Martedì 10 Febbraio 2026

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  • 10/2/2026

I Centri per l'impiego e le Agenzie per il Lavoro: servizi di orientamento a confronto

Negli ultimi anni il mercato del lavoro è cambiato profondamente, richiedendo strumenti sempre più efficaci per accompagnare le persone nelle transizioni professionali. In questo contesto, i servizi per il lavoro e l’orientamento assumono un ruolo centrale nel sostenere cittadini e imprese. A cura di Alessia Paglia, Orientatrice Asnor, Consulente e Formatrice.

Le Politiche Attive del Lavoro prevedono programmi e interventi per creare nuova occupazione e affrontare le cause della disoccupazione. Non più un sistema basato sull’assistenza, ma servizi mirati alla persona per favorire la ricerca di un impiego.

Negli ultimi anni le Politiche Attive del Lavoro sono state ulteriormente rafforzate attraverso il Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), finanziato dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che prevede percorsi personalizzati di orientamento, formazione e inserimento lavorativo, e attraverso strumenti digitali come il SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), finalizzati a facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Tra gli enti principali chiamati a erogare questi servizi troviamo i Centri per l’impiego (CPI) e le Agenzie per il lavoro (APL).

In Italia, i CPI hanno sostituito i vecchi uffici di collocamento ormai più di vent’anni fa, aprendo a un modello integrato in cui operano anche agenzie private autorizzate a svolgere attività di collocamento.

Le Agenzie per il lavoro, iscritte in un apposito Albo e autorizzate dal Ministero del Lavoro, svolgono un ruolo di intermediazione tra aziende e candidati, favorendo l’incontro tra domanda e offerta attraverso un’ampia gamma di servizi integrati e gratuiti per il lavoratore.

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Le Politiche Attive del Lavoro

Le Politiche Attive hanno un approccio preventivo rispetto alla disoccupazione e si concentrano sull’aumento dei livelli occupazionali.

Con il D.Lgs. 150/2015 (attuativo del Jobs Act, L. 183/2014), i servizi per il lavoro sono stati riorganizzati. Tra le novità principali:

  • servizi per l’impiego più efficienti e funzionali;
  • partecipazione attiva per chi percepisce contributi di sostegno al reddito;
  • coinvolgimento stabile dei soggetti privati come intermediari;
  • maggiore accessibilità al fascicolo elettronico del lavoratore.

Oggi il sistema dei servizi per il lavoro è coordinato a livello nazionale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con Regioni, Centri per l’impiego e soggetti privati accreditati, in un’ottica di integrazione tra pubblico e privato.

Qual è la differenza tra Politiche attive e Politiche passive?

Politiche passive: affrontano i problemi causati dalla mancanza di lavoro, con misure di sostegno al reddito (sussidi, indennità).
Politiche attive: intervengono sulle cause della disoccupazione, creando le condizioni per aumentare l’occupazione tramite formazione, orientamento e incentivi all’assunzione.

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Il ruolo dei CPI

I Centri per l’impiego oggi non si limitano più a compiti amministrativi, ma hanno un ruolo attivo nella gestione del mercato del lavoro a livello locale.

Tra i servizi più rilevanti offerti a imprese e cittadini:

  • diffusione di informazioni su opportunità di lavoro e formazione;
  • orientamento e accompagnamento per contrastare la disoccupazione di lunga durata;
  • servizi personalizzati per persone disabili o in condizioni di svantaggio;
  • supporto alla mobilità formativa e professionale, anche all’estero.

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Le Agenzie per il Lavoro e i loro servizi

Le APL si distinguono per tipologia di autorizzazione e servizi​ erogati.

  • Agenzie di somministrazione generalista: operano a tempo determinato e indeterminato, includendo intermediazione, ricerca, selezione e ricollocazione.
  • Agenzie di somministrazione specialista: limitate a specifiche attività di somministrazione a tempo indeterminato.
  • Agenzie di intermediazione: mediano tra domanda e offerta di lavoro, comprese categorie svantaggiate e disabili; autorizzate anche a selezione e ricollocazione.
  • Agenzie di ricerca e selezione del personale: si occupano della scelta ottimale delle risorse umane per le imprese.
  • Agenzie di supporto alla ricollocazione: affiancano lavoratori singoli o gruppi in percorsi di reinserimento, con formazione, accompagnamento e tutoraggio.

Conclusioni e riflessioni

Capire le differenze tra CPI e APL è fondamentale:

  • Il CPI è pubblico e l’iscrizione è legata alla provincia di residenza.
  • Le APL sono soggetti privati e consentono iscrizioni presso diverse agenzie.
  • Le APL offrono spesso lavoro “somministrato” (a termine o a progetto), che può trasformarsi in contratto a tempo indeterminato presso l’azienda utilizzatrice.

Le Politiche Attive del Lavoro, oggi, consistono in un insieme di servizi erogati da strutture pubbliche e private, tra cui:

  • incentivi all’occupazione e sostegno all’autoimprenditorialità;
  • orientamento e formazione professionale;
  • programmi mirati per donne, giovani, disoccupati di lungo periodo, disabili, lavoratori stranieri;
  • contratti di inserimento e apprendistato per integrare esperienza e formazione.

In questo scenario, l’orientamento svolge un ruolo centrale: non solo supporta la scelta professionale, ma aiuta le persone a leggere il mercato del lavoro, riconoscere le proprie competenze e costruire percorsi sostenibili nel tempo.

La collaborazione tra CPI, Agenzie per il Lavoro e professionisti dell’orientamento rappresenta oggi un elemento chiave per rendere le Politiche Attive realmente efficaci e accessibili.

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Alessia Paglia

Alessia Paglia

Orientatrice Asnor, Consulente e Formatrice

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