Lunedì 24 Giugno 2024

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  • 21/6/2023

Il tirocinio visto dai giovani, uno strumento che orienta la Gen Z

Nell’anno delle competenze indetto dalla Commissione europea, un altro tassello si unisce al tema della formazione e dell'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Nei giorni scorsi è stata resa pubblica la ricerca condotta da Eurobarometro Flash per evidenziare l'importanza dei tirocini come opportunità per imparare a trovare un lavoro, in particolare per i giovani. A cura di Fausto Sana, Orientatore Asnor.

Giovani europei alle prese con i tirocini

L’indagine condotta da Eurobarometro Flash per evidenziare l’importanza dei tirocini come opportunità per imparare e trovare un lavoro è stata svolta tra il 15 e il 24 marzo 2023 e sono stati  intervistati 26.334 giovani tra i 18 e i 35 anni provenienti da tutti gli Stati membri dell’UE, riguardo l’integrazione delle nuove generazioni nel mercato del lavoro.

Il 68% degli intervistati ha sostenuto che grazie all’esperienza di tirocinio hanno trovato un impiego, e molti sono stati assunti dallo stesso datore di lavoro presso il quale hanno svolto lo stage. 

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Gli obiettivi della strategia giovani dell’UE

Questi dati sono da leggere all’interno degli 11 obiettivi che l’UE ha dichiarato per avvicinare i giovani all’Europa.
Una road map per le azioni rivolte ai giovani e a chi si preoccupa delle future generazioni. Gli obiettivi programmati sono:

  1. collegare l'UE e i giovani;
  2. raggiungere la parità di genere;
  3. creare società inclusive;
  4. sostenere informazione e dialogo costruttivo;
  5. salute mentale e benessere;
  6. sostegno ai giovani delle aree rurali;
  7. lavori di qualità per tutti;
  8. apprendimento di qualità;
  9. spazio e partecipazione per tutti;
  10. creare un'Europa verde sostenibile;
  11. sviluppare organizzazioni giovanili e programmi europei.

Nel leggere questi obiettivi possiamo capire come l’interesse per i tirocini diviene un pezzo del puzzle che completa il disegno di un'Europa che desidera essere maggiormente unita, competitiva, consapevole e di larghi orizzonti per un tema che post-pandemia risulta essere una priorità: il futuro dei giovani.

Esperienza più competenze=incremento dell’occupabilità

Il focus del tirocinio è offrire spazio e voce al giovane, per consentirgli di fare esperienza. La maggioranza degli intervistati, riporta la ricerca, ha sostenuto di aver appreso insegnamenti utili durante il tirocinio, e di aver ottenuto il supporto dall’organizzazione per la ricerca di un lavoro.

In questa ottica non è difficile immaginare che l’esperienza di tirocinio diviene una delle strategie che il giovane adotta per:

  • chiarire i propri obiettivi;
  • esplorare il mercato del lavoro;
  • accrescere le proprie competenze.

Una sorta di “bollino” e/o certificazione per sentirsi maggiormente pronto e riconosciuto.

Nella ricerca, inoltre, si evidenzia che il 39% degli intervistati dopo l’ultimo tirocinio ha continuato a lavorare per lo stesso datore di lavoro con un contratto a tempo indeterminato, mentre il il 26% degli intervistati ha trovato un lavoro presso un altro datore di lavoro. Solo il 6% era disoccupato.

Dati confortanti che si devono parallelamente leggere a fianco delle statistiche legate ai NEET e alla disoccupazione giovanile, soprattutto per la fascia mediterranea dei paesi europei (Italia, Spagna e Grecia). Le statistiche sono ancora molto preoccupanti per l’Italia.

Qualcosa sta cambiando nella mentalità dei giovani, ma non solo

Nonostante ciò, rispetto all’ultima indagine Eurobando del 2013, si è registrato un calo nei tirocini di lunga durata. Ad oggi la maggior parte dei tirocini dura meno di sei mesi, e ciò permette ai giovani di svolgere ripetutamente più tirocini presso lo stesso datore di lavoro, oppure presso enti differenti. Per esperienza, la possibilità di rinnovo dello stesso tirocinio, se rinnovata per una seconda fase e con consapevolezza formativa da entrambe le parti, permette di rendere maggiormente occupabile il beneficiario dell’esperienza e all’ente ospitante di conoscere maggiormente il giovane che beneficia del tirocinio, così da valorizzarlo.

Una nota interessante, dal mio punto di vista, è il dato relativo all’indennità di tirocinio; più del 55% dei partecipanti ha svolto un tirocinio retribuito, mentre il 21% ha dichiarato di aver svolto almeno un tirocinio in un paese UE diversoda quello di appartenenza. Da questo quadro si delinea pertanto l'opportunità che questo strumento assume per i nostri giovani affamati di esperienze fuori casa ma anche in Europa, in merito a questo risulta ancora poco conosciuto lo strumento che ANPAL, da qualche anno propone per il match giovani e stage in Europa.

Sul sito dell'ANPAL per i tirocini in Europa, Stage4eu, è possibile approfondire offerte di stage/tirocinio nei diversi paesi europei ma anche la dimensione culturale e “amministrativa e burocratica" che compone ogni singolo stato che adotta misure differenti per lo svolgimento del tirocinio.

Conclusioni, uno sguardo al futuro

Questa indagine sarà nelle prossime settimane oggetto di lavoro da parte della Commissione europea, che ha deciso di intraprendere un’iniziativa volta ad aggiornare e migliorare il quadro di qualità per i tirocini durante l‘Anno europeo delle competenze.

Mi auguro che questo aggiornamento possa portare sviluppo culturale e che metta al centro l’incontro tra i giovani che offrono competenze e desiderano una sperimentazione sul campo ed i soggetti ospitanti (enti ed aziende) che hanno la possibilità di aggiornare e confrontarsi con chi già oggi pone le basi per un'Europa maggiormente coesa, forte e dalle nuove prospettive.

Per saperne di più: "Integration of young people into the labour market with particular focus on traineeships"

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Dott. Fausto Sana

Dott. Fausto Sana

Orientatore Asnor, Formatore, Consulente

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