Martedì 28 Maggio 2024

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  • 26/9/2023

Il Bilancio di Competenze: come scoprire cosa voglio fare, cosa so fare e cosa posso fare

Lo strumento del Bilancio di Competenze costituisce un metodo di riferimento tanto in materia di gestione delle carriere professionali quanto nell’orientamento degli adulti o nella definizione di progetti formativi nella prospettiva della formazione lungo tutto l’arco della vita. A cura di Alessia Paglia, Orientatrice Asnor.

Non augurarti meno problemi, augurati maggiori competenze
Jim Rohn

Il Bilancio di Competenze può considerarsi come una consulenza orientativa tesa a favorire e sostenere i percorsi individuali di inserimento o reinserimento lavorativo e di sviluppo di carriera associati a diverse fasi di transizione occupazionale. In questa accezione, dunque, il Bilancio non è soltanto un’azione orientativa finalizzata ad individuare percorsi formativi o lavorativi adeguati al patrimonio di risorse già presenti, ma costituisce anche un servizio teso al miglioramento dell’occupabilità e della spendibilità di aree di competenze, motivazioni e interessi delle persone.

Il Bilancio di Competenze è uno strumento dotato di una forte valenza sociale, indispensabile per rafforzare l'occupabilità attraverso la definizione di progetti individuali; esso si configura come un'azione di supporto alle politiche attive del lavoro, con forti legami sia con le azioni di orientamento, sia con le azioni di Lifelong Learning.

Le tre valenze costitutive del Bilancio di Competenze

Il Bilancio di Competenze ha tre valenze costitutive:

  • una valenza orientativa, che tende alla definizione di un progetto professionale e, se necessario, formativo, con la definizione di obiettivi personali e lavorativi e le scelte a questi connesse;
  • una valenza formativa, in quanto si connota come azione di cambiamento e sviluppo del soggetto sia relativamente alla valorizzazione dell’esperienza professionale sia relativamente alla conoscenza di sé. Va segnalato al riguardo che il Bilancio aiuta il soggetto a trasformare la competenza tacita in competenza riconosciuta, spendibile e trasferibile;
  • una valenza di riconoscimento personale e socialedelle esperienze di lavoro e di vita della persona, con un conseguente rafforzamento della sua identità personale e lavorativa.

Uno strumento informativo e formativo per il colloquio di orientamento

Uno dei settori nei quali il Bilancio di competenze trova applicazione nella sua triplice valenza informativa, formativa ed orientativa, è proprio nell’ambito dell’attività di orientamento scolastico-professionale, durante le fasi iniziali di counseling orientativo, ovvero di incontri e di colloqui individuali e/o di gruppo, nei quali vi è un incontro non solo tra counsellor (orientatore/orientatrice) ed utente, ma anche un incontro tra la richiesta di quest’ultimo/a e le strategie di intervento del primo.

Le competenze costituiscono un patrimonio complessivo della persona, che comprende sia le competenze specifiche che la persona utilizza nel suo campo specifico di azione professionale, sia le competenze di base e trasversali che costituiscono quel bagaglio di abilità cognitive e relazionali che la persona mette in gioco in ambiti diversi e che sono utili in molteplici professioni e situazioni di diverso tipo.

La definizione di Bilancio di competenze sottolinea la caratteristica continuativa del processo di acquisizione delle competenze, il che significa che non si finisce mai di acquisire nuove competenze per tutta la durata della vita; quindi è possibile integrare tutti gli apprendimenti realizzati fino ad un determinato momento sia nell’ambito di una formazione organizzata che nell’ambito di una propria esperienza umana e professionale.

Quest’ultima affermazione fa intendere quanto il Bilancio di competenze tenga conto dell’importanza dell’esperienza come possibilità di cambiamento e mezzo di sviluppo personale, dell’importanza di apprendere per tutta la vita e di acquisire conoscenze e competenze in ogni momento formativo che può essere formale, non formale ed informale, ovvero in ogni ambito e momento della propria vita.

I tre momenti principali del colloquio di orientamento

Qui di seguito, vediamo quali sono i tre momenti principali del colloquio di orientamento:

  1. accoglienza e preparazione del Bilancio, attraverso un processo di analisi della domanda si tende a sensibilizzare il soggetto sull’opportunità di pervenire ad un’attività di Bilancio e ciò accade quasi sempre perché la domanda non si indirizza quasi mai direttamente al Bilancio, ma è più spesso di tipo generico; quindi, come tale va analizzata e spiegata in modo tale da motivare il soggetto ad una collaborazione attiva;
  2. osservazione e valutazione, attraverso tecniche di diagnosi, test, questionari, interviste, ecc…e valutazione di vario tipo, si giunge ad una sintesi dei risultati che viene elaborata dall’esperto attraverso la collaborazione diretta delle persone, cercando di ricostruire un itinerario autobiografico delle competenze possedute;
  3. restituzione dei risultati ed elaborazione del progetto. La fase finale si avvale di questo momento del colloquio che riguarda la restituzione dei risultati da parte dell’esperto/a verso l’utente e di una parte informatizzata che riguarda l’elaborazione di una proposta di progetto da attuare sulla base dei risultati ottenuti delle competenze spendibili e di quelle eventualmente da acquisire attraverso una pianificazione di strategie per il futuro.

Conclusioni

Sinteticamente si può ribadire che il Bilancio costituisce una serie di attività svolte mediante l’utilizzo di mezzi e strumenti di vario genere, volti alla scoperta e valorizzazione nella persona delle proprie competenze personali e professionali che possono essere di aiuto nella gestione delle proprie risorse, per organizzare le proprie priorità formative e professionali e per l’elaborazione progettazione di un proprio progetto professionale.
 

Qui gli aspetti che vengono messi in evidenza durante lo svolgimento di Bilancio:

  • la persona nella sua globalità, considerata nella sua unità, nella sua identità, nei suoi rapporti con sé, con il lavoro, con l’altro, con i propri valori posta a confronto con degli eventi o con “situazioni-problema” che implicano una ricerca di soluzioni efficaci e di prese di decisione;
  • le decisioni che riguardano l’orientamento ed i ri- orientamenti dell’adulto non possono essere solamente dettati da condizionamenti economici, contestuali e circostanziali;
  • l’analisi delle acquisizioni dall’esperienze;
  • la realizzazione di progetti a lungo termine e necessita di conoscenze multidisciplinari.

Fondamentale è non ridurre e minimizzare il significato ed il campo di applicazione del Bilancio di competenze, ovvero nella sua struttura ed attuazione non può ridursi ad essere definito una serie di colloqui oppure il Bilancio come risultato ultimo di una serie di counselling psicologico, tanto meno credere che vi sia un modo migliore rispetto agli altri di fare Bilancio perché esso si struttura sulla base di fattori quali, contesto di applicazione, destinatari, scopi e obiettivi da conseguire.

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Dott.ssa Alessia Paglia

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