Martedì 28 Maggio 2024

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  • 2/3/2023

Le Mappe Mentali come strumento per l'orientamento

Sebbene l’utilizzo delle Mappe Mentali come strumento di rappresentazione del pensiero non sia recente, negli ultimi anni sembra essere tornato di estrema attualità. Non solo nei contesti legati all’apprendimento ma anche in ambito aziendale ed in attività di co-progettazione. Inoltre, la commercializzazione di sempre più sofisticate apposite soluzioni digitali ha favorito la diffusione di questo approccio. A cura di Lucia Rosati, componente Équipe O.V.C.G. presso Rosatinet srl.

Le Mappe del pensiero: tipologie e caratteristiche

Innanzitutto, è necessario comprendere esattamente cosa sono le Mappe Mentali e in cosa differiscono da altre modalità di rappresentazione grafica del pensiero. 
Le Mappe Mentali sono una tecnica di visualizzazione delle informazioni e di organizzazione del pensiero che permette di rappresentare graficamente concetti, idee e relazioni tra di essi.

Partendo da un'idea centrale (o concetto principale) si sviluppano in modo ramificato, utilizzando parole chiave, immagini, colori e simboli per rappresentare le informazioni in modo visuale e rinforzarne il ricordo.

Le Mappe Mentali sono utilizzate per organizzare, memorizzare, analizzare e sintetizzare informazioni complesse in modo più efficace ed efficiente, consentendo di creare una panoramica delle idee e di facilitare la comprensione delle relazioni tra di esse. Le Mappe Mentali possono essere utilizzate in molti contesti, come lo studio, il lavoro, la pianificazione e la risoluzione dei problemi.

Apparentemente simili, ma strutturalmente diverse, sono le Mappe concettuali che trovano un ampio utilizzo nella pratica didattica. Una Mappa concettuale è, anch’essa, una rappresentazione grafica delle relazioni concettuali tra i termini o le idee, organizzate gerarchicamente o in una struttura a rete.

Le Mappe Concettuali tendono ad avere una struttura più rigida e logica, con l'obiettivo di rappresentare in modo preciso le relazioni tra le idee. Sia la Mappa Mentale che quella concettuale sono strumenti di visualizzazione del pensiero che aiutano a organizzare le idee e le informazioni. Tuttavia, ci sono alcune differenze tra le due.

Una Mappa Mentale è un diagramma che rappresenta le idee disposte radialmente attorno a un tema centrale, con connessioni tra le idee attraverso linee o frecce. Le Mappe Mentali sono spesso utilizzate per stimolare la creatività, generare idee, organizzare le informazioni e facilitare la memoria e l'apprendimento. Le Mappe Mentali tendono ad avere una struttura più libera e flessibile, con l'obiettivo di incoraggiare l'associazione di idee.

In generale, le Mappe Mentali si concentrano sul processo creativo e sulla libera associazione di idee, mentre le Mappe concettuali sono più utili per organizzare e rappresentare relazioni concettuali specifiche.

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Le peculiarità

Le Mappe Mentali, teorizzate dallo psicologo inglese Tony Buzan negli anni 60, presentano delle caratteristiche ben precise che le distinguono dalle altre forme di rappresentazione del pensiero.

  1. Struttura gerarchica: sono organizzate gerarchicamente intorno a un'idea principale, con sotto-idee collegate ad essa e ulteriori sotto-idee collegate a loro volta a quelle di livello superiore.
  2. Utilizzano immagini e parole chiave al posto di frasi complete e dettagliate, al fine di aiutare a stimolare l'associazione di idee e facilitare la memorizzazione.
  3. Utilizzano colori e icone per differenziare le idee e rendere più facile la lettura e l'organizzazione delle informazioni.
  4. Utilizzano una struttura radiante, con le idee collegate ad una idea principale disposte radialmente attorno ad essa.
  5. Connessioni tra le idee: le idee sono collegate dal centro verso l’esterno attraverso linee morbide.
  6. Incoraggiano la libera associazione di idee, consentendo di rappresentare anche idee non strettamente connesse tra loro.
  7. Richiedono una sintesi e rielaborazione delle informazioni, per creare una rappresentazione grafica delle idee, favorendo una maggiore comprensione e memorizzazione.

Le regole base per realizzare una Mappa Mentale

Qui di seguito, alcune regole da seguire per realizzare una Mappa Mentale.

  1. Utilizzare un foglio bianco (righe e quadretti rendono il processo più rigido) in formato A4 o A3 e dei colori (matite colorate, pennarelli, penne, ecc.);
  2. Posizionare il foglio in orizzontale;
  3. Rappresentare al centro il nodo principale nella forma più spontanea e creativa possibile;
  4. Far partire, per associazione libera, i vari rami secondari;
  5. Utilizzare parole chiave significative e non frasi;
  6. Sviluppare la Mappa con ulteriori sotto-rami finché non si ritiene completa.

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Le Mappe Mentali nell’ orientamento: benefici e applicazioni pratiche

Ogni professionista interessato all’utilizzo delle Mappe Mentali dovrà innanzitutto sviluppare un proprio stile e comprendere come utilizzare lo strumento.
Per definizione, infatti, una Mappa è estremamente flessibile e versatile e si presta a molte applicazioni pratiche. Sarà l’Orientatore, in basa alla propria sensibilità e al proprio approccio, a definire se e quando utilizzare lo strumento delle Mappe Mentali nel processo di orientamento.

In ogni caso, è indubbio che tale approccio, una volta compreso, permette ad ognuno di esprimersi con maggiore libertà, creatività e fluidità.

Vediamo alcuni esempi di utilizzo nelle attività di orientamento, nella consapevolezza di non poter elencare le molteplici applicazioni.

  • Mappa della propria vita (ricostruire i punti salienti in forma radiale).
  • Mappa delle competenze acquisite.
  • Mappa degli interessi.
  • Mappa delle esperienze professionali.
  • Bilancio di competenze.
  • Cv sotto forma di Mappa.
  • Confronti tra più Mappe che rappresentano professioni ( o percorsi di studi) diversi.
  • Mappe delle azioni da intraprendere per ottenere un certo risultato (colloquio, assunzione, titolo di studi, ecc.)
  • Mappa costi e benefici rispetto ad una scelta.

Conclusioni

In conclusione, appare chiaro come lo strumento delle Mappe Mentali possa essere un ottimo alleato dell’Orientatore, purché inserito in una progettualità intenzionale e non usato in maniera casuale.

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Dott.ssa Lucia Rosati

Dott.ssa Lucia Rosati

Orientatrice Asnor in formazione

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