Venerdì 10 Luglio 2020

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Che cos'è La robotica educativa? Quando i robot aiutano la scuola

La robotica educativa è un approccio pedagogico che si basa sull'utilizzo dei robot per rendere la didattica più efficace e coinvolgente. È un fenomeno fortemente in crescita anche nelle aule italiane, dalla scuola primaria fino all'università, perché offre importanti opportunità per migliorare il processo di apprendimento-insegnamento.

Che cos'è la robotica educativa?

La robotica educativa non è l'insegnamento della robotica, tanto meno l'insegnamento della programmazione applicata ai robot o lo studio del funzionamento di un androide. La robotica educativa è molto più di questo: è un innovativo approccio all'insegnamento basato sull'utilizzo dei robot a scuola e finalizzato a rendere più efficace e coinvolgente la didattica per bambini e ragazzi. In questo senso, quindi, la robotica diventa un metodo pedagogico che rende più semplice il lavoro degli insegnanti. Rappresenta, infatti, un valido strumento capace di trasformare lezioni che possono essere noiose in attività creative e divertenti.

I vantaggi della robotica educativa, lo studente al centro del processo di apprendimento

I vantaggi offerti dalla robotica pedagogica sono molteplici. In primo luogo, bisogna considerare la capacità di porre lo studente al centro del processo di apprendimento-insegnamento. Questo è sicuramente il concetto centrale, da cui poi si sviluppano le più variegate attività in grado di promuovere una individualizzazione dell'insegnamento finalizzata all'inclusione di tutto il gruppo classe. Il metodo principale delle attività è quello della peer education, l'educazione tra pari che si basa su dinamiche di gruppo, incentivando l'esercizio della condivisione e della progettazione. Il ruolo del docente si trasforma radicalmente: l'insegnante diventa una guida che coordina, supervisiona, aiuta e collabora. Tutto questo è ovviamente possibile perché la presenza del robot genera interesse, stupore, curiosità; la novità della situazione stimola il coinvolgimento dell'allievo e permette all'alunno di partecipare attivamente al processo educativo. Inoltre, la dimensione laboratoriale e pratica di scuola attiva fa sì che il ragazzo possa apprendere facendo e giocando (learning by doing).

Come inserire la robotica educativa nella didattica a scuola

Introdurre la robotica educativa a scuola non significa quindi aggiungere una nuova materia al piano didattico. Al contrario, vuol dire utilizzare quotidianamente uno strumento multidisciplinare, in grado di rendere più stimolante e gratificante lo sviluppo di competenze trasversali, nella cornice di un programma didattico già stabilito. Inoltre, se la robotica educativa si concentrava inizialmente sulle materie STEM, un acronimo che in inglese sta a indicare Science, Technology, Engineering and Mathematics, ad oggi il campo di applicazione è più vasto e abbraccia anche le materie umanistiche. Partendo da questa premessa, la robotica a scuola è fondamentalmente un impegno di gruppo. In linea generale, le attività vanno infatti realizzate da 3-4 studenti che, supportati dall'insegnante e da un animatore digitale, si applicano per portare a termine un compito e raggiungere un risultato. La difficoltà è graduale, piano piano che si va avanti aumentano l'impegno e l'ingegnosità richiesti. È difficile descrivere in maniera univoca l'uso dei robot in aula. Infatti, gli ultimi sviluppi della tecnologia consentono di poter trovare per gli umanoidi un'infinita quantità di applicazioni nell'insegnamento. Ci sono sul mercato tantissimi strumenti adatti a qualsiasi fascia d'età e utilizzabili nei campi più diversi. Proprio per l'ampiezza e la varietà dell'offerta tecnologica, è fondamentale la conoscenza accurata del prodotto e delle sue specifiche funzionalità da parte del docente che vuole adoperare la robotica. La giusta valutazione dello strumento è un elemento essenziale per la buona riuscita del percorso e per migliorare la qualità dell'insegnamento.

I robot più utilizzati nella didattica

Non è facile individuare quali sono i kit o pacchetti robotici attualmente più impiegati nella didattica. Sicuramente, però, non si può non citare NAO, una vera e propria piattaforma robotica programmabile, inizialmente utilizzata per le materie scientifiche, ma oggi di uso sempre più comunque anche per l'insegnamento della grammatica. Il Robot NAO è applicabile a diverse fasce d'età, dalla scuola primaria fino all'università. Ha un funzionamento molto complesso, basato sulla sua capacità di apprendere, di interpretare i segnali che riceve e di agire in conseguenza agli stimoli esterni. Grazie a queste funzionalità, è in grado di aiutare a ripassare la grammatica inglese a un gruppo di ragazzi delle medie, o di far memorizzare le tabelline ad allievi della scuola elementare. Oltre a Nao, esistono anche altri social robot umanoidi capaci di interagire con gli esseri umani e funzionali all'insegnamento. Ci sono poi strumenti robotici meno complessi e sofisticati, ma comunque in grado di rivoluzionare l'apprendimento di determinate materie. Tra questi, sono molto apprezzati quelli della linea Lego WeDo, una serie di kit e strumenti tecnologici che permettono di realizzare attività pratiche (con sistemi di valutazione già definiti e pronti all'uso) per stimolare nei ragazzi il pensiero computazionale, il problem solving, o la capacità di cooperare e comunicare in gruppo.

Robotica educativa per la scuola primaria

Fino a pochi anni fa, lo strumento della robotica educativa veniva utilizzato quasi esclusivamente per le scuole di secondo grado. Oggi, al contrario, si lavora moltissimo per cominciare a mettere in pratica i vantaggi della robotica già nell'insegnamento alla scuola primaria. Grazia ai significativi risultati raggiunti, attualmente il fenomeno non solo è molto diffuso nelle scuole elementari, ma anche in netta crescita. I bambini hanno una naturale predisposizione a scoprire, esplorare, sperimentare. La robotica permette di accompagnare il bambino nell'apprendimento attraverso il gioco, stimolando la sua curiosità e laboriosità.  Al centro di questa strategia pensata appositamente per la scuola primaria c'è lo sviluppo del "coding", un processo mentale che consente di risolvere problemi di varia natura seguendo metodi specifici e pianificando una strategia. Come? Con attività legate al pensiero computazionale che valorizzano precisamente le potenzialità e opportunità offerte dalla robotica educativa. Grazie a specifici kit, per esempio, i bambini possono assemblare un automa in tutte le sue parti, sviluppando così capacità di problem solving e di programmazione visuale. Grazie alla robotica, quindi, il gioco educativo nella scuola primaria assume nuove potenzialità che fino a un decennio fa erano impensabili e che, ad oggi, sono ancora tutte da esplorare.

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