hai un’esperienza superiore, poniamo il caso più di 5 anni, è inutile che ti candidi: non stanno cercando te e se ti candidi, quasi certamente stai solo perdendo tempo e il tuo CV verrà scartato;
  3. Media: questo tipo di offerte richiede un’esperienza intorno ai 5 anni. Ciò significa che l’esperienza fatta da junior può bastare. In ogni caso devi leggere bene l’offerta. Se hai 7 anni di esperienza, ti stai avvicinando a un livello di seniority che potrebbe farti escludere. Se hai un’esperienza superiore ai 7 anni, è inutile che ti candidi: non stanno cercando te e se ti candidi, quasi certamente stai solo perdendo tempo e il tuo CV verrà scartato;
  4. Senior: questo tipo di offerte richiede un’esperienza intorno ai 10 anni o superiore. È più complesso trovare offerte del genere nel web o dentro Linkedin. Molte di queste offerte, infatti, utilizzano canali differenti per la ricerca. Uno di questi è il passaparola e l’altro sono le APL (Agenzie per il Lavoro), le società di Ricerca e selezione specializzate o gli Head Hunter. Ciò significa 2 cose: chi ha più di 10 anni di esperienza deve imparare a utilizzare canali differenti per la ricerca (un profilo Linkedin ben fatto e costantemente aggiornato, può essere il mezzo corretto per poter essere contattati) e deve anche imparare a non sconfortarsi se non trova sul web offerte di lavoro che fanno al caso suo. Se fa un buon personal branding è più facile che venga contattato, piuttosto che trovare offerte di lavoro adatte. In ogni caso, tutto è possibile, ma la regola che vale è la stessa delle altre tipologie: se dovesse candidarsi a offerte per le quali è richiesta un’esperienza inferiore alla sua, difficilmente verrà preso in considerazione. 

Una volta che abbiamo compreso se l’offerta fa per noi, copiamone il testo e incolliamolo su un foglio elettronico di scrittura. Non preoccupiamoci del fatto che sia distante da dove vorremmo lavorare o di quanto durerà il contratto. Non sono le informazioni che ci occorrono per imparare e allenarci a creare un CV efficace. 

Quando avremo collezionato almeno tre offerte congrue con la figura che offriamo e con l’esperienza che possediamo, confrontiamole e poniamoci alcune domande.

La prima è questa: la figura viene sempre chiamata allo stesso modo in tutte le offerte? Se la risposta fosse Sì, non dovremmo preoccuparci. Invece, se la figura a volte viene chiamata in inglese e altre volte in italiano, ogni volta che rispondiamo a un annuncio, dovremmo stare attenti a chiamarci nello stesso modo che l’annuncio utilizza. 

L’altra domanda fondamentale è questa: quanti punti interrogativi invisibili ci sono nell’offerta di lavoro che sto analizzando?

Ogni offerta di lavoro è in genere composta da queste tre parti principali che corrispondono a tre punti interrogativi:  

  1. Sei la figura che ricerchiamo?
  2. Se sì, sai fare queste cose?​
  3. E se le sai fare, hai anche questi requisiti?

Il primo punto è fondamentale: se non siamo quella figura e non possediamo l’esperienza giusta non possiamo ricoprire quel ruolo e l’offerta è da scartare.

Il secondo punto interrogativo viene espresso, in genere, con un elenco di competenze o abilità che descrivono la mansione e ciò che saremo chiamati a fare. 

Non è esaustivo, ma ci serve per capire se si tratta di un ruolo adatto a noi. Se così non fosse, dovremmo scartare l’offerta. 

Sheldon direbbe che se sei un fisico sperimentale non puoi fare il fisico teorico: anche le differenze sottili contano. Chi sta ricercando una figura ha bene in mente cosa vorrebbe, anche se a volte non riesce a spiegarlo in modo esaustivo nel job posting e nell’annuncio di lavoro.

