Venerdì 27 Maggio 2022

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Come organizzare la ricerca di un nuovo lavoro

Molte persone che si approcciano alla ricerca di un nuovo lavoro, prese dall'entusiasmo o dalla necessità urgente, spesso privilegiano l'azione alla pianificazione, trascurando molte accortezze organizzative. A cura di Francesca Viperli, Orientatrice Asnor, Consulente e Formatrice.

 

Cos’è una buona organizzazione nella ricerca del lavoro

Iscriversi da subito ai numerosi portali del lavoro, investendo energie quasi esclusivamente nella compilazione di proposte on line e rispondendo a centinaia di annunci, con candidature il più delle volte non personalizzate, è un metodo comune ma non sempre efficace per cercare lavoro, in quanto oltre a richiedere moltissimo tempo, a lungo andare può comportare sfiducia e demotivazione, soprattutto se non ci sono feedback immediati dalla rete.

Nella ricerca attiva del lavoro - e per attiva si intende in prima persona, diversificata e ben focalizzata – avere una buona organizzazione porta sempre grande vantaggio: partire da una buona organizzazione mentale, dalla definizione delle strategie e da una meticolosa pianificazione del tempo dedicato al progetto di ricerca, aiuta nella motivazione, nell'autodisciplina e nell'efficacia personale.

Prima di proporsi per un annuncio di lavoro, suggerisco sempre di fermarsi e riflettere, definendo la rotta da intraprendere. È consigliabile utilizzare un diario di bordo, cartaceo o digitale, nel quale trascrivere il proprio flusso di pensieri e poi con ordine, mappare ogni step.

Sicuramente questa fase iniziale di pianificazione richiede un tempo di qualità, recuperato successivamente nella ricerca vera e propria sul campo.
 

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Le domande da cui parte una buona organizzazione

Di seguito alcune domande sulle quali riflettere.

1. Obiettivo personale e professionale: che cosa sto cercando? Quali caratteristiche concrete deve avere il lavoro che desidero? Il mio obiettivo è realistico e realizzabile? Come saprò di averlo raggiunto?

2. Consapevolezza professionale: ho mappato le competenze professionali, le skills e le capacità che mi contraddistinguono dagli altri? Quali valori guidano il mio agire e la mia carriera? Cos’è per me motivante e cos’è per me davvero importante nel mio futuro professionale? Cosa mi differenzia dai miei concorrenti?

3. Tempistiche: quanto tempo ho a disposizione per trovare una nuova occupazione? È un desiderio nel lungo periodo? Una necessità a breve? Posso strutturare il mio percorso in più step? Posso prevedere momenti di monitoraggio per capire se la strategia intrapresa è efficace?

4. Planning settimanale: in quali giorni della settimana posso dedicarmi esclusivamente a questo progetto? In quale momento della giornata mi sento più predisposto/a alla ricerca attiva?

5. Personal branding: quale immagine professionale desidero trasmettere alle aziende? Quali skills desidero portare in luce per differenziarmi dai concorrenti? Su quali strumenti di personal branding desidero investire? Ho predisposto un portfolio competenze? Ho aggiornato il mio sito, la mia pagina LinkedIn? Ci sono altri canali social da presiediare?

6. Risorse e network: su quali risorse posso fare affidamento o chiedere aiuto per la ricerca di un nuovo lavoro? Posso attivare alcuni tra i miei contatti per poter avere maggiori informazioni? Conosco in profondità il settore di mercato che mi interessa?

7. To do!: ora che il quadro completo è stato disegnato, è necessario capire da quali attività partire, quali tra queste sono importanti, urgenti o prioritarie.

Una semplice “to do list” può essere un buon punto di partenza, ancor meglio sarebbe concedersi uno spazio per una pianificazione dettagliata delle attività mediante l'utilizzo di strumenti più sofisticati come la Matrice di Eisenhower.

 

Come organizzare le informazioni per la ricerca del lavoro

In un'epoca digitale, dobbiamo sfruttare la tecnologia come nostra alleata per l’organizzazione della ricerca del lavoro. Creiamo fin da subito un archivio, meglio se digitale e meglio se in cloud, suddividendolo in cartelle tra:

1. settori di mercato: approfondiamo on line i numerosi settori di mercato esistenti e per ognuno prendiamoci nota delle aziende presenti nel raggio km di nostro interesse, dettagliando le informazioni di contatto;

2. aziende future: studiamo in profondità le aziende, per ognuna prendiamoci nota di tutto ciò che raccontano di sé on line, dei traguardi raggiunti, delle mansioni che più si avvicinano alla nostra professione così da raccogliere in un unico box tutto il materiale utile per personalizzare la nostra candidatura quando desidereremo proporci a loro;

3. aziende in contatto: annotiamo le aziende, società, recruiter, HR con i quali siamo entrati in relazione telefonicamente o grazie ad un colloquio. Prendiamo nota del giorno, del contesto, dei loro contatti e riferimenti, anche social, per ampliare il nostro network e prepararci nel caso in cui fossimo contattati nuovamente;

4. esperienze di colloquio: mappiamo le domande che più ci hanno colpito in sede di colloquio e delle domande che abbiamo trovato più complesse per migliorare il nostro public speaking nei colloqui futuri. Il colloquio di selezione è sempre un'esperienza dalla quale trarre insegnamento, tenere traccia delle varie esperienze, fare esercizio e migliorarsi sia nella presentazione che nella gestione dell'emotività è una strategia da non sottovalutare. 

Dedicare quindi la giusta attenzione alla prima fase di pianificazione è fondamentale, perché cercare un nuovo lavoro affidandosi ad una buona organizzazione personale permette di prepararsi adeguatamente e con cura, gestire con qualità il proprio tempo e la propria energia, restando focalizzati sull'obiettivo.

Il tutto con particolare attenzione alla qualità non solo degli strumenti ma anche delle relazioni con le persone incontrate lungo il percorso.
 

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In questo articolo si parla di

Dott.ssa Francesca Viperli

Dott.ssa Francesca Viperli

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