Lunedì 21 Settembre 2020

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Percorsi di educazione al sapere libero. Le competenze del futuro in rete

Testi, media e altre risorse digitali, liberamente accessibili, possono essere considerati parte integrante dei percorsi di apprendimento. Ma come si utilizzano al meglio queste risorse didattiche aperte e quali competenze sono richieste ai giovani già in età scolare? Ne abbiamo parlato con Luigi Catalani, bibliotecario, wikimediano e professore universitario a contratto.

Wikimedia e il sapere libero

Wikimedia Italia - Associazione per la diffusione della conoscenza libera (WMI) è un’associazione di promozione sociale che dal 2005 opera nell’ambito della cultura libera.
WMI si impegna a diffondere conoscenze accessibili in rete e sostiene i progetti Wikimedia, contenitori e generatori del sapere libero, come Wikipedia, l’enciclopedia libera, nonché OpenStreetMap.

Il sapere libero è un concetto legato agli open content, contenuti aperti e accessibili su Internet. Il termine open content è stato coniato in analogia con open source (che rimanda invece al software libero) e descrive un qualsiasi tipo di lavoro creativo, o risorsa informativa, pubblicato sotto una licenza libera che permette esplicitamente la copia, la diffusione e la modifica da parte di altri.

In questa intervista, Luigi Catalani, già coordinatore nazionale di Wikimedia Italia per i progetti con le scuole e le università, ci parla dell'importanza dell'educazione al sapere libero e del ruolo fondamentale della scuola per lo sviluppo delle competenze digitali richieste dal mondo del lavoro.

Risorse Didattiche Aperte. Come usarle

Luigi Catalani è bibliotecario professionista, responsabile dei servizi educativi e di documentazione del Polo delle arti e della cultura della Provincia di Potenza e professore a contratto del Laboratorio di Tecniche e strategie per la comunicazione professionale presso l'Università della Basilicata. Già presidente della Sezione Basilicata dell’Associazione italiana biblioteche, membro del Gruppo di studio AIB sull’information literacy e coordinatore nazionale di Wikimedia Italia per l'area didattica, ha insegnato per 10 anni Informatica applicata alle scienze filosofiche presso l'Università di Salerno.

I giovani di oggi utilizzano continuamente i mezzi digitali e la rete, ma sanno realmente come effettuare una ricerca di qualità su Internet?

Nella maggior parte dei casi gli studenti seguono acriticamente un percorso di ricerca che parte da Google e approda a Wikipedia. Manca la conoscenza del funzionamento dei motori di ricerca, degli strumenti alternativi, manca la capacità di selezionare, valutare, contestualizzare le informazioni, di usare le fonti in maniera corretta. È quanto si insegna nei corsi di educazione all'informazione (information literacy), una lacuna significativa nei nostri curricula scolastici, che le Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica provano a colmare almeno in parte.

Come si possono utilizzare al meglio le Risorse Didattiche Aperte? Quali regole da rispettare?

Le risorse didattiche aperte hanno uno straordinario potenziale educativo e informativo. Docenti e formatori dovrebbero attingere sistematicamente a queste risorse, integrarle nei propri percorsi di insegnamento e arricchirle pubblicando i propri materiali didattici con una licenza tale da favorirne il riuso. Allo stesso modo, occorre dotare gli studenti delle competenze necessarie a riconoscere tali risorse, a farne un uso responsabile e a produrre in maniera collaborativa contenuti digitali originali di qualità, magari su Wikipedia, come accade già da anni grazie a Wikimedia Italia. 

Quanto è importante acquisire queste competenze digitali già in età scolare?

È fondamentale. I più giovani sono immersi come gli adulti nell'ecosistema digitale ma la qualità di questa loro esperienza immersiva, che Luciano Floridi ha sintetizzato benissimo coniando i termini infosfera e onlife, è piuttosto scadente. Occorre accompagnarli a un uso più consapevole e maturo di queste tecnologie, mostrare loro il potenziale formativo delle piattaforme digitali, insegnare loro a utilizzare questi strumenti in modo creativo e a trovare un equilibrio tra il tempo dello studio e il tempo dell'intrattenimento, coltivando relazioni costruttive anche se mediate.

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