Domenica 4 Dicembre 2022

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Cos'è l'ascolto attivo e quali sono le sue regole

Non sempre l’insieme dei pensieri ed emozioni presenti nella persona sono chiari e distinti, ma sta nella capacità di chi interviene nel processo orientativo di predisporsi affinché tali pensieri possano avere una giusta collocazione e le emozioni un giusto riconoscimento. Parlo dell’ascolto attivo, una competenza apparentemente semplice ma potente allo stesso tempo. A cura di Maria Elisa Catania, Orientatrice Asnor in formazione.

Durante la costruzione della carriera formativa, e successivamente di quella lavorativa, si potrebbe avere la necessità di focalizzare i propri bisogni, le proprie aspettative ma anche i timori e i desideri futuri.

Un percorso di orientamento rivolto agli studenti in momenti di transizione, tra fasi formative diverse, come ad esempio il passaggio dalle scuole superiori all’università o dall’università al mondo del lavoro, può migliorare la capacità di affrontare meglio i cambiamenti, anche in virtù di scelte che verranno prese con maggiore consapevolezza.

Quanto è importante l’ascolto attivo in questo processo? Non sempre l’insieme dei pensieri ed emozioni presenti nella persona sono chiari e distinti, ma sta nella capacità di chi interviene nel processo orientativo di predisporsi affinché tali pensieri possano avere una giusta collocazione e le emozioni un giusto riconoscimento. Parlo dell’ascolto attivo, una competenza apparentemente semplice ma potente allo stesso tempo.

In cosa consiste consiste l’ascolto attivo

L’ascolto attivo consiste nel porre una particolare attenzione alle parole che ci vengono comunicate dal nostro interlocutore, rimanendo in silenzio, abbandonando ogni genere di giudizio sul contenuto. Alla base, infatti, c’è un rispecchiamento empatico che può essere enfatizzato tramite la riformulazione di quanto detto, tramite un riepilogo con parole chiave già esposte o tramite parafrasi del discorso.

Una caratteristica fondamentale dell’ascolto attivo è quella di sapere ricapitolare in modo appropriato il contenuto, anche per capire se abbiamo colto il senso del discorso. Questo è fondamentale perché dietro ad ogni parola o ogni pensiero espresso c’è anche un mondo di emozioni ad essi collegate. Un buon ascoltatore deve sapere cogliere anche il contenuto emotivo e i sentimenti che accompagnano tali contenuti.

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Prima regola dell’ascolto attivo: non giudicare

Una prima regola dell’ascolto attivo è fare in modo che laltra persona possa esprimersi, sentendosi in questo modo accettata e al sicuro.

Sarebbe opportuno anche evitare di dire frasi del tipo: non sei il primo a vivere questo problema/ situazione”, oppure come te ci sono anche altri studenti che stanno vivendo la stessa fase”.  Anche se questa affermazione può essere in parte vera, nessuno ha voglia di sentirsi dire che il proprio vissuto è simile a quello di unaltra persona. La stessa esperienza infatti può essere vissuta da persone diverse in modo estremamente soggettivo e personale, pertanto l’ascolto attivo deve in un certo modo cogliere la soggettività dell’esperienza.

Seconda regola dell’ascolto attivo: saper porre le giuste domande

Nell’ambito nel colloquio di orientamento, e nella relazione d’aiuto in generale, è importante un’altra abilità: quella di sapere porre le domande. Infatti, questo può agevolare o ritardare l’auto-esplorazione.

Le domande da favorire sono quelle aperte, dal momento che :

  • lasciano ampia possibilità di risposta;
  • stimolano l’esposizione di pensieri e opinioni;
  • favoriscono l’ampliamento del campo percettivo.

Al contrario, le domande di tipo chiuso, se da un lato sono necessarie per avere delle informazioni aggiuntive specifiche, dall’altro restringono la conversazione e l’esplorazione risultando limitative e non funzionali. Quindi si consiglia di limitarne l'utilizzo.

Cosa non è ascolto attivo

In conclusione, una persona non sta veramente ascoltando quando:

  • giunge a conclusioni al posto nostro;
  • paragona la situazione alla propria o a quella di altre persone;
  • critica il comportamento di chi racconta;
  • pronuncia frasi tipo io farei così..”;
  • sminuisce le emozioni dellaltro. 

Spesso, si sottolinea quanto sia importante favorire negli studenti la crescita, la consapevolezza e l’autostima; l’ascolto attivo serve proprio a favorire un incontroauto-esplorativo che porti poi la persona ad essere più autonoma e consapevole nelle proprie scelte e nei momenti di transizione.

Avere dunque la giusta predisposizione d’animo nell’ascolto porta beneficio alla relazione docente-orientatore e alunno, instaurando un clima di comprensione e fiducia reciproca.

Bibliografia

  • "L’arte di aiutare", di Carkhuff Robert
  • "L'arte del Counseling", di Rollo May

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