Venerdì 27 Maggio 2022

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Il tirocinio extracurriculare: cosa cambia con la Legge di Bilancio e come valorizzarlo nel CV

Il periodo formativo del tirocinio, sia esso curriculare che extracurriculare, rappresenta per il tirocinante un momento prezioso in cui acquisire consapevolezza delle proprie capacità ed attitudini, per meglio orientare le sue scelte di carriera presenti e future. Cos’è il tirocinio extracurriculare e cosa cambia con la Legge di Bilancio 2022. A cura di Elisa Severa, Orientatrice Asnor e Stefano Capuano, Consulente del Lavoro.

Il legislatore definisce il tirocinio - considerato contratto atipico - come il “percorso formativo di alternanza tra studio e lavoro, finalizzato all'orientamento e alla formazione professionale, anche per migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Qualora sia funzionale al conseguimento di un titolo di studio formalmente riconosciuto, il tirocinio si definisce curriculare”.

Il comma 721 della legge di Bilancio 2022 prevede che Governo e Regioni definiscano, di concerto con le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, un nuovo accordo delle linee-guida condivise in materia di tirocini extra-curriculari.

Tirocinio extracurriculare, cosa cambia con la Legge di Bilancio 2022

I punti salienti dell’accordo delle linee-guida condivise in materia di tirocini extra-curriculari dovranno evidenziare i criteri di:

a) revisione della disciplina, secondo criteri che ne circoscrivano l'applicazione in favore di soggetti con difficoltà di inclusione sociale;

b) individuazione degli elementi qualificanti, quali il riconoscimento di una congrua indennità di partecipazione, la fissazione di una durata massima comprensiva di eventuali rinnovi e limiti numerici di tirocini attivabili in relazione alle dimensioni d'impresa;

c) definizione di livelli essenziali della formazione che prevedano un bilancio delle competenze all'inizio del tirocinio e una certificazione delle competenze alla sua conclusione;

d) definizione di forme e modalità di contingentamento per vincolare l'attivazione di nuovi tirocini all'assunzione di una quota minima di tirocinanti al termine del periodo di tirocinio;

e) previsione di azioni e interventi volti a prevenire e contrastare un uso distorto dell'istituto, anche attraverso la puntuale individuazione delle modalità con cui il tirocinante presta la propria attività.

Come affrontare un tirocinio extracurriculare

Il periodo formativo del tirocinio, sia esso curriculare che extracurriculare, rappresenta per il tirocinante un momento prezioso in cui acquisire consapevolezza delle proprie capacità ed attitudini, per meglio orientare le scelte di carriera presenti e future.

Entrando nel vivo della fattispecie del tirocinio extracurriculare, definito anche stage, pur non parlando e non evidenziando in esso una esperienza professionale a carattere subordinato, tale evento formativo può essere annoverato tra le esperienze lavorative del nostro CV, evidenziando il periodo temporale in cui esso è avvenuto, il nome dell’azienda ospitante e quello della posizione che abbiamo ricoperto.

Spesso il candidato sottovaluta le soft skills che si sviluppano in quello che può rappresentare un primo approccio al mondo del lavoro tramite stage. La ricerca attiva di lavoro può essere potenziata e avvalorata dal percorso di tirocinio, e la scelta di una risorsa piuttosto che un’altra in un contesto di selezione può ricadere proprio su quel candidato se l’esperienza descritta è in linea e bene esposta con la posizione che egli desidera ricoprire.

Come affrontare al meglio un percorso di tirocinio? 
Mostrandosi curiosi, disposti all’apprendimento e approfondimento, osservando ciò che accade attorno, lavorando sulla comunicazione e acquisizione di informazioni utili con il tutor designato. 

Come inserire il tirocinio extracurriculare nel CV

All’interno del CV, soprattutto se non si hanno molte esperienze professionali da annoverare, possiamo spiegare le mansioni apprese durante un tirocinio extracurriculare e come esse hanno contribuito a sviluppare la nostra intelligenza emotiva, la gestione del tempo, la nostra capacità di organizzazione e il rapporto con il team con cui siamo entrati in relazione.

Saper raccontare e contestualizzare, con chiarezza, sintesi e in maniera specifica, la nostra esperienza di tirocinio nel CV, può essere la carta vincente per entrare nel settore di nostro interesse. Per questo è importante inserire solo gli stage pertinenti alla posizione a cui ci candidiamo, per non risultare dispersivi o poco centrati sul nostro obiettivo professionale. 

In questo passaggio di redazione nel CV è fondamentale il ruolo dell’Orientatore: tale figura professionale facilita il candidato nella riformulazione del suo vissuto di carriera, per meglio autovalutare i suoi punti di forza e definire le competenze acquisite e sviluppate. 
Parte integrante, della consulenza di orientamento è mettere al centro l’orientato, con il suo vissuto e le sue emozioni, la percezione che ha di sé stesso rispetto al mondo che lo circonda.

L’Orientatore professionale, inoltre, collabora e si affianca a Consulenti del Lavoro, esperti in materia lavoristica e previdenziale.

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In questo articolo si parla di

Dott.ssa Elisa Severa

Dott.ssa Elisa Severa

Orientatrice Asnor

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