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- 13/1/2026
Studiare all'estero: una prospettiva da considerare nell'orientamento universitario
La scelta dell’università rappresenta una tappa decisiva nel percorso formativo degli studenti. L’opzione dello studio all’estero, a volte trascurata per motivi economici o logistici, o semplicemente perché poco conosciuta, può offrire significativi vantaggi. L’obiettivo di questo articolo è offrire strumenti utili per affiancare gli studenti nella valutazione consapevole del proprio percorso universitario. A cura di Ilaria Morandi, Orientatrice Asnor e Professionista Comunicazione-Marketing.
Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito, nell'anno accademico 2021/2022, il 7,3% degli studenti ha abbandonato l'università entro il primo anno, segnando il tasso più alto degli ultimi dieci anni. Secondo i dati Eurostat più recenti, nel 2022 circa 47.800 studenti universitari italiani hanno studiato all’estero - per almeno tre mesi - nell’ambito del proprio percorso accademico, collocando l’Italia tra i primi Paesi europei per mobilità studentesca internazionale.
Se consideriamo l’intero percorso universitario, studiare all’estero può sembrare complesso e oneroso; ma se affrontato con il giusto supporto e un’adeguata pianificazione, può rivelarsi meno dispendioso del previsto e decisamente arricchente, consentendo ai ragazzi di aprirsi a nuove prospettive, vivere un nuovo modo di imparare e sviluppare maggiore autonomia.
Perché studiare all’estero
Studiare all’estero è un’esperienza immersiva, che apre gli studenti a confrontarsi con nuove culture, affrontare dinamiche accademiche differenti e vivere esperienze allargando la propria zona di comfort.
Prendendo come esempio il sistema universitario olandese, costituito prevalentemente da università pubbliche, può essere utilizzato il metodo didattico chiamato Problem-Based Learning (PBL), che si fonda sul lavoro in piccoli gruppi, la discussione tra pari e l’approfondimento critico di letture assegnate. I docenti stimolano la riflessione e la partecipazione attiva.
Questo approccio promuove lo sviluppo di competenze trasversali come il pensiero critico, la creatività e la collaborazione, tutte soft skills oggi sempre più richieste dal mercato del lavoro. Esistono poi corsi di studio chiamati “Liberal Arts and Sciences”, che consentono agli studenti di personalizzare il proprio percorso di studi mixando anche materie apparentemente distanti, come psicologia, business, intelligenza artificiale, biologia, adatti a studenti curiosi e con interessi interdisciplinari.
Aspetti economici: un falso mito da sfatare
Non tutte le destinazioni comportano costi proibitivi. In molti casi, studiare fuori sede in Italia può avere un impatto economico simile, se non superiore, a quello richiesto da alcune università estere. Per fare qualche esempio: il governo olandese offre un pacchetto consistente di incentivi economici agli studenti che lavorano part time durante gli studi, o che alloggiano in appartamenti con determinate caratteristiche; in altri contesti, le tasse universitarie sono quasi azzerate, come in Germania o Finlandia.
L’employability: cos’è e perché è importante
Inoltre, se consideriamo l’employability, e cioè quell’insieme di competenze, conoscenze, abilità e caratteristiche personali che aumentano le probabilità degli studenti di trovare un’occupazione e di risultare “spendibili” nel mondo del lavoro, risulta molto chiaro come l’università giochi un ruolo determinante nella sua costruzione. Mi riferisco a percorsi di studi che hanno inserito internship obbligatorie (è il caso di università francesi o spagnole, ad esempio) o, come nel caso del Regno Unito, dei “sandwich courses” che consentono di avere “work placement" integrati nel corso di studi, rendendo il corso universitario particolarmente collegato al mondo del lavoro e offrendo agli studenti la possibilità di sperimentarsi ancora prima di ottenere il titolo di studio.
Il ruolo dell’orientatore come consulente educativo
In questo contesto, la figura dell’orientatore come consulente educativo può rivelarsi determinante. Professionisti specializzati in orientamento universitario possono supportare studenti e famiglie nell’esplorazione delle opportunità offerte dal panorama accademico nazionale e internazionale. Attraverso un percorso di orientamento personalizzato, è possibile individuare i corsi più adatti alle inclinazioni e competenze di ogni studente, comprendere i requisiti di ammissione, ottenere informazioni su borse di studio ed eventuali contributi statali.
Gli studenti possono così farescelte più consapevoli, ridurre l’incertezza e il carico organizzativo, trasformando quella che potrebbe apparire come un’opzione complessa in una possibilità concreta e reale.
Conclusione
In un contesto globale sempre più VUCA, cioè Volatile, Incerto, Complesso e Ambiguo, l'esperienza di studio all'estero, in particolare quella universitaria, rappresenta non solo un arricchimento personale, ma anche un investimento strategico per il futuro professionale degli studenti.
Gli orientatori svolgono un ruolo determinante nell’accompagnare i giovani attraverso l’analisi delle opportunità disponibili, contribuendo a formare cittadini del mondo, pronti ad affrontare le sfide di un mercato del lavoro sempre più internazionale e a trarre il massimo beneficio dalle esperienze formative.