Il terzo punto interrogativo ne ha dentro tanti altri: Nei requisiti potrebbero essercene altri sottintesi. Per esempio: hai questo titolo di studio? Sai usare questo applicativo informatico? Hai queste soft skills? Conosci questa lingua straniera a questo livello? Risiedi in questa zona? Hai l’auto? Va da sé che l’ATS verificherà ogni requisito e, quindi, ti sarà necessario rispondere a ogni singola domanda con il corretto possesso di quel requisito. Se l’ATS è molto “cattivo”, l’assenza di uno solo dei requisiti potrebbe corrispondere ad essere scartati. 

Questo terzo punto, quindi, presenta anche delle insidie: tante domande e a volte basta solo una risposta errata o non data e il nostro CV sarà automaticamente scartato.

Leggi anche Guida per rispondere in maniera corretta a un’offerta di lavoro – Il CV

Il “copia e incolla” che serve 

Fare questo esercizio per tanti annunci di lavoro che troviamo, copiamo e incolliamo su un foglio elettronico, ci permette di imparare a capire qual è il modo che le aziende utilizzano per comunicare. Più lo capiamo e più saremo in grado di preparare un CV base già efficace e da ritoccare davvero poco per ogni candidatura. 

Per semplicità e per far capire come strutturare un curriculum efficace per superare un ATS e attirare l’attenzione del recruiter/selezionatore, mi dedicherò da qui in poi solo al CV per chi ha già esperienza professionale.

Una base potete trovarla tra le Risorse Gratuite di Asnor

Scarica il Modello CV per chi ha già esperienza professionale

Annunci di lavoro discorsivi e annunci di lavoro asciutti

Una volta che avrete studiato diverse offerte vi renderete conto che possono essere suddivise in due macrocategorie.

La prima è quella delle offerte discorsive e parlanti e la seconda è quella delle offerte asciutte e quasi mute
Alla categoria degli annunci di lavoro discorsivi e parlanti appartengono tutte quelle offerte che iniziano descrivendo l’azienda e cercano di instaurare un dialogo con la nuova risorsa che stanno cercando. 
Per questo genere di offerte diventa molto importante la parte dello schema di CV che ho definito “breve descrizione che metta in luce i nostri punti forti e il giusto atteggiamento per quella candidatura”. 
Nel nostro CV, questa parte andrà adattata al linguaggio che utilizza l’azienda e diventerà il luogo giusto per ribadire alcune parole chiave all’ATS e per far capire al recruiter che noi siamo la persona giusta. 

Leggi anche Guida per rispondere in maniera corretta a un’offerta di lavoro – Il CV a prova di ATS

Ci vuole di sicuro del tempo per prepararla, ma come avrete capito, più si studia un’offerta e più ci renderemo conto che non sono poi così tante quelle cui possiamo candidarci. 

Al contrario, però, se facciamo bene questi esercizi, quasi ad ogni CV inviato corrisponderà una richiesta di colloquio. Si tratta, quindi, di cambiare il modo in cui cerchiamo lavoro e di farlo in maniera più efficace. 

Alla categoria degli annunci di lavoro asciutti e quasi muti appartengono tutte quelle offerte, generalmente brevi, che si limitano a descrivere la mansione e i requisiti del candidato che stanno cercando.

La regola generale, da seguire sempre, è che un CV non può essere più lungo di due pagine

Se la rispettiamo, capiremo che per l’ultima categoria di offerte a volte basta anche solo una pagina. L’offerta ci pone poche e precise domande e noi, con il nostro curriculum efficace, dovremmo rispondere a tutte le domande utilizzando lo stesso linguaggio dell’annuncio. Niente di più!

Perderci in giri di parole o in lungaggini inutili, non gioverà né a noi né alla nostra ricerca. Per gli annunci “asciutti”, la “breve descrizione che metta in luce i nostri punti forti e il giusto atteggiamento per quella candidatura” possiamo saltarla e se la prepariamo possiamo sfruttarla come Lettera di accompagnamento al CV. 

Da ogni offerta che abbiamo selezionato, copiato e incollato sul nostro foglio, iniziamo a prendere le cose che ci interessano per andare a preparare la base del nostro CV. 

In questo articolo si parla di

Dott. Dario Madeddu

Dott. Dario Madeddu

Orientatore Asnor

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