Le competenze richieste dal mondo del lavoro

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Le aziende, nella fase di reclutamento di nuovi lavoratori, danno sempre più importanza alle competenze non tecniche. Abilità digitali, conoscenze linguistiche e le cosiddette soft skills hanno un ruolo ormai centrale nell’analisi dei curricula. Per questo gli orientatori consigliano di non trascurarle mai e di continuare ad aggiornarle.

Il mondo del lavoro a caccia di soft skills

Che durante un colloquio di lavoro si testino le competenze tecniche (hard skills) del candidato è cosa scontata. Padroneggiare le conoscenze e le abilità che attengono specificatamente a una determinata professione, infatti, è una condizione irrinunciabile per sperare di essere assunti. Non è però sufficiente. Accanto bisogna metterci tutta una serie di competenze più generali, che sono centrali a prescindere dal settore in qui si opera e dal ruolo che si riveste. Sono le cosiddette soft skills, una categoria all’interno della quale rientrano competenze digitali, linguistiche e trasversali.

Le competenze digitali

Non serve essere impiegati nel settore dell’ICT per avere a che fare, ogni giorno, con un computer. Il PC, infatti, è oramai lo strumento di lavoro per eccellenza di tantissime figure professionali. Ecco perché le competenze digitali sono tra le soft skills più ricercate in sede di colloquio di lavoro. Ne fanno parte tutte quelle abilità e conoscenze legate all’uso del computer ma anche alla navigazione online. Solo per fare alcuni esempi: l’uso di Windows e del pacchetto Office sono requisiti imprescindibili, così come le ricerca web, l’uso delle mail e anche una buona praticità con i social network.

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Le competenze linguistiche

Il digitale, nel mondo del lavoro, rappresenta oggi quello che l’inglese incarnava fino a qualche anno fa: una marcia in più. Questo, però, non significa che le competenze linguistiche siano passate in secondo piano. Anzi, sono talmente importanti, e lo sono da così tanto tempo, da risultare quasi “scontate”. Ormai il 70% delle aziende vuole dipendenti che sappiano almeno una lingua straniera. Una percentuale destinata a crescere ancora di più in settori strategici come turismo e commercio, dove il contatto con persone di altre nazionalità è molto più frequente.

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Le competenze trasversali

Tutte le competenze elencate fino a qui, comprese quelle tecniche, possono essere oggetto di certificazione e quindi essere rilevate già dal curriculum di un candidato (almeno in parte). Discorso diverso per le competenze trasversali, soft skills per eccellenza, che comprendono delle capacità professionali meno standardizzate e indagate a fondo in sede di recruitment. Qualche esempio? Problem solving, pensiero critico, creatività, predisposizione al lavoro in team, leadership, efficacia comunicativa. Si tratta di competenze a cui le aziende sono sempre più attente e che si acquisiscono sia con una formazione specifica che con l’esperienza.