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- 27/2/2025
Gratitudine: la chiave per combattere burnout e insoddisfazione
Sempre più persone sperimentano una crescente insoddisfazione, sia nel proprio percorso formativo che in quello lavorativo. Se questa condizione si prolunga nel tempo, può trasformarsi in un vero e proprio stato di malessere cronico, con ripercussioni negative anche sulla salute mentale. A cura di Giuseppe Prinzivalli, Orientatore Asnor, Psicologo, Infermiere, Formatore e Tutor Universitario, Psicoterapeuta in formazione.
Eppure, il desiderio di benessere è universale: tutti vogliamo sentirci appagati e realizzati. Ma come raggiungere questo obiettivo in un contesto spesso segnato da stress e frustrazione?
Una risposta arriva da un elemento tanto semplice quanto potente: la gratitudine.
Sempre più studi dimostrano che coltivare un atteggiamento di riconoscenza può essere un antidoto contro il burnout e l’insoddisfazione, portando a livelli più elevati di benessere, e con effetti positivi che si estendono a diversi ambiti della vita (Jordan et al., 2014).
Gratitudine come strumento di crescita
La gratitudine non è solo una questione di buone maniere, ma un vero e proprio strumento di crescita. Secondo Zhang (2020), le persone riconoscenti tendono a ricordare il passato in modo positivo, trasformando le esperienze vissute in risorse preziose per presente e futuro.
Pensiamo, ad esempio, a come siamo arrivati dove siamo oggi: il percorso per entrare in un corso di studi o ottenere una posizione lavorativa spesso è faticoso. Ricordiamo le ore di studio per superare un esame o le incertezze prima di un colloquio. Eppure, proprio quegli sforzi ci hanno portato a dove siamo oggi, che spesso è meglio del percorso da cui proveniamo. Allo stesso modo, possiamo riflettere sulle situazioni più difficili da cui siamo partiti: magari un lavoro precario o sfide personali superate con determinazione. Insomma, essere consapevoli dei sacrifici fatti e dei traguardi raggiunti, ci aiuta ad apprezzare ciò che abbiamo oggi. Questo atteggiamento non solo rafforza la resilienza, ma ci permette di affrontare nuove sfide con maggiore ottimismo e sicurezza.
Una leva motivazionale
Non solo la gratitudine migliora il benessere individuale, ma agisce anche come leva motivazionale per il cambiamento. Armenta et al. (2017) sottolineano come le emozioni positive, in particolare la gratitudine, possano spingere le persone ad adottare comportamenti migliorativi, portando a una maggiore motivazione intrinseca.
Pensiamo, ad esempio, a un lavoratore che, nonostante le difficoltà iniziali, riconosce il valore delle opportunità ricevute, ad esempio attraverso una promozione lavorativa. Questo senso di gratitudine può spingerlo a impegnarsi ancora di più, nonostante i risultati non arrivino immediatamente, a sviluppare nuove competenze e ad assumere un atteggiamento proattivo, migliorando così la sua crescita professionale. Allo stesso modo, uno studente consapevole di aver superato un test di ingresso difficilissimo, può essere più motivato a dare il massimo, studiando con maggiore determinazione.
La riconoscenza genera energia, crea un circolo virtuoso di positività e rafforza la spinta a raggiungere obiettivi personali e professionali (Emmons & Mishra, 2011). Quando ci concentriamo su ciò che abbiamo ottenuto grazie al nostro impegno e al supporto degli altri, siamo più inclini a credere nelle nostre capacità e a investire nel nostro futuro con entusiasmo e determinazione.
Il ruolo dell’Orientatore: promuovere la gratitudine per un futuro più sereno
Alla luce di queste evidenze, il ruolo di chi opera nell’orientamento formativo e lavorativo appare ancora più chiaro: promuovere la gratitudine come strumento per accrescere il benessere individuale. Un Orientatore che aiuta le persone a riconoscere e valorizzare i successi passati e le opportunità presenti non solo contribuisce a contrastare il burnout, ma guida verso un percorso di crescita più consapevole e soddisfacente.
Come sottolineato da Lambert et al. (2009), la gratitudine non si limita a farci vedere il lato positivo delle cose, ma ci spinge anche a credere di meritare risultati migliori e di essere in grado di ottenerli. Ed è proprio questa consapevolezza la chiave per costruire un futuro più felice e appagante, sia nel lavoro che nella formazione.
Riconoscere il proprio percorso, le difficoltà affrontate e le competenze acquisite significa acquisire maggiore fiducia in sé stessi, comprendere se il posto in cui siamo è quello giusto o se, al contrario, meritiamo qualcosa di più e siamo pronti per il cambiamento.
Il cambiamento, infatti, non dovrebbe mai essere una fuga o una scelta impulsiva, ma il risultato di una profonda consapevolezza: chi siamo, da dove veniamo, dove vogliamo andare e cosa crediamo di poter sostenere.
Conclusioni
Ogni cambiamento nel mio percorso è stato guidato dalla consapevolezza di meritare un miglioramento. Da operatore fast food a venditore e commesso, fino alla laurea in infermieristica, ogni passo è stato una crescita. Continuando a studiare, sono diventato tutor universitario e, infine, psicologo orientatore. Oggi, metto le mie competenze al servizio di chi cerca la propria strada.
Ed è proprio qui che la gratitudine assume il suo significato più profondo. Ciò che ho imparato nel mio percorso oggi lo restituisco con riconoscenza a chi, come me, si trova davanti a scelte importanti e momenti di incertezza. Nel mio ruolo di tutor e psicologo orientatore, l’obiettivo è quello di aiutare le persone a riconoscere il proprio valore, a diventare consapevoli delle proprie capacità ed accrescere la fiducia in sé stesse. Spesso, chi si trova in difficoltà non ha bisogno solo di indicazioni pratiche, ma di uno sguardo diverso su sé stesso: qualcuno che gli faccia vedere quanto ha già superato, quali sono i suoi punti di forza e come possa utilizzarