Giovedì 5 Agosto 2021

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Orientamento ed empowerment femminile in epoca 4.0

Oggi più che mai si sente l’esigenza di un cambiamento culturale che metta al centro le persone e nel quale le donne possano diventare protagoniste. L’orientamento riveste un ruolo molto importante in questa trasformazione. A cura di Daniela Fortuni, Orientatrice.

I diritti delle donne, una definizione di empowerment femminile

I diritti delle donne sono al centro del dibattito da decenni: il principio di non discriminazione in base al sesso viene sancito per la prima volta nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948. In seguito a questo, con la Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne (CEDAW) del 1979 si arriva alla definizione della discriminazione di genere.
Stesso concetto ripreso dalle quattro Conferenze Internazionali sulla Donna indette dal 1975 dalle Nazioni Unite, dalle quali emerge questa definizione di empowerment al femminile:

Women’s Empowerment: processo destinato a modificare le relazioni di potere nei diversi contesti del vivere sociale e personale e volto in particolare a fare in modo che le donne siano ascoltate, che le loro conoscenze ed esperienze vengano riconosciute; che le loro aspirazioni, i loro bisogni, le loro opinioni e i loro obiettivi siano presi in considerazione; che possano partecipare ai processi decisionali in ambito politico, economico e sociale.

Empowerment: stima di sé, autoefficacia e autodeterminazione

In Italia i dati sono ben lontani dal superamento del cosiddetto “soffitto di cristallo” (glass ceiling): sono definiti in questo modo gli ostacoli alla carriera che dipendono da discriminazioni sessuali, razziali o religiose.

The Economist ha creato il Glass-Ceiling Index: fatto 100 il miglior ambiente sociale e politico in cui si sviluppa il lavoro delle donne, l’Italia risulta solo 12esima, con poco più di 60 punti.

La quarta rivoluzione industriale è resa possibile da nuove tecnologie, tra le quali: IoT, Cloud Manufacturing, Blockchain, Additive Manufacturing, Collaborative Robots e Big Data, più notoriamente conosciute come tecnologie abilitanti per l’Industria 4.0

Il gender gap alla luce delle nuove competenze tecnologiche

Oltre all’introduzione di nuovi modelli operativi, tale evoluzione sta comportando anche la necessità di sviluppare competenze adeguate da parte del personale interessato, al fine di utilizzare al meglio le tecnologie emergenti ed essere sempre all’avanguardia, sfruttando a pieno i benefici di questa continua evoluzione.

È dunque sempre più evidente che investire solamente in nuove tecnologie non garantisce il raggiungimento e il mantenimento di un vantaggio competitivo da parte delle aziende in un contesto di Industria 4.0; anche le persone devono essere opportunamente informate e formate al fine di raggiungere gli obiettivi strategici predefiniti dall’azienda stessa. Infatti, nonostante siano evidenti le grandi opportunità relative a questa quarta “rivoluzione”, ci sono importanti sfide da affrontare: l’allineamento delle competenze sembra essere la più urgente problematica, sfociando nella nascita del fenomeno definito skills shortage” o “skills-gap

Leggi anche Lavoro: cos'è lo skill mismatch e come l'orientamento può aiutare aziende e lavoratori

Con l’introduzione delle nuove tecnologie, si avverte l’esigenza di sviluppare nuovi profili professionali da un lato, mentre quelli più tradizionali, dall’altro, necessitano di evolversi, richiedendo di ampliare lo spettro delle competenze tecniche tradizionali, introducendone di nuove e modificandone altre. Si sente l’esigenza di un cambiamento culturale che metta al centro le persone e nel quale le donne possono diventare protagoniste.

Secondo l’ultima relazione sull’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne nell’era digitale presentata nel 2018 dalla Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere del Parlamento europeo in Europa sono donne solo il 9% degli sviluppatori, il 19% dei capi nei settori comunicazione e il 20% dei laureati in Informatica e nuove tecnologie. Guardando al mondo aziendale privato italiano, solo il 24% dei manager in posizioni di vertice è donna, a fronte di una media europea del 29%. 

