Mercoledì 4 Ottobre 2023

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Intelligenza emotiva, cos'è e perché è importante svilupparla

Nell’ambiente scolastico, è molto importante far entrare le emozioni in classe. Considerati i recenti studi fatti dalle neuroscienze e le nuove situazioni portate dalla pandemia, risulta ancora più importante considerare l’Intelligenza Emotiva come un’occasione per ampliare il ruolo della scuola. A cura di Chiara Sartori, Orientatrice Asnor

Cos’è l’Intelligenza Emotiva

Con “Intelligenza Emotiva” ci si riferisce ad una tematica che si sviluppa negli anni ’90 e che definisce la capacità di usare le emozioni con intelligenza: identificandole, comprendendole e gestendole per riuscire ad affrontare al meglio la vita.

I primi studiosi a dare una definizione di Intelligenza Emotiva sono stati Salovey e Mayer (1990): “Abilità che permette di percepire ed esprimere le nostre emozioni, accompagnando e assistendo il pensiero, rendendoci capaci di regolarle così da favorire il nostro sviluppo e la nostra crescita intellettiva ed emotiva”.

L’Intelligenza Emotiva secondo Goleman

Nel 1995, Daniel Goleman pubblica il libro “Intelligenza Emotiva”, in cui definisce questo particolare tipo di intelligenza come quell’insieme di competenze fondamentali per sapere affrontare bene la vita: autocontrollo, entusiasmo, perseveranza e capacità di automotivarsi.

Goleman introduce così il concetto di autoconsapevolezza, cioè la consapevolezza dei propri processi di pensiero e delle proprie emozioni, la capacità di identificarle dando loro un nome e definisce l’intelligenza emotiva come: “capacità di motivare sé stessi, persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo, evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare“.

Le componenti dell’Intelligenza Emotiva

Quali sono le 5 caratteristiche dell’intelligenza emotiva? Secondo il modello sviluppato da Goleman, le componenti dell’Intelligenza Emotiva sono:

  1. conoscenza delle proprie emozioni (consapevolezza di sé), ossia la capacità di riconoscere un’emozione nel momento in cui si presenta;
  2. controllo delle emozioni (autoregolazione), ossia la capacità di controllare i sentimenti e le emozioni in modo che siano appropriati;
  3. gestione delle relazioni (abilità sociale), ossia le abilità che aumentano la capacità di leadership e l'efficacia nelle relazioni interpersonali;
  4. motivazione di sé stessi, ossia la capacità di dominare le emozioni per raggiungere un obiettivo;
  5. riconoscimento delle emozioni altrui (empatia), ossia la capacità di leggere le emozioni degli altri ed entrare in sintonia con esse, e in questo sta la principale differenza tra intelligenza emotiva ed empatia.

Le emozioni sono dotate di una forza dirompente che può ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi, per esempio paralizzando la nostra capacità di agire o di decidere lucidamente. Se adeguatamente gestite, possono regalarci una marcia in più, aiutandoci a comunicare efficacemente, a saperci auto motivare e a reagire meglio agli stimoli provenienti dall’ambiente.

Perché è importante avere intelligenza emotiva a scuola

Un grande filone di ricerche ha mostrato che l’Intelligenza Emotiva è correlata a risultati positivi nella vita in generale (Curci et al., 2014). Per quanto riguarda il successo scolastico, è stato dimostrato che tale abilità modera il rapporto tra la capacità cognitiva e la prestazione scolastica.

Gli studenti che sono più capaci di capire e gestire le proprie emozioni in modo efficace ottengono risultati migliori a scuola rispetto ai coetanei che hanno un’Intelligenza Emotiva meno sviluppata (MacCann, C., et al; 2020).

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Gli obiettivi della didattica delle emozioni

Intelligenza Emotiva e psicologia sono strettamente connesse. Diventa fondamentale educare alle emozioni per non naufragare nella logica consumistica delle relazioni umane, dove la solitudine ed il disagio psicologico sono aumentati in maniera vertiginosa, soprattutto dopo la pandemia.

Come si educa l’intelligenza emotiva? La didattica delle emozioni si propone di raggiungere i seguenti obiettivi:

  1. guidare i soggetti ad acquisire l’auto-consapevolezza delle proprie emozioni;
  2. insegnare a gestire più efficacemente le emozioni negative, non reprimendole, ma trasformandole;
  3. indicare strategie per conservare l’ottimismo, per essere perseveranti nonostante le frustrazioni;
  4. sviluppare la capacità di essere empatici e di curarci degli altri, di cooperare e di stabilire legami sociali;
  5. contrastare il disagio psicologico, la dispersione delle risorse individuali, il bullismo e il rischio sociale.

I percorsi di alfabetizzazione emotiva sono molteplici e diversi sono gli studi condotti.

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Conclusioni

Avere Intelligenza Emotiva può aiutare in diversi contesti, da quello scolastico e relazionale a quello lavorativo.

Nell’ambiente scolastico, è molto importante far entrare le emozioni in classe. Considerati i recenti studi fatti dalle neuroscienze e le nuove situazioni portate dalla pandemia, risulta ancora più importante considerare l’Intelligenza Emotiva come un’occasione per ampliare il ruolo della scuola: la didattica delle emozioni pone la massima attenzione allo spazio interiore e alla formazione di essere umani completi in un clima di autenticità e di comprensione empatica.

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Dott.ssa Chiara Sartori

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