Venerdì 23 Ottobre 2020

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Cos'è (davvero) la didattica a distanza e perché è diversa da quella tradizionale

La didattica a distanza non è la semplice riproduzione delle pratiche tradizionali con strumenti virtuali. Richiede invece un approccio innovativo, con l’obiettivo di creare situazioni di apprendimento in cui lo studente può sviluppare autonomamente competenze e conoscenze. Senza perdere mai il contatto tra docente e alunno.

La didattica a distanza, da opportunità a necessità

Imponendo la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, l’emergenza Coronavirus ha improvvisamente posto al centro del mondo scolastico l’esigenza di adottare forme di didattica a distanza (DAD) con l’obiettivo di conciliare il distanziamento sociale e il proseguimento delle attività formative.

In questo senso, con il Dpcm del 8 marzo 2020, il governo non solo si è espresso sulla programmazione delle lezioni a distanza, ma ha anche chiarito la necessità di non intendere la DAD come trasmissione “a casa” di materiale e compiti da svolgere.  In effetti, uno dei primi punti da chiarire (perché troppo spesso dimenticato) è che la DAD non è la semplice replica della didattica scolastica con strumenti tecnologici.

Prima di entrare nel merito di questa affermazione, è interessante notare come quella che per il mondo della scuola era un’importante opportunità sia diventata così rapidamente una vera e propria necessità. Detto ciò, sarebbe comunque uno sbaglio pensare all’apprendimento a distanza come il risultato di questa fase emergenziale. Infatti, la didattica a distanza è tutt’altro che una novità: già da diversi anni, la rivoluzione informatica e le potenzialità offerte dalla digitalizzazione hanno aperto nuovi orizzonti nel mondo della scuola e della formazione in generale. Proprio per questa ragione, è importante posare sulla DAD uno sguardo non superficiale, capace di coglierne gli elementi più profondi e innovativi.

Coronavirus e  DAD - Vademecum per docenti

Cosa si intende per Didattica a Distanza

La didattica a distanza è quindi

l’insieme delle attività formative che è possibile svolgere senza la presenza fisica di docenti e alunni nello stesso luogo.

Al centro di questa dimensione ci sono ovviamente le tecnologie audiovisive e, specialmente, quelle informatiche di ultima generazione. L’e-learning si basa essenzialmente sulla convinzione che l’apprendimento online possa facilitare non solo il lavoro dei docenti, ma anche l’accesso a risorse e servizi per la didattica da parte degli studenti, soprattutto nell’ottica di una formazione continua e personalizzata. In questo senso, videoconferenze, chat di gruppo, utilizzo di piattaforme digitali per la trasmissione di materiale multimediale: questi sono sicuramente alcuni tra i più importanti strumenti di collegamento della didattica a distanza.

Non rientra invece nel concetto di didattica a distanza la semplice trasmissione di materiali e compiti da svolgere che non preveda una restituzione da parte dell’insegnante. Infatti, il chiarimento e supporto del docente è un elemento fondamentale per il processo di apprendimento, non può quindi venire meno nella modalità a distanza.

Come funziona la DAD

La programmazione dell’attività didattica a distanza richiede quindi un approccio creativo che tenga in considerazione la complessità del processo di apprendimento. Lo studente deve essere messo in condizione di poter apprendere in autonomia, sfruttando quindi appieno le potenzialità del multimediale. Allo stesso tempo, però, il ruolo del docente deve continuare ad essere centrale nel processo di costante verifica dei risultati raggiunti dagli alunni.

Un altro aspetto essenziale è il coordinamento tra i docenti nella rimodulazione delle attività didattiche. Infatti, il passaggio dalla didattica tradizionale alla DAD non deve comunque intaccare il principio di organicità del programma didattico. Per questo è fondamentale il coordinamento all’interno del Consiglio di Classe, in cui ha un ruolo importante il Dirigente Scolastico, ma per cui deve essere coinvolto anche l’animatore digitale.

Infine, last but not least, c’è la necessità di ripensare le pratiche per la valutazione, elemento indispensabile per la verifica dell’apprendimento. Una soluzione comune e predefinita ancora non c’è. Alcuni spunti interessanti segnalano però l’occasione di valorizzare le competenze, oltre alle conoscenze, sviluppate dall’alunno. In effetti, lo smart learning consente allo studente di apprendere con maggiore autonomia, di fare da solo una ricerca tematica o di reperire informazioni a cui in classe non riuscirebbe ad arrivare. Questo rappresenta indubbiamente un’opportunità per pensare una didattica, e conseguentemente una valutazione, che metta al centro le competenze e non solo le conoscenze.

Didattica a distanza vs didattica tradizionale

C’è un punto fondamentale che distingue la DAD dalla didattica tradizionale: il rapporto tra docenti e alunni cambia in maniera significativa. Nella didattica a distanza, il docente deve essere inteso come una specie di tutor, deve preparare il materiale, programmare le attività e valutare costantemente le attività svolte dallo studente.

In altri termini, il ruolo principale del docente è quello di creare situazioni di apprendimento in cui gli alunni possano sviluppare autonomamente capacità e competenze. Ovviamente, questo non significa che deve venir meno il contatto con gli alunni. Anzi, è di primaria importanza pensare la programmazione delle attività virtuali, tra le altre cose, come strumento per garantire il contatto con e tra il gruppo classe.

Inoltre, quello che cambia profondamente è la dimensione spazio-temporale del processo di apprendimento. È importante quindi cambiare l’approccio e superare le pratiche tradizionali. Nella didattica a distanza le attività in collegamento diretto (sincrono), come per esempio le videoconferenze, devono essere costanti perché servono a mantenere il contatto, ma non per questo devono essere invece onnipresenti. La necessità di far sentire gli studenti seguiti e supportati non deve diventare una presenza soffocante. Anche perché la soglia di concentrazione degli alunni quando sono a casa si abbassa moltissimo. Per questo è utile diversificare gli strumenti e non focalizzarsi solamente sulla videoconferenza a la lezione virtuale. Messaggi scritti, video, podcast, pur non prevedendo un contatto diretto con gli studenti, sono comunque strumenti molto efficaci per stimolare l’attenzione e l’interesse del gruppo classe.

Per tutti questi motivi, la semplice riproduzione delle attività tradizionali va assolutamente evitata. Flessibilità e creatività sono invece fondamentali per sfruttare al meglio le potenzialità della didattica a distanza e limitarne allo stesso tempo gli svantaggi.

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