Un ruolo determinante per ridurre il “gender gap” è giocato dalle  tecnologie, che sono una grande leva per la parità di genere come evidenzia un’analisi dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico): la trasformazione digitale aprirà delle opportunità per le donne di accesso e carriera nel mondo del lavoro. 

Il ruolo dell’Orientamento

L’orientamento riveste un ruolo molto importante in questa trasformazione, in particolare verso il target di giovani donne in cerca di occupazione,  in uscita dai cicli di scuola superiore o all’interno di percorsi di carriera.

Le  attività di mentoring, di eventi dedicati, corsi e incontri, hanno l’obiettivo di  aiutare le donne a vedere le tecnologie come strumenti per la creazione di opportunità lavorative prima inesistenti; aiutarle a non percorrere strade vecchie e già chiuse, mostrare loro come trasformare i propri talenti in nuovi servizi e nuovi modelli di business, attraverso le tecnologie.

I percorsi orientativi puntano a sviluppare una nuova consapevolezza del cambiamento in atto, delle opportunità e delle nuove competenze richieste dal MdL (competenze digitali e soft).

La quarta rivoluzione industriale infatti sostituirà i profili lavorativi di basso livello con l’automazione e l’informatizzazione, e offrirà nuove opportunità lavorative alle persone altamente qualificate e che sanno utilizzare le tecnologie digitali. 

In un contesto in cui si parla già di “digital mismatch”, ovvero il mancato allineamento tra domanda ed offerta di lavoro a causa di carenze di competenze di alto profilo richieste dall’introduzione delle nuove tecnologie, le professioni di alto livello richiederanno competenze non solo digitali ma anche le cosiddette soft skill, molte delle quali tipicamente femminili.

Le competenze richieste dal mercato del lavoro sono:

  • competenza digitale:

Hard Skills: competenze tecniche individuate in ottica di Industria 4.0, necessarie al fine di operare in un contesto modificato dall’introduzione di nuove tecnologie;
ICT literacy Skills: competenze informatiche di base, che permettono di comprendere la capacità di utilizzare strumenti informatici basilari e quindi la propensione e flessibilità all’utilizzo di strumenti innovativi;

  • competenza in Intelligenza Emotiva, riconosciuta anche dal Word Economic Forum come skill manageriale, utilizzata con un approccio metodico ed efficace:

Soft Skills: saper lavorare in multitasking, in collaborazione e non in competizione, saper creare e valorizzare le reti sociali, saper creare ambienti di lavoro empatici e gestiti con l’intelligenza emotiva.

Leggi anche Soft Skills, cosa sono veramente

Il processo orientativo che voglia sviluppare empowerment propone un percorso che valorizza in ogni donna tre elementi fondamentali:

  • Competenza tecnica specialistica digitale trasversale/soft , ma anche voglia di scrivere leggere, studiare.
  • Cuore, ovvero la capacità di mettersi in gioco con il proprio “sogno”.
  • Coraggio, ovvero uscire dalla mediocrità, tirar fuori la motivazione intrinseca che spinge all’azione, coltivare con coraggio e dare gambe alla proprio vision.

Partendo dai tre elementi fondamentali, tre sono gli step di lavoro:

  1. Fattori interni: accettazione di sé, autostima,  coraggio,  motivazione profonda, capacità di legare la propria identità personale al progetto.
  2. Competenze: imprenditoriali, cultura del lavoro, creatività, competenze tecnico specialistiche digitali e trasversali.
  3. Progetto “eccezionale”per ogni donna, quello che davvero realizza il proprio sogno.

 

Dott.ssa Daniela Fortuni

Dott.ssa Daniela Fortuni

Esperta di Orientamento e Politiche Attive del Lavoro

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