Martedì 28 Maggio 2024

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  • 20/10/2023

I 4 colori della personalità e dell'ascolto

È possibile riassumere i vari tipi di personalità in quattro colori di base, ciascuno caratterizzato da specifiche caratteristiche e diverse modalità di comunicazione che rappresentano quattro differenti tipi di energia. A cura di Marco Labate, Orientatore Asnor, Life&Business Coach, Soft Skills Trainer.

Il metodo dei 4 colori: le origini

Secondo alcuni studiosi, partendo da Jung per arrivare a Marston, Bandler e altri ancora, i vari tipi di personalità dell’individuo possono essere rappresentati da quattro colori di base, ognuno con specifiche caratteristiche e diverse modalità di comunicazione: rosso, giallo, verde e blu.

Il metodo, attualmente chiamato dei 4 colori, è stato a lungo studiato da Marston al fine di definire un modello descrittivo dei comportamenti delle persone, nell’interazione nei diversi contesti o ambienti. In particolare, Marston aveva teorizzato che le nostre reazioni in ogni contesto dipendono dalla combinazione di due percezioni principali: la percezione dell’ambiente e del sé.

Ciascun individuo è caratterizzato da fattori legati alla personalità, alle attitudini personali, alle capacità e abilità proprie che ci portano a comportarci, comunicare e agire in uno specifico modo, diverso dagli altri. Questo metodo di analisi delle diverse personalità ci permette di migliorare la comunicazione e le relazioni attraverso una corretta analisi del nostro e dell’altrui pedigree comportamentale. Un indubbio vantaggio per ottenere un profilo e quindi delineare delle caratteristiche della persona che possono essere fruibili in diversi ambiti:

  • nella selezione del personale;
  • nella definizione dell’orientamento professionale;
  • nella definizione di piani di crescita personale di team.

Inoltre, conoscere il proprio colore e identificare quello di chi ci sta di fronte ci aiuta ad adottare i corretti accorgimenti per comunicare efficacemente attraverso un lavoro di mediazione e adattamento utile alla comprensione profonda dei contenuti condivisi, priva di pregiudizi e incomprensioni.

Fondamentalmente, come in altre teorie legate alla conoscenza dell’individuo, partiamo dal presupposto che ogni persona è diversa dagli altri e la stessa conoscenza delle nostre unicità ci renderà comunicatori più consapevoli e aperti alla diversità altrui, accettandone ogni sfumatura possibile che le interazioni possono offrirci in ogni istante.

Per esempio, possiamo capire perché il nostro capo è diretto e non ama usare troppi filtri, perché un collega tende a non confrontarsi o perché un nostro amico è eccessivamente meticoloso.

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Più combinazioni di colori=diverse attitudini

Chiariamo subito che non apparteniamo tutti esclusivamente a un colore o a un altro. Per rimanere nell’ambito cromatico, non siamo per forza bianchi o neri, ma apparteniamo a una delle tante gradazioni di grigio. In ognuno di noi convivono tutti e quattro i colori, alcuni raggiungono il “livello di attivazione” della sua energia e dello specifico comportamento comunicativo, altri no.

Abbiamo tuttavia un colore dominante che rappresenta la nostra principale inclinazione ed è un buon riferimento per comprendere i nostri talenti, il nostro stile comunicativo, dove siamo performanti e in cosa possiamo migliorare.

Non esiste un colore migliore di altri, come non ci sono combinazioni di colori migliori di altre in assoluto, ma è altrettanto vero che ogni colore ha delle attitudini per determinati ruoli, mansioni o ambienti, oltre ad avere più o meno compatibilità con gli altri colori e quindi con altri tipi di personalità, ruoli o lavori.

Le personalità dei 4 colori

Di seguito faremo la conoscenza delle caratteristiche tipiche di ogni energia-colore con particolare attenzione per il profilo comunicativo. Partiamo con definire gli orientamenti principali dei quattro colori:

  • il rosso e il giallo fanno parte del quadrante dell'estroversione;
  • il verde ed il blu caratterizzano quello dell'introversione;
  • il blu e il rosso sono guidati dal pensiero;
  • il verde e il giallo sono guidati dal sentimento.

