Giovedì 2 Febbraio 2023

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Il Metodo YOU-ROPE: cosa significa orientare con i riti di passaggio

Il Metodo YOU-ROPE è una metodologia di orientamento basata sui riti di passaggio che consiste nell’orientare giovani e adulti a partire dalla ricostruzione dei propri riti di passaggio, dall’età giovanile a quella adulta. Il progetto Erasmus+ che dà il nome alla metodologia YOU-ROPE ha prodotto anche delle linee guida. A cura di Domenico Medea e Valter Mattetti di CEPISS Coop, ente fiorentino che svolge attività di orientamento dal 2001 e Centro di Orientamento, Valutazione e Career Guidance Asnor.

Cos’è il Metodo YOU-ROPE. Un incontro metodologico e antropologico

Il metodo YOU-ROPE prende avvio per la cooperativa sociale CEPISS di Firenze a partire dall’idea di individuare un’attività di “empowerment di comunità” e si è sviluppato nelle aule della Facoltà di Psicologia dell’Università di Firenze a seguito di una serie di fruttuosi incontri con la Dott.ssa Laura Remaschi dello spin-off universitario LabCom.

Grazie alla consulenza preziosa del partner Agenzia Centro Machiavelli, dal 2016 abbiamo progettato e poi vinto un progetto Erasmus+ in collaborazione con gli spin-off universitari Psiterra dell’Università di Iasi (Romania) e ETCS dell’Università di Barcellona (Spagna) e con Agenzia cretese ECTE. Per 2 anni abbiamo lavorato sul progetto e abbiamo avuto la fortuna di incontrare il “guru” americano dei riti di passaggio ovvero David Blumenkratz (ROPE - Blumenkrantz & Goldstein, 2014).

Sulla base di questo progetto, CEPISS ha sviluppato un metodo di orientamento basato sui riti di passaggio che tutt’ora stiamo promuovendo e utilizzando: orientare giovani e adulti a partire dalla ricostruzione dei propri riti di passaggio dall’età giovanile a quella adulta.

Blumenkrantz suggerisce di sostenere le persone nella transizione dalla vita giovanile a quella adulta attraverso il rito e il ROPE, ossia la corda da tirare in direzione/verso i giovani, o verso gli adulti.

Abbiamo agganciato questo suggerimento ai princìpi antropologici classici: il rito di passaggio che fa entrare nell’adultità immediatamente; oggi invece il rito va saputo costruire, leggere e interpretare. Ciò si può realizzare attraverso la costruzione di strumenti di narrazione di sé, di drammatizzazione di gruppo, attraverso l’analisi delle competenze personali, l’auto riconoscimento dei propri talenti e attitudini.

Le linee guida

Il progetto Erasmus+ che dà il nome alla metodologia YOU-ROPE ha prodotto delle linee guida rispetto ai riti di passaggio (Scaricale qui). Il modello di intervento con le sue linee guida è finalizzato alla promozione del senso di appartenenza alla propria comunità da parte degli adolescenti e a rafforzare il senso di comunità attraverso la valorizzazione e lo sviluppo di riti di passaggio positivi ed inclusivi, riconosciuti dalla comunità culturale di appartenenza e perciò anche dagli adulti di riferimento.

La messa in pratica: un metodo per la scuola e per la comunità

CEPISS ha avuto modo di mettere in pratica varie attività di orientamento applicando la metodologia YOU-ROPE basta sui riti di passaggio in diverse situazioni e in particolare, recentemente, in due contesti differenti; quindi, abbiamo avuto modo di sviluppare il modello ulteriormente rispetto alla progettazione Erasmus+ originale:

  • nel 2021, abbiamo svolto una pratica di metodo YOU-ROPE con un gruppo di migranti SMNA gestito da COSPE per la Fondazione CARIPLO. In questo contesto abbiamo applicato la tecnica narrativa dell’Albero di David Denborough;
  • nel 2022, abbiamo portato la metodologia YOU-ROPE in un progetto di orientamento con il Liceo Russell-Newton di Scandicci (FI). Ci siamo rivolti alle classi prime liceali e abbiamo applicato il modello con ragazze e ragazzi più giovani. In questo contesto abbiamo applicato la tecnica narrativa e psicodrammatica della maschera utilizzata come alter-ego.

Questo duplice setting di intervento ci ha fornito delle indicazioni importanti:

  • con YOU-ROPE è possibile fare emergere narrazioni individuali che fanno entrare in contatto con la profondità di sé e danno la possibilità di farla emergere;
  • i contenuti e le analisi relative sono ricchi di significato e non scontati: ad esempio, con gli adolescenti era pensabile che emergessero tematiche su sessualità o esperienze trasgressive; invece sono emerse perlopiù tematiche centrate sul riconoscimento delle proprie life skills (ad esempio accudire un figlio o fratelli; scoprirsi e vedersi autonomi);
  • una volta espresso il rito di riferimento e una volta sperimentato emerge naturalmente la capacità di auto-analisi su competenze, talento, attitudini;
  • il riconoscimento del passaggio in una fase più adulta è apparentemente semplice perché corrisponde a passaggi topici ma non sempre tale tematica è stata analizzata in termini di “competenze”. Il metodo apre a questo tipo di analisi;
  • è evidente che tale approccio all’orientamento offre la possibilità di supportare i singoli, facendo sentire i singoli parte della comunità (dare la corda, ROPE, e non tirarla verso di sé), attraverso l’opera di cooperazione tra giovani e adulti nella definizione degli aspetti di crescita in positivo e nella spinta ad incanalare la crescita positiva “empowerment” verso uno sviluppo di comunità;
  • infine, l’esperienza del Rito di passaggio è un elemento di legame intergenerazionale, il quale permette una crescita positiva per le persone e per le comunità e rafforza il senso di appartenenza alla propria comunità.

Bibliografia

  1. Blumenkrantz, D. (2016) Coming of Age the RITE Way. Youth and Community Development through Rites of Passage, Oxford University press.
  2. Van Gennep, A. (1909) I riti di passaggio (1909), Torino, Bollati Boringhieri 2012.
  3. Rogers, C.R. (1983) Freedom to Learn for the 80’s, Columbus: Charles E. Merrill Publishing.
  4. Jaoui, H. (1990), La Créativité mode d’emploi, ESF éditeur (It. 2000: La creatività: istruzioni per l’uso, F. Angeli, Milano).
  5. Moreno, J. L. (1944), Psychodrama and Group ‘Psychotherapy Monogram’ (whole No. 4). Beacon, NY: Beacon Press.

A cura di

Valter Mattetti

Laurea magistrale in Psicologia, consulente e formatore, esperto in risorse umane.
Oltre venti anni di esperienza professionale e di formazione in ambito psico-educativo,
orientamento, coaching e counseling, risorse umane.

 

Domenico Medea

Laurea in Filosofia (Antropologia filosofica), progettista e formatore, esperto in gestione di progetti e con esperienza di 20 anni nell’orientamento metodo rogersiano.



Entrambi lavorano per CEPISS Coop, ente fiorentino che svolge attività di orientamento dal 2001 e Centro di Orientamento, Valutazione e Career Guidance Asnor.

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