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- 3/4/2025
Docente tutor per l'orientamento: un'esperienza sul campo
Come accompagnare gli studenti alla scoperta delle proprie competenze e del proprio valore.A cura di Vera Palmas, Orientatrice Asnor, Docente tutor per l’orientamento.
L’inizio del percorso di orientamento
All'inizio dello scorso anno scolastico, nella mia scuola, sono stati nominati circa 15 docenti tutor per l'orientamento, incarico che ho ricevuto anch'io. In particolare, ho seguito un gruppo di circa 30 studenti delle classi quarta e quinta di un Liceo a indirizzo Scienze Umane. Qui racconto la mia esperienza.
Per avviare il percorso, ho presentato alle classi la Piattaforma Unica del MIM. Per permettere agli studenti di compilare in autonomia la sezione relativa alle competenze, ho spiegato il significato del termine "competenza", approfondendo i concetti di abilità, attitudini, conoscenze e capacità, e ricorrendo a esempi pratici. Abbiamo discusso anche delle competenze chiave per l'apprendimento permanente, facendo riferimento al Quadro Europeo del 2018.
Motivazione senza voti: una sfida educativa
Gli alunni con cui lavoro solitamente svolgono un compito solo se gratificati dalla prospettiva di un voto o motivati dalla minaccia di una conseguenza negativa. Tuttavia, essendo una docente di sostegno, non utilizzo questi metodi. Non metto voti, ma punto sulla motivazione intrinseca degli studenti, cercando di stimolare una gratificazione personale.
Inizialmente pensavo che molti di loro avrebbero fatto fatica a caricare le informazioni sulla piattaforma senza un supporto diretto e costante, e soprattutto che ciò sarebbe stato possibile solo se fossi riuscita a instaurare con loro un rapporto di fiducia ed empatia. Così è stato... ed è stata per me una scoperta meravigliosa!
Il valore nascosto nelle esperienze quotidiane
Ognuno di loro aveva fatto esperienze scolastiche ed extrascolastiche di cui non riconosceva il valore, fino a quando non si è fermato a riflettere su quali competenze avesse maturato. Ho cercato di far loro comprendere che, in questo mondo sempre di corsa – tra le 5 ore di scuola, lo sport, gli amici, la famiglia, i social – tutto si consuma velocemente e non si ha mai tempo per fermarsi e riflettere su sé stessi. Eppure, questo è un aspetto fondamentale dell’orientamento.
Dopo questa premessa, gli studenti si sono mostrati molto collaborativi. Abbiamo riflettuto insieme sulle loro esperienze: viaggi, volontariato in oratorio, interessi musicali e sportivi, cadute e rinascite, sconfitte e resilienza. Ho condiviso con loro il piacere della scoperta di quante competenze avessero già sviluppato, e mi sono commossa ascoltando i racconti di lutti, difficoltà scolastiche, solitudine e ansia.
In questi 30 ragazzi ho trovato un mondo: quello che quotidianamente ci viene raccontato da giornali, esperti, colleghi e dai ragazzi stessi. Un mondo fatto di emozioni, troppo spesso ignorate.
Il capolavoro: un'opportunità di riflessione e consapevolezza
Questi momenti di confronto hanno trovato la loro massima espressione nella realizzazione del cosiddetto “capolavoro”. Alcuni studenti hanno scritto riflessioni che mi hanno colpito profondamente:
- "Nonostante queste difficoltà ho sempre trovato dentro di me il coraggio e la forza di andare avanti... ho cercato di dimostrare a me stessa e ai docenti che potevo raggiungere il mio obiettivo, cioè arrivare all'Esame di Stato."
- "Ho scelto l’animatrice come capolavoro perché è l’attività che mi ha riempito di gioia. Stare con i bambini, giocare con loro e farli ridere è un qualcosa che mi fa stare bene. I bambini riescono a capire quando hai bisogno di qualcosa, che si tratti di un abbraccio o di una parolina."
- "L'animatrice estiva non è stata solo un'esperienza, ma anche un'opportunità di crescita. Quello che ti insegnano i bambini non lo puoi imparare da nessun altro essere umano."
- "Grazie a questa esperienza ho capito il vero valore dei soldi, perché li ho guadagnati con fatica e sudore."
- "...viaggiare è vivere, è conoscere."
- "Aiutare, animare, far divertire, dare consigli a chiunque, ma in particolare ai bambini, mi fa sentire una persona migliore."
Altri hanno condiviso la forza trovata nell’affrontare esperienze difficili, come un ricovero in un reparto di neuropsichiatria, da cui il titolo del capolavoro: "E ricorda, è dal dolore che si può ricominciare" (Ultimo).
Conclusioni: una scoperta che lascia il segno
Questa esperienza mi ha insegnato che l’orientamento non è solo un percorso formale, né un semplice strumento per compilare una piattaforma. Prima di tutto, è un viaggio dentro sé stessi, un’occasione per fermarsi e dare valore alle proprie esperienze.
Ho visto negli occhi dei miei studenti la sorpresa di chi scopre di possedere molto più di quanto credesse. Ho ascoltato le loro storie, le loro cadute e le loro rinascite. E ho capito che ogni esperienza, anche la più piccola, lascia un segno profondo.
Alla fine, ciò che mi ha colpito di più non è stata la loro capacità di compilare una sezione digitale, ma la consapevolezza che hanno maturato su chi sono e su chi vogliono diventare. E forse, proprio in questa presa di coscienza, si trova il senso più autentico dell’orientamento: aiutare i ragazzi a riconoscere il loro valore, a guardare avanti con fiducia e a capire che, nonostante le difficoltà, dentro di loro c’è già tutto ciò che serve per costruire il loro futuro.