Martedì 28 Maggio 2024

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  • 8/11/2023

La relazione tra Sport e Leadership

Intervento di Endrina Brito, Orientatrice Asnor, durante l’evento “Leadership in Sports” organizzato dalla Florence Leadership Academy, tenutosi a Palazzo Gondi, Firenze, il 27 Ottobre 2023.

La riflessione che propongo è sul tema che analizza la relazione tra lo Sport e il concetto di Leadership, che abbiamo trattato in un importante evento tenutosi venerdì 27 Ottobre presso la meravigliosa location di Palazzo Gondi a Firenze, in cui veniva ospitata la Florence Leadership Academy, che in quell’occasione ha inaugurato il progetto intitolato “La Reinassance della Leadership”.

Si tratta di un progetto ideato dalla Florence Leadership Academy, per insegnare il concetto di leadership ai ragazzi e alle ragazze attraverso le sue sfumature e prospettive. L’azienda Very Personal Consulting supporta il progetto mediante originali workshop.

In generale, tutti conosciamo il significato delle parole ma l’esercizio difficile, secondo me, è applicarle alla nostra realtà e capirne il senso.

La mia personale esperienza sportiva

Lo sport e la leadership sono strettamente collegati sotto diversi aspetti. La partecipazione a uno sport può aiutare a sviluppare e potenziare diverse qualità e capacità di leadership. Alcune delle principali connessioni tra sport e leadership sono: il goal setting, la disciplina, la risoluzione dei conflitti ma ce ne sono molte altre.

Lo sport è considerato un investimento importante perché fa bene a tutti, agli uomini, alle donne, alla mente, al corpo, e sarà sempre utile per la crescita e in età adulta.

Da professionista, mi rendo conto di quanto ho imparato dallo sport, e che tutto questo mi dà importanti competenze, utili non solo nel lavoro ma anche nella vita privata.

All’età di 16 anni sono entrata nella squadra di atletica leggera della scuola. Da quel giorno ho iniziato ad allenarmi per le gare di mezzofondo e di staffetta sui 400 metri. I miei allenamenti non erano regolari. In quel periodo non ero consapevole di quanto avrei potuto dare e non ero sufficientemente motivata per crederci.

Non mi rendevo conto della responsabilità affidatami dalle persone, che credevano nel mio talento e di quanto fosse importante allenarmi con costanza, per rendere sostenibile lo sforzo mentale e fisico, soprattutto durante la competizione, e ovviamente per migliorare la prestazione.

Mi allenavo solamente nei tre giorni precedenti alla gara, supportata dall'allenatore, e raggiungevo comunque sempre il quarto o il terzo posto. Un giorno, dopo un anno e mezzo, ho deciso di smettere. Perché? Di fatto non avevo una forte motivazione.

Quali skills mi mancavano? Una di queste, la pianficazione.

Oggi che sono una Coach, mi rendo conto di quante cose ho imparato in quel periodo nonostante che abbia mollato dopo poco tempo. L'atletica ha toccato molte corde della mia mente, assistendomi nel migliorare molte soft skills, che mi hanno aiutato nella sfera professionale e ad affrontare varie sfide della vita. Quindi, attraverso lo sport, ho sviluppato anche la competenza di vivere, che è la prima e la più importante.

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Le Skills apprese e sviluppate grazie allo Sport

Vi racconto in quali momenti professionali ho toccato con mano le skills apprese dalla mia esperienza sportiva.

Ho capito cos’è il la capacità di lavorare in squadra quando ho lavorato in un'azienda americana, dove all'età di 30 anni sono diventata responsabile di un team europeo in cui c’erano sei persone di lingua, religione, cultura, età e sesso diversi, tra cui io ero la più giovane.

Non è stato facile, ma il mio senso di teamwork (lavoro di squadra) e il rispetto per gli altri - appreso dallo sport -, mi hanno aiutato a gestire il gruppo nel miglior modo possibile, pur facendo io degli errori.

Dopo qualche anno, l'azienda ha avviato una ristrutturazione e per una politica di tagli, e quindi io, come tanti altri colleghi, ho perso il lavoro. Sono andata all'estero, per poi tornare in Italia e specializzarmi per il mio attuale lavoro.

In questa fase di vita mi sono state di supporto:

  • uno spiccato senso di responsabilità, che oggi mi ha aiutato a prendere la decisione di supportare le persone;
  • la perseveranza che avevo imparato, quando in gara dovevo arrivare al traguardo anche se ero stanca;
  • la consapevolezza dell’auto-efficacia che mi aiutava a vivere serenamente anche le gare in cui non raggiungevo il podio.;
  • la comunicazione, un'altra abilità rilevante, in cui mi sono potenziata nel tempo durante il mio percorso di Executive coaching.

A volte penso che se all'epoca fossi già stata potenziata per avere una comunicazione aperta, trasparente avrei espresso meglio le mie paure, emozioni, ansie, e nei momenti di incomprensione con la squadra sarebbe stato più facile risolvere eventuali conflitti.

Bisogna tenere a mente che alla base di tutto c'è la consapevolezza. Sono d'accordo con chi pensa che tutti noi abbiamo uno o più talenti. Sì, ma bisogna lavorarci e in modo costante.

Che cos’è il talento

Il talento è la predisposizione, l'attitudine a fare qualcosa che fa la differenza, perché lo si fa con passione, con motivazione, divertimento e con una certa facilità. Tuttavia, devi coltivarlo e potenziare così come fai o dovresti fare con le relazioni, altrimenti non raggiungerai mai alti standard.

Da cosa vedrai i progressi? Dalla differenza che farai non solo durante una competizione ma in qualsiasi situazione, anche in quella apparentemente meno importante dove si vedrà la qualità di ciò che fai, il tuo impegno, la tua motivazione e la tua competenza.

Sottolineo, come sempre faccio, l’importanza dei percorsi di sviluppo, la formazione e strumenti come ad esempio ITA, il Talent Assessment che utilizziamo nell’azienda con la quale collaboro, Beaux.

Si tratta di un Talent test che analizza in modo oggettivo le attitudini individuali sulla base dei tre pilastri che influenzano e caratterizzano gli individui: il comportamento, le idee e l’interazione con gli altri. Tutti strumenti che ci permettono di migliorare i nostri talenti.

Nel tempo, mi sono resa conto che tutte le skills relazionali, gestionali, emozionali, sociali potenziate o apprese quasi da zero, mi hanno dato un forte supporto non solo per affrontare i momenti duri ma anche per continuare a migliorarmi.

Vi lascio con una frase. “Se non fai un passo, rimani dove sei”. Cit. tratta dal film "Merve Kült" di Cemal Alpan.

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Dott.ssa Endrina Brito

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