Martedì 2 Giugno 2020

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Il "problema" della valutazione nella didattica a distanza

Le modalità di svolgimento della didattica a distanza pongono davanti ai docenti il tema della valutazione degli alunni. Un problema che può essere “aggirato” se si predilige la via di un approccio didattico attivo, da concludersi con una valutazione formativa, come sostiene il professor Roberto Trinchero, ordinario di pedagogia sperimentale presso l’Università degli Studi di Torino.

La didattica a distanza è sicuramente una dimensione educativa che porta con sé notevoli potenzialità, purché la si interpreti come qualcosa di radicalmente altro rispetto alla didattica tradizionale e non una sua mera trasposizione digitale. Non si possono, però, neanche negare alcune difficoltà che la pratica della DAD porta con sé. Uno degli elementi più discussi dai docenti è sicuramente quello della valutazione degli alunni, soprattutto all’avvicinarsi degli scrutini finali. Rinchiudere l’apprendimento di un alunno in un voto, sintetizzando un percorso scolastico lungo 9 mesi, è complicato già in condizioni didattiche “normali”. Farlo a distanza, con tutte le difficoltà connesse allo svolgimento di interrogazioni orali e verifiche scritte, lo è ancora di più.

Valutazione sommativa e valutazione formativa

Secondo Roberto Trinchero, professore ordinario di pedagogia sperimentale presso l’Università degli Studi di Torino, per mettere a fuoco il problema della valutazione degli alunni durante la DAD, bisogna fare un passo indietro e guardare le cose da una prospettiva più ampia. Il punto di vista da adottare è quello del tipo di valutazione che si vuole fare, collegato anche alla tipologia di didattica che si è scelto di percorrere.

Tradizionalmente, a scuola, convivono due tipi di valutazione scolastica: sommativa e formativa. Sintetizzando molto:

  • la valutazione sommativa permette di capire cosa l’alunno ha imparato e a quale livello di conoscenze e abilità è arrivato, su specifici argomenti, e si fonda su prove che vengono svolte alla fine di un percorso;
  • la valutazione formativa mette l’accento sul percorso di apprendimento fatto dal ragazzo e su come recepisce gli insegnamenti ricevuti, e si fonda su prove in itinere.

“La didattica a distanza mette in crisi soprattutto la concezione tradizionale di valutazione di tipo sommativo”, sottolinea il professor Trinchero, “e fa emergere le debolezze tipiche di una didattica di carattere puramente trasmissivo”. Quello che serve, invece, è un’impostazione che fa leva soprattutto sull’approccio formativo, a cui può poi aggiungersi, poi, anche una valutazione sommativa.

Un docente che ha fatto svolgere costantemente attività di valutazione formativa all’alunno e restituito feedback puntuali e dettagliati attività per attività, attraverso attività che consentono di seguirne il percorso evolutivo, non ha poi difficoltà a valutarne la competenza mediante l’espressione di un livello di autonomia e responsabilità, come previsto dalle certificazioni nazionali. Invece, se la DAD diventa solo un insieme di video lezioni e assegnazione di materiali da studiare, capire cosa sta davvero apprendendo lo studente diventa quasi impossibile.

Costanza nella relazione e ruolo della famiglia

Ciò che permette all’approccio formativo di funzionare, quindi, è un costante feedback da studente a docente (lo studente affronta il compito proposto e fa capire al docente cosa sa e cosa sa fare) e viceversa (il docente valorizza ciò che lo studente sa e sa fare e lo segue in modo personalizzato nel migliorare i suoi punti di debolezza). Il feedback bidirezionale è il cuore di questo sistema. Per questo, la verifica deve avere una cadenza settimanale.

Un altro snodo chiave è il ruolo della famiglia. I genitori, soprattutto dei bambini più piccoli, sono chiamati a svolgere una vera e propria attività di tutoring nei confronti dei figli. “Il vero divario”, sottolinea ancora Trinchero, “è tra chi viene seguito e chi non viene seguito dalla famiglia; gli allievi che non hanno un supporto rimangono indietro”.

Consigli pratici per la valutazione nella didattica a distanza

Quelli che seguono sono alcune indicazioni di attività pratiche, elaborate dal professor Trinchero, che i docenti possono far svolgere agli alunni, in una prospettiva di valutazione formativa.

  • Individuare concetti e asserti chiave presenti in un testo mediale (testo, ipertesto, clip audiovideo, multimedia, ecc) proposto dal docente.
  • Produrre un resoconto valutativo delle informazioni presenti in un testo mediale sulla base di un sistema di criteri fornito.
  • Descrivere in modo approfondito un concetto in uno spazio limitato, cercando informazioni in Rete e valutandone l’attendibilità.
  • Costruire schemi, mappe di sintesi, mappe geografiche, linee del tempo, classificazioni bidimensionali e multidimensionali a partire da uno o più stimoli forniti, organizzando in modo opportuno informazioni attendibili già presenti in Rete.
  • Trovare tutte le possibili domande che potrebbero essere poste dal docente su un testo mediale dato e formulare possibili risposte.
  • Costruire una soluzione originale per un problema inedito (concepito dal docente in modo che non si possa trovare una soluzione preconfezionata in Rete) utilizzando tutti gli strumenti informativi a propria disposizione (anche chiedendo aiuto ad altri), da argomentare poi opportunamente in un’interazione sincrona a distanza con il docente.
  • Produrre un resoconto valutativo di un insieme di soluzioni date dal docente o dai propri pari ad un problema proposto, sulla base di un insieme di criteri forniti.
  • Produrre un elenco di criteri di qualità che dovrebbe rispettare una buona soluzione ad un problema dato.
  • Formulare un possibile scenario di evoluzione per una situazione, utilizzando informazioni e strumenti di simulazione presenti in Rete.

Sul tema della DAD e della valutazione degli alunni, il professor Trinchero ha realizzato anche un webinar per Asnro, che puoi vedere gratuitamente qui.

Francesco Rossi

Francesco Rossi

Giornalista e consulente SEO

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