Domenica 25 Ottobre 2020

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Erasmus+, il lavoro arriva prima

I giovani che partecipano al progetto europeo Erasmus+ trovano lavoro più facilmente. Fare esperienze all'estero si conferma un ottimo strumento di crescita personale e professionale, perché consente l'acquisizione di fondamentali soft skills, anche alla luce dei cambiamenti in atto dovuti all'emergenza da Covid-19. La Commissione europea lancerà a breve nuovi progetti sulle tematiche del digitale, della creatività e della cultura.

Erasmus+, il progetto europeo che fa crescere le nuove generazioni

Il progetto Erasmus, ideato per favorire la mobilità dei giovani durante gli anni dell'università, rappresenta uno dei fiori all'occhiello dell'Unione Europea. Dal suo esordio, avvenuto nel 1987, ha permesso a milioni di studenti di tutto il continente di compiere importanti esperienze di studio all'estero. La sua fama e il suo successo sono tali che, nel 2014, la stessa Unione ha deciso di rafforzarlo, creando il cosiddetto Erasmus+ (o Erasmus Plus), per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. Si è scelto così di accorpare in un unico programma tutti i meccanismi di finanziamento europei preesistenti, dedicati all'apprendimento permanente (Comenius Erasmus, Leonardo da Vinci e Grundtvig), alla gioventù in azione, e alla cooperazione internazionale (Erasmus Mundus, Tempur, Alfa, Edulink). A questi si sono aggiunti le attività Jean Monnet e un sostegno allo sport. Con questa operazione, l'Unione Europea ha cercato di acquisire una visione organica delle opportunità dedicate alle nuove generazioni e alla loro crescita, personale e professionale. Uno sguardo d'insieme che razionalizza e potenzia il ruolo dell'Erasmus, soprattutto in un contesto socioeconomico europeo in cui la disoccupazione giovanile è a livelli record (in alcuni paesi sopra il 50%) e l'incontro tra domanda e offerta di lavoro si mostra piuttosto complicato.

Con Erasmus Plus il lavoro è più vicino

Le cifre che emergono dal più recente studio di monitoraggio dell'efficacia di Erasmus+ sembrano confermare la bontà dell'azione europea. Percentuali alla mano, gli studenti che prendono parte al progetto sono davvero facilitati nella ricerca di un posto di lavoro. Il 72% dei laureati che hanno provato l'esperienza Erasmus, infatti, dichiara di sentirsi agevolato nel trovare un impiego. E in effetti, il 79% di loro ha un lavoro entro 3 mesi dalla fine degli studi (contro il 75% di chi non ha partecipato). Un ulteriore 10% impiega fino ad un massimo di 6 mesi. A fare la differenza sono le soft skills. I ragazzi della generazione Erasmus, infatti, si sentono più forti nelle competenze digitali (51%) e in quelle imprenditoriali (69%), nel problem solving (76%), nello sviluppo del pensiero critico (79%) e nella conoscenza delle lingue straniere (88%). Inoltre, a dare una marcia in più, è la crescita in termini di capacità relazionali, spirito di adattamento e conoscenza degli altri paesi (91%).

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Digitale, Creatività e Cultura

I sistemi di Istruzione e formazione Education & Training in Europa hanno deciso di abbracciare nuove sfide, anche alla luce della crisi da Covid-19.

Infatti, la Commissione europea lancerà a breve nuove iniziative Erasmus+, per dare un segnale forte di ripresa ma allo stesso tempo di attenzione ai bisogni delle organizzazioni e degli Istituti di istruzione e formazione della comunità Erasmus.
In particolare, due saranno le iniziative da intraprendere per promuovere la cooperazione europea su tematiche ritenute prioritarie: digitale, creatività e cultura.
Tra i nuovi progetti che andranno in continuità con l’attuale struttura dei Partenariati Strategici, azione chiave 2, ci sono quelli che promuovono l’apprendimento digitale, la trasformazione digitale e il supporto alle organizzazioni per fronteggiare le sfide aperte, anche legate alla crisi Covid-19.

Il bando potrebbe uscire come addendum alla Guida al Programma Erasmus+ 2020.

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