Venerdì 24 Maggio 2024

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  • 7/9/2023

Percorsi di studio all'estero e PCTO

I programmi di studio all’estero svolti durante la scuola secondaria di secondo grado, solitamente in quarta superiore, si basano tendenzialmente su tre pilastri: la scuola, la famiglia e il partecipante stesso. A cura di Ester Basso, Orientatrice Asnor.

I tre pilastri dei percorsi di studio all’estero: 1) La scuola

Il MIUR dà la possibilità ai nostri giovani di svolgere periodi di studio all’estero e di vedere riconosciuti questi periodi: i ragazzi che frequentano la scuola in un altro Paese, per alcuni mesi o un intero anno scolastico, non sono quindi da considerare assenti, ma appunto “studenti frequentanti una scuola all’estero”.
Tuttavia, i sistemi scolastici sono spesso molto diversi da quello italiano e anche laddove le materie coincidano, i programmi di studio e le metodologie possono differire. 
È quindi importante che ci sia dialogo tra scuola e famiglia: studente e consiglio di classe sono chiamati a confrontarsi e organizzare, fin dalle prime fasi, il progetto formativo e quelle che saranno le modalità di rientro nella scuola italiana, relativamente al recupero dei nuclei fondamentali nelle singole materie.

I tre pilastri dei percorsi di studio all’estero: 2) La famiglia

Vivere con una famiglia ospitante significa ovviamente sperimentare una full immersion linguistica che consente un’acquisizione molto più rapida della lingua del posto. 

Ma significa anche molto di più. Significa trovarsi catapultati dall’oggi al domani in nuovi ambientinuove abitudini, nuove dinamiche relazionali e nuove regole. Spesso tutto ciò che era naturale e dato per scontato viene in qualche modo sovvertito e le proprie certezze, i propri punti saldi vengono destabilizzati. 
Si impara a comprendere che le cose possono essere vissute attraverso chiavi di lettura diverse e non esiste qualcosa di necessariamente giusto o sbagliato, di meglio o peggio. 
Esiste il diverso e la bellezza risiede lì, nello scoprire che la diversità è sempre arricchimento.

I tre pilastri dei percorsi di studio all’estero: 3) Lo studente

Il terzo pilastro di queste esperienze, come abbiamo detto, è il partecipante stesso che, molto giovane, si mette in gioco e decide di allontanarsi da casa e dai propri punti di riferimento. 
Le motivazioni alla base di questa scelta sono molteplici e spesso riguardano il desiderio di crescere, conoscere meglio se stessi, scoprire nuove culture, imparare nuove lingue e sperimentare metodologie didattiche nuove. 
Le aspettative dei ragazzi spesso vengono disattese (nel bene e nel male)  e il percorso unico che ciascuno di loro affronta, fa sì che tornino cresciuti maturati e più determinati.

Molti istituti scolastici si chiedono se i programmi di studio all’estero possano essere considerati di per sé nel monte ore dei PCTO. Per avere la risposta si possono prendere in considerazione diversi riferimenti che riconoscono in queste esperienze l’acquisizione di innumerevoli competenze trasversali. Quello che resta nelle mani dell’Istituzione Scolastica è il monte ore da riconoscere, in base alla durata delle esperienze e ai singoli indirizzo di studio.

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I PCTO 

La nota MIUR 843 del 10 aprile 2013 sulle Linee di indirizzo sulla mobilità studentesca internazionale individuale per esempio dichiara che “oltre alle conoscenze e competenze disciplinari, gli istituti dovrebbero essere incoraggiati a valutare e a valorizzare gli apprendimenti non formali ed informali, nonché le competenze trasversali acquisite dagli studenti partecipanti a soggiorni di studio o formazione all’estero” Ed aggiunge: “partecipare ad esperienze di studio o formazione all’estero significa mettere alla prova risorse cognitive, affettive e relazionali riconfigurando valori, identità, comportamenti e apprendimenti. 

Essere stranieri in una famiglia e in una scuola diverse dalle proprie contribuisce a sviluppare competenze di tipo trasversale, oltre a quelle più specifiche legate alle discipline. 

Imparare a leggere e a utilizzare altri codici, saper riconoscere regole e principi diversi, imparare ad orientarsi al di fuori del proprio ambiente umano e sociale utilizzando “le mappe” di una cultura altra esigono un impegno che va ben oltre quello richiesto dalla frequenza di un normale anno di studio.” Questo concetto viene ripreso nel punto 7 del documento Attività di alternanza scuola lavoro – Chiarimenti interpretativi del 28 marzo 2017 eliminando ogni dubbio sull’attinenza dei percorsi all’estero con i percorsi sulle competenze trasversali e l’orientamento.

Nelle Linee Guida ai PCTO del 30 dicembre 2018, invece, vi sottolinea l’importanza delle metodologie del learning-by-doing del situated-learning e del cooperative learning come approcci che facilitano la partecipazione attiva, autonoma e responsabile, in funzione dello sviluppo di competenze trasversali. 
Queste metodologie sono perfettamente integrate nei modelli scolastici anglosassoni che, per esempio, li utilizzano nella didattica quotidiana e entrano pertanto a far parte del bagaglio degli studenti che vivono periodi di studio all’estero.
Infine, si rimanda alla Raccomandazione del Consiglio Europeo del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente

In questo documento, almeno 5 delle 8 competenze citate vengono apprese in modo del tutto spontaneo durante esperienze di studio all’etero: la competenza multilinguistica che genera un interesse per lingue e culture diverse e per la comunicazione interculturale; la competenza personale, sociale e capacità di “imparare ad imparare” che mira al benessere personale, sociale e fisico, alla collaborazione e all’apprendimento permanente; la competenza in materia di cittadinanza che aiuta ad agire da cittadini responsabili, superare pregiudizi, garantire giustizia ed equità sociale; la competenza imprenditoriale che insegna a saper accettare la responsabilità e la competenza in materia di consapevolezza ed espressioni culturali che stimola a comprendere e rispettare le idee altrui e a svolgere il proprio ruolo nella comunità.

Dott.ssa Ester Basso

Dott.ssa Ester Basso

Orientatrice Asnor

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