La comunicazione è un esercizio complesso, un processo influenzato da alcuni fattori esterni e dal nostro personale metodo di interpretazione e di comunicazione. Spesso, parliamo agli altri così come vorremmo lo facessero con noi e ci aspettiamo di essere ascoltati così come pensiamo di fare per loro. Da qui nascono incomprensioni, interpretazioni errate, conflitti.

La materia relativa alle fonti di disturbo della comunicazione è ben più ampia ma qui ci focalizzeremo in particolare sugli aspetti legati all’influenza delle diversità comunicative e comportamentali coinvolte in un processo di interazione.

I comportamenti legati ai colori: il metodo DISC

In base a questa consapevolezza siamo in grado di far leva sulle strategie necessarie perché un colore sia in grado di far arrivare in modo chiaro il proprio messaggio con la certezza che sia accolto e compreso dagli altri colori, attraverso la formula comunicativa adatta ai nostri interlocutori. 

A casa, con gli amici e soprattutto a lavoro può risultare difficile comunicare in modo efficace e il Metodo D.I.S.C. (Dominanza, Influenza, Stabilità e Cautela) in abbinamento ad altre tecniche, è in grado di sciogliere alcuni nodi che altrimenti risulterebbero complicati da gestire e che possono sfociare in profondi conflitti relazionali.

Ogni colore attinge a differenti percezioni della realtà e determinati modi di reazione che ne determinano un’ampia varietà di profili a seconda di quanto altri colori contaminano quello dominante. Di base vengono suddivisi in:

  • Blu: mentale e introverso.
  • Rosso: mentale e estroverso.
  • Giallo: istintivo e estroverso.
  • Verde: istintivo e introverso.

Spesso non contestualizziamo il comportamento dell'altra persona, evitando di analizzarne la personalità e i condizionamenti relativi all’ambiente nel quale si svolge l’interazione. Così facendo, attribuiamo al nostro giudizio, a volte di pochi istanti, la massima attendibilità nel definire se qualcuno si comporta adeguatamente o no, basando lo scenario futuro dell’interazione a questa prima impressione.

Quindi se sappiamo che chi ci parla è un introverso, non dobbiamo giudicare negativamente il suo approccio riflessivo ritenendolo per esempio passivo, come al contrario non dobbiamo attenderci da un estroverso lunghe sessioni di ascolto nei nostri confronti.

Il metodo di analisi comportamentale DISC, come altri in materia di comunicazione, sono un valido supporto che si basa su considerazioni statistiche e quindi non certe sempre al 100% (anche perché soggette anch’esse a interpretazione) ma in ogni caso estremamente utili per ridurre gli errori di valutazione e per porci nella condizione di ascoltare gli altri e di dedicare del tempo necessario per analizzare la situazione, e lo stile altrui.

Se ho a che fare con una persona dal colore diverso dal mio, devo capire con quale stile si relaziona agli altri, con quale canale percettivo preferisce comunicare, quale predisposizione ha nei confronti del mio colore.

Conclusioni

Scegliere una strategia comunicativa ci aiuta a trovare il canale adatto per essere ascoltati, convincere gli altri, esporre un’idea. Quando siamo noi ad ascoltare, questo ci avvicinerà emotivamente e lo scambio reciproco risulterà più fluido. Questo senso di vicinanza faciliterà la comunicazione e abbatterà le barriere provenienti dalle nostre diversità.

Per esempio, durante una conversazione possiamo adottare degli accorgimenti per attirare l’attenzione di ogni colore:

  • per far crescere l’interesse dei blu possiamo citare libri e documenti di approfondimento;
  • se inseriamo una sfida i rossi si sentiranno più coinvolti;
  • facciamo battute o riferimento ai risultati di un sondaggio per fare divertire i gialli;
  • manteniamo un tono sereno ed empatico per catturare l’attenzione dei verdi.

Studiare il linguaggio dei colori e il loro specifico stile comunicativo ci consente di comprendere meglio i feedback ricevuti e di esprimerci con un protocollo adatto per una comunicazione efficace al colore/interlocutore che abbiamo di fronte.

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Dott. Marco Labate

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