Lunedì 20 Maggio 2024

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  • 12/12/2023

Orientamento alle competenze non cognitive

A seguito dell’approvazione da parte del Parlamento italiano di una proposta di legge sullo sviluppo delle competenze non cognitive a scuola, il prossimo triennio ci sarà “l'introduzione sperimentale e volontaria, nell'ambito di uno o più insegnamenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, delle competenze non cognitive, quali l'amicalità, la coscienziosità, la stabilità emotiva e l'apertura mentale, nel metodo didattico. A cura di Vanessa Kamkhagi, Orientatrice Asnor.

Cosa si intende per competenze non cognitive

Difficile dare una definizione chiara e definitiva delle competenze non cognitive, perché anche le cosiddette competenze cognitive dipendono da attitudini e abilità personali correlate con l’intelligenza emotiva.
Possiamo  affermare che le competenze non cognitive, riguardano tutte quelle competenze trasversali che rientrano nell’ambito dell’intelligenza emotiva e in particolare le abilità intra-personali  (consapevolezza e gestione di sé, motivazione, autostima e resilienza) e relazionali (empatia, gestione del conflitto, comunicazione). 
In effetti, la proposta di legge in materia si pone l’obiettivo di sviluppare “competenze quali la flessibilità, la creatività, l'attitudine alla risoluzione dei problemi, la capacità di giudizio, la capacità di argomentazione e la capacità di interazione.” (art. 3).

Perché è importante sviluppare le competenze non cognitive

Lo sviluppo di queste competenze è alla base di ogni apprendimento, perché come ci insegnano le neuroscienze, l’aspetto emotivo e relazionale sono strettamente collegati a tale processo: potremmo dire che non c’è apprendimento senza emozioni.

Inoltre queste soft skills, che si basano sull’intelligenza emotiva, possono avere una grande influenza sulla riuscita del nostro percorso personale e professionale, percorso che dipende appunto dalla presa di consapevolezza di sé, dalla gestione delle proprie emozioni oltre che  dalla consapevolezza delle emozioni dell’altro  e dalla gestione di eventuali conflitti. 

Come sviluppare le competenze non cognitive

In cosa consiste dunque questa “innovativa pratica didattica”(art.3)? Come approcciare lo sviluppo di queste competenze?
Sicuramente attraverso una didattica di tipo laboratoriale che faccia dello studente un attore attivo e il centro motore del processo di apprendimento.

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Che tipo di attività possiamo proporre ai nostri studenti?

Per capire quale attività proporre, bisogna fare alcune considerazioni. Innanzitutto, partiamo sempre dalla competenza focus che intendiamo sviluppare per costruire attività che siano significative e teniamo conto del grado scolastico (secondaria di primo o di secondo grado),

Prendiamo per esempio l’empatia, quella competenza che ci permette di metterci nei panni dell’altro, di provare quello che sente l’altro e di acquisirne il punto di vista ampliando così il nostro orizzonte prospettico.
Definito come obiettivo lo sviluppo dell’empatia per studenti della secondaria di primo o secondo grado, a seconda delle varie discipline possiamo proporre le seguenti attività:

Storia/Italiano: 

Raccontiamo un evento storico dal punto di vista di uno dei suoi protagonisti (per esempio Napoleone che racconta le sue vittorie e la sua caduta). Alcune domande guida potrebbero essere:

  • Che cosa vede Napoleone?
  • Che cosa pensa?
  • Quali ambizioni lo guidano?
  • Ha paura di qualcosa o di qualcuno?
  • Quali sono le sue emozioni?
  • Che forma può prendere questo racconto? Una relazione scritta o un discorso da presentare alla classe. Entrambe le forme richiedono anche lo sviluppo di abilità comunicative.

Storia/Italiano/Lingue straniere/Filosofia/Scienze: 

Proponiamo un Debate su un argomento in cui gli studenti divisi in squadre devono argomentare e difendere delle tesi che non condividono necessariamente. 
Le tematiche dibattute possono essere di genere molto diverso a seconda della disciplina.

Storia/italiano/Lingue Straniere /Scienze:

Proponiamo un gioco di ruoli: far rappresentare e “recitare” agli studenti, anche in L2, un avvenimento storico, un racconto di uno scrittore, una scoperta scientifica.
Anche in questo caso ci possono essere delle attività preparatorie: lettura e analisi di un testo, riscrittura dal punto di vista di uno dei personaggi o ancora la scrittura della sceneggiatura. 

Per una didattica a 360°

Attraverso queste attività non sviluppiamo soltanto la competenza dell’empatia, ma sviluppiamo anche altre competenze non cognitive come la comunicazione, la capacità argomentativa,  l’apertura mentale e la capacità di interazione. Il tutto senza dimenticare i contenuti disciplinari che, attraverso queste attività, possono essere meglio assimilati e, per riprendere una celebre citazione di Montaigne, “ben digeriti”, trasformandosi in sangue e nutrimento per la mente dei nostri studenti.

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Dott.ssa Vanessa Kamkhagi

Dott.ssa Vanessa Kamkhagi

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