Giovedì 2 Febbraio 2023

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Linkedin: consigli su come usarlo in modo consapevole

Ci siamo iscritti su LinkedIn perché siamo alla ricerca di una nuova occupazione, e abbiamo sentito dire che è proprio il social professionale adatto, perfetto, per cercare lavoro. Ebbene, iscriversi a LinkedIn e non sapere come utilizzarlo non agevolerà la nostra ricerca di lavoro e non sarà utile alla nostra autostima. A cura di Elisa Severa, Orientatrice Asnor.

Linkedin, il social professionale

“Sono iscritto a LinkedIn, ma non trovo lavoro”! In quanti lo abbiamo detto o letto?

Ci siamo iscritti su LinkedIn perché siamo alla ricerca di una nuova occupazione, e abbiamo sentito dire che è proprio il social professionale, adatto, perfetto, per cercare lavoro.
Siamo emotivamente carichi, iniziamo subito ad inserire le informazioni sulle nostre esperienze professionali, i nostri studi, e sembra proprio come il nostro cv cartaceo, tant’è che ci vuole poco a compilare le sezioni. 
Guardiamo i profili degli altri utenti, si parla un po' male, un po' bene dei recruiter, che quasi quasi, visto che non mi arriva nessuna proposta di lavoro, e nel frattempo sono mesi che sono presente su LinkedIn.
Ebbene, iscriversi a LinkedIn, e non sapere come utilizzarlo non agevolerà la nostra ricerca di lavoro e non sarà utile alla nostra autostima.

Riportare nel cv, il nostro url di LinkedIn, è utile ai fini del processo di selezione solo se il nostro profilo parla davvero di noi, se le nostre azioni online confermano le hard e soft skills evidenziate nel cv, e se forniscono informazioni ulteriori sulla nostra professionalità.

Conoscere le opportunità che offre Linkedin

Ancora una volta, la parola chiave per la nostra ricerca lavoro è consapevolezza. Tuonano le domande, che ci riportano ad una visione più chiara della nostra iscrizione a Linkedin.
Quanto conosco le opportunità che offre Linkedin? Lo sto utilizzando in modo tale da creare una rete professionale che promuove il confronto, a cui posso offrire come parte attiva il mio contributo?
E soprattutto, così come per la redazione del mio cv, la domanda principale è sempre la stessa: quale è il mio obiettivo professionale?
Definire questo consentirà di rispondere a tutte le altre domande, e favorire una comunicazione chiara sul proprio intento professionale. Ciò che non è chiaro a me stesso difficilmente sarà compreso all’esterno.
Chiedersi quale è il mio pubblico di riferimento, quali aziende, quali persone devono essere a conoscenza che sono alla ricerca di una ricollocazione professionale? Chi deve sapere cosa so fare? 

Questo ci aiuta non solo ad individuare quelle keyword che saranno presenti nel nostro profilo ma anche a suggerire una creazione dei nostri contenuti in maniera congrua al settore professionale di nostro interesse.

L’importanza delle interazioni su Linkedin

Entrare in relazione con gli altri utenti significa sapersi donare: donare il proprio punto di vista, commentando in maniera pertinente e assertiva, donare valore ai successi degli altri, donare la parte più autentica di sé stessi, nel consigliare post e professionisti che riteniamo davvero validi. Un profilo Linkedin statico, in cui non vi è cura della propria presentazione professionale, in cui non vi è interazione con i propri collegamenti e non se ne creano di nuovi, non porterà al risultato desiderato. Anzi, credere che basti aggiungere persone solo per fare numero, non rivolgendo loro un invito personalizzato, o un ringraziamento, dopo essere entrati in collegamento, non ci avvicina ad un cambio di prospettiva e crescita, nell’utilizzo di Linkedin. 

La sezione immagine e informazioni di Linkedin

Rendere “umano” il nostro profilo, presentando al mondo di Linkedin chi siamo, parte anche dalla scelta della foto: preferire una foto che rappresenti i nostri valori professionali, in cui siamo presenti solo noi, con uno sfondo neutro. 

Linkedin non è Facebook, e questo non è scontato sottolinearlo. Se in quest’ultimo, inseriamo la foto con il nostro partner, gli amici, il nostro animale domestico, su Linkedin dobbiamo offrire un’immagine certa di chi siamo, un'immagine professionale. 
 

Ottimizziamo anche il sommario inserendo la nostra professione, o quella a cui aspiriamo, comunicando così ad una platea ben definita le nostre competenze. Prendiamoci cura della sezione informazioni, per fornire una visione sintetica e specifica di cosa ci occupiamo e in che modo.

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Come comunicare la ricerca di lavoro su Linkedin

Nel voler comunicare che siamo alla ricerca di lavoro all’interno di un post, per chiedere sostegno alla nostra rete, inseriamo in evidenza il tipo di lavoro che stiamo cercando, la mansione, in che area geografica, mettendo in luce le nostre competenze. 
Perdersi, nell’inserire frasi svilenti come “non ho esperienza ma ci riprovo, anche se mi dice sempre male”, “le aziende non mi rispondono, penso sia inutile ma posto comunque, "non cerco lavori a provvigioni, anche se ormai non ti assume più nessuno", anziché offrire spazio al nostro valore, questa scelta comunicativa, ci fa chiudere in informazioni confuse, che non offrono approfondimenti utili a contatti con un potenziale datore di lavoro. Per procedere con una ricerca di lavoro che possa offrire dei risultati in linea con le nostre aspettative, non dobbiamo solo prepararci sulle aziende a cui intendiamo rivolgerci: dobbiamo in primis prepararci su noi stessi. 

Inserire le competenze che davvero possediamo, in linea con il nostro settore di interesse, e che possono essere confermate da colleghi e clienti, e chiedere una referenza è molto importante. 
Quest’ultima azione viene spesso sottovalutata. Anche il saper offrire il proprio contributo, offrendo a nostra volta una referenza che confermi le caratteristiche professionali di un collega, consente di metterci alla prova, sulla nostra comunicazione, investendo noi in primis, sulla credibilità della nostra testimonianza.

Le alternative a Linkedin

Essere presenti su Linkedin non è obbligatorio, o motivo di esclusione ad una selezione, tanto più se non siamo attivi, con il nostro profilo, non creando un movimento di valore, investendo sul suo utilizzo all’interno della nostra giornata dedicata alla ricerca attiva di lavoro. Interroghiamoci se l’opportunità professionale che cerchiamo può essere a portata di mano, anche attraverso i nostri conoscenti, o se per alcune realtà persino presentarsi di persona dal titolare di impresa sia ancora efficace e di impatto.


Il risultato è modificabile sempre dal nostro atteggiamento, definendo il vero problema ed una soluzione, che passa anche dalla gestione delle nostre emozioni, e dal saper leggere correttamente il nostro ambiente di riferimento. Questa consapevolezza si ravvisa mediante un percorso professionale di orientamento, in cui non si invita il candidato a seguire la massa ma ad ascoltare se stesso e i suoi bisogni, per costruire la sua identità professionale secondo valori e motivazioni. 

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Dott.ssa Elisa Severa

Dott.ssa Elisa Severa

Orientatrice Asnor, Consulente R&S Jobify Recruiting

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