Gioco educativo: il coding a scuola

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Il coding è un processo logico creativo che, più o meno consapevolmente, ognuno di noi mette in pratica nella vita quotidiana per affrontare e risolvere problemi. Tali strategie sono indispensabili, ad esempio, nella programmazione dei computer e dei robot. Tuttavia, nella didattica, si possono proficuamente mettere a punto attività legate al pensiero computazionale anche senza le macchine, come il coding.

L’Italia è uno dei primi Paesi al mondo ad aver introdotto nelle scuole la pratica del coding come attività per lo sviluppo del pensiero computazionale. Per pensiero computazionale si intende un processo mentale che consente di risolvere problemi di varia natura seguendo metodi e strumenti specifici e pianificando una strategia: lingua e matematica sono infatti alla base del pensiero computazionale.

Sostanzialmente, si tratta di un’educazione al pensiero logico e analitico diretto alla soluzione di problemi, impiegandolo in contesti di gioco educativo (es. la robotica). Ciò contribuisce alla costruzione delle competenze matematiche, scientifiche e tecnologiche, ma anche allo spirito di iniziativa, nonché all’affinamento delle competenze linguistiche.

Il coding nella didattica è un efficace e divertente strumento che agevola e semplifica la comprensione e l’acquisizione dei contenuti da parte degli studenti. Questa attività dovrebbe essere introdotta a scuola come attività interdisciplinare, perché trasversale è la competenza che consente di sviluppare.

L’adozione del coding può essere affidata agli insegnanti di qualsiasi disciplina, potendolo applicare sia alle materie scientifiche sia a quelle letterarie, in quanto si mescolano insieme, creatività e fantasia con logica e matematica.

Il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) è il documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale.

Secondo tale piano ogni scuola avrà un “animatore digitale”, un docente che, insieme al dirigente scolastico e al direttore amministrativo, avrà un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione a scuola.

Uno degli ambiti in cui l’animatore digitale potrà sviluppare progetti è la creazione di soluzioni innovative: individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all’interno degli ambienti della scuola (es. uso di particolari strumenti per la didattica di cui la scuola si è dotata; la pratica di una metodologia comune; informazione su innovazioni esistenti in altre scuole; un laboratorio di coding per tutti gli studenti).

Nei contesti attuali, in cui la tecnologia dell’informazione è così pervasiva, la padronanza del coding e del pensiero computazionale possono aiutare le persone a governare le macchine e a comprenderne meglio il funzionamento, senza esserne invece dominati e asserviti in modo acritico.

La Redazione