Sabato 9 Dicembre 2023

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Cos'è il team Melting Pot e come l'Orientatore può favorirne la crescita

In un momento storico in cui le persone sono alla ricerca di nuovi punti di equilibrio, a volte disorientate anche per tutta la trasformazione lavorativa che sta avvenendo all’interno delle aziende, un Orientatore può aiutare il cosiddetto team Melting Pot a trovare delle opportunità di crescita attraverso l’identificazione di percorsi di confronto, di scambio e di conoscenza orientata. A cura di Endrina Brito, Orientatrice Asnor.

Melting Pot, significato

Melting Pot (preso dall’inglese e il cui significato è "crogiolo", "calderone", "miscuglio") è l'espressione che si usa per indicare quel tipo di società che vive e permette la convivenza di persone con origini, religioni, ceto, idee politiche e culture diversi. New York è la città Melting Pot per eccellenza.

Questo concetto si afferma negli Stati Uniti per rappresentare il popolo americano, risultato della fusione di elementi culturali e razziali in origine eterogenei. J Hector St. John de Crèvecoeur, un nobile francese emigrato oltreoceano a metà Settecento e naturalizzato statunitense, è stato il precursore.

La società e i team Melting Pot in Italia

In Italia, sempre più aziende cominciano a fare i conti con questa realtà, soprattutto quelle di medie/grandi dimensioni e con un tipo di business che per necessità le porta ad interfacciarsi con l’estero. Sempre più spesso, troviamo team Melting Pot, ossia team misti composti da individui molto diversi tra loro per ceto, lingua, condizione, appartenenza etnica, ma che condividono entro la stessa azienda vision, obiettivi, strategia e valori aziendali.

Non sempre è scontato che la convivenza possa avere risultati vincenti. Può succedere, infatti, che:

  • in grandi gruppi di lavoro, persone con la stessa provenienza, cultura o lingua si identifichino tra loro. Attraverso questi punti in comune i team arrivano a formare naturalmente tanti sottogruppi che possono rivelarsi dei gruppi chiusi;
  • nel secondo caso, può succedere che in gruppi di lavoro medio piccoli le persone provenienti da altri paesi, contesti linguistici o culturali possano non identificarsi subito con il gruppo riconosciuto dall’azienda (gruppo di origine) e formare un team a sé stante, creando così due gruppi;
  • oppure - alternativa ideale - le persone considerate “concettualmente” diverse si allineano da subito con il team di riferimento.

Ci sono aziende che, per facilitare le relazioni in team Melting Pot, inseriscono nel programma aziendale:

  • momenti di formazione;
  • team building;
  • workshop.

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Cosa può fare un Orientatore. Il futuro dei team Melting Pot

In un momento storico in cui le persone sono alla ricerca di nuovi punti di equilibrio, a volte disorientati anche per tutta la trasformazione lavorativa che sta avvenendo all’interno delle aziende, tra lavoro in presenza, smart-working, lavoro ibrido, inseguimento continuo di obiettivi che possano salvare molti contesti lavorativi dalla crisi, un Orientatore può aiutare il team Melting Pota trovare delle opportunità di incontro attraverso l’identificazione di percorsi di confronto, di scambio e di conoscenza orientata.

Ed è proprio dall’identificazione dei gap, se esistono, che il team può trovare punti di condivisione - anche laddove si pensava non ci fossero - di potenziamento delle skills personali e di gruppo, tutti tratti che potranno risultare arricchiti proprio dalle differenze trovate.

Scopri di più sulla professione di Orientatore

Le competenze che facilitano la crescita del team Melting Pot

L’Orientatore è un professionista dotato di competenze specifiche, utili ad accompagnare le persone in percorsi di crescita formativa e professionale. Queste sue skills possono contribuire a facilitare la crescita di team Melting Pot all’interno delle aziende.

Tra le tante competenze dell’Orientatore utili a rafforzare il lavoro di team eterogenei troviamo:

  • la flessibilità, che serve a comprendere e interpretare i comportamenti aziendali dei singoli tenendo conto della cultura di provenienza (estera o anche regionale);
  • l’adattabilità, che serve a valorizzare i punti di forza dei membri del gruppo accompagnandoli ad adattarsi alla cultura e strategia aziendali;
  • la creatività, che crea stimoli all’innovazione nel team e occasioni di apprendimento attraverso un interscambio di esperienze e saperi;
  • la rappresentanza, che sostiene il team a sviluppare la capacità di portare al di fuori dell’azienda la sua immagine con qualche elemento innovativo, che la “distingue” dagli altri Competitors.
  • la leadership inclusiva, che facilita tra i membri il senso e il valore del gruppo pur partendo dalle differenze o anche divergenze;
  • la negoziazione, che favorisce la trattativa e il raggiungimento di un risultato positivo.

 

Conclusioni

Il futuro dei gruppi di lavoro in Italia, e per un mercato sempre più ricco e diversificato, sarà arrivare alla selezione delle persone partendo dalla valorizzazione delle loro caratteristiche, attitudini e peculiarità, anche attraverso il supporto di una figura professionale come quella dell’Orientatore.

Abbiamo già dei segnali sul mercato di una sorta di recruiting mirato a valorizzare le singole differenze. L’alternativa ideale, quindi, sarà trovare il maggior vantaggio attraverso l’identificazione e l’uso corretto delle differenze nel gruppo, quindi arrivare ai futuri Melting Pot team, concepiti non esclusivamente come risultato di una contaminazione ma soprattutto di una contaminazione differenziata.

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Dott.ssa Endrina Brito

Dott.ssa Endrina Brito

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