Sabato 20 Aprile 2024

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  • 5/4/2023

Coaching: un supporto alla Consulenza di Orientamento

L’attività di Consulenza di Orientamento e il Coaching possono apparire come due mondi del tutto slegati tra loro, ma in realtà così non è: di seguito vedremo come il Coaching può essere da supporto nelle attività di Orientamento. A cura di Anna Toffoletti, Orientatrice Asnor e Coach professionista.

Partiamo dalla premessa che il lavoro è uno degli strumenti che le persone hanno per esprimere loro stesse, facendo emergere potenzialità e talenti, e ciò può avvenire quando la persona occupa un posto di lavoro il più possibile congruo ed in linea con i propri bisogni, valori e potenzialità.

Cos’è il Coaching: un viaggio verso l'obiettivo

Vediamo brevemente cos'è il metodo del Coaching, una pratica moderna che trova le sue origini fin dai tempi di Socrate - considerato il primo grande Coach - che attraverso la maieutica portava il suo interlocutore a raggiungere una verità autentica dentro se stesso.

La sua frase più celebre è: "sapiente è colui che sa di non sapere" dove il "non sapere" è inteso come una consapevolezza di non conoscenza definitiva.

Oggi i padri del Coaching sono W. Timothy Gallwey, che ebbe l'intuizione del metodo, e John Whitmore, che portò il metodo del Coaching al di fuori del mondo dello sport. "Il Coaching è un metodo applicabile in diversi ambiti nel quale il Coach accompagna il Cliente (Coachee), attraverso lo sviluppo del potenziale, al raggiungimento degli obiettivi".

Il Coaching permette al cliente di entrare in contatto con la sua parte più profonda, per riconoscersi senza maschere o etichette, e prevede sempre una partecipazione attiva del cliente attraverso la realizzazione di un piano d'azione autodeterminato.

La Consapevolezza, conosciamoci per scegliere

Nei percorsi di Coaching, la determinazione di un obiettivo da raggiungere è parte imprescindibile del processo, ma il Coaching stesso come metodo ha un suo obiettivo uguale per tutti i percorsi, ovvero quello di generare consapevolezza.

Cosa significa essere consapevoli? Il termine consapevolezza deriva dal latino "cum sapio" e fa riferimento ad una conoscenza interiore, profonda e perfettamente in armonia con il resto della persona.

Divenire consapevoli di quanto ci è accaduto, di come abbiamo reagito, di come siamo cambiati, è il primo passo da compiere per andare verso il futuro desiderato. Chi è consapevole affronta ciò che gli accade con la facoltà di scelta e rielaborazione, adotta un approccio proattivo concentrandosi sulla sfera d'influenza, ovvero sui fattori che possono essere cambiati dal proprio fare, dalle proprie azioni così da agire in relazione ai propri bisogni, valori, attitudini.

Formazione Asnor

Un percorso integrato Coaching-Consulenza di orientamento

Vediamo come si integrano le due professioni di Coach e Orientatore. Quando una persona si ritrova senza lavoro, per sua volontà o per cause imputabili a fattori esterni, necessita di un periodo per elaborare la perdita dell'occupazione.

Questo periodo può essere minato da emozioni che portano allo sconforto ed ad una significativa diminuzione della voglia di agire.

Ecco così che applicare il metodo del Coaching basato sulla ricerca delle potenzialità può portare enormi benefici alla persona perché, attraverso strumenti specifici quali ad esempio test, esercizi creativi, domande generative ed orientate al futuro, il cliente verrà accompagnato a spostare il focus d'attenzione da ciò che è causa di dispiacere e tristezza (la perdita del lavoro, in questo caso) a ciò che dà energia e motiva la persona.

Abilità del professionista sarà quindi quella di lasciare il giusto tempo alla persona per “elaborare” la perdita del lavoro, per poi recuperarla sul lato motivazionale. Modificato il focus d'attenzione, il disorientamento e la paura, naturale conseguenza della perdita del lavoro, potrà gradualmente trasformarsi in coraggio di rimettersi in gioco: la persona, con un nuovo grado di consapevolezza e conoscenza di sé, scoprirà che è possibile rimettersi in gioco e trovare, o creare, tante altre possibilità per realizzarsi ed essere felice.

Al termine del percorso di Coaching, la persona avrà chiari gli interessi di carriera, le sue potenzialità, e l'obiettivo sarà definito e declinato in modo smart. Il professionista, quindi, svestirà i panni di Coach per indossare quelli di Consulente di Orientamento, ed affiancherà la persona fino al ricollocamento in una serie di attività di carattere più tecnico, ad esempio la stesura/revisione del CV, la preparazione ad un colloquio di selezione, l'accompagnamento nella ricerca di lavoro.

Conclusioni

Lavorare in percorsi di Orientamento nei quali ci si sofferma sui punti di forza, celebrando anche i piccoli successi della persona, aiuta il cliente a mantenersi motivato, a perseverare nel raggiungimento dell'obiettivo, anche in presenza di inevitabili difficoltà.

In questo modo, aumenta nella persona il senso di autoefficacia, ovvero la percezione che ognuno di noi ha di se stesso e di essere in grado di compiere determinate azioni per raggiungere un risultato.

Per reinventarsi e cambiare è necessario avere alla base una buona conoscenza di sé, altrimenti il rischio è quello di agire in maniera impulsiva senza considerare la situazione reale nei suoi diversi ambiti.

Il Coaching, per tutto questo, è sicuramente un valido supporto.

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In questo articolo si parla di

Anna Toffoletti

Anna Toffoletti

Orientatrice Asnor, HR, Coach Professionista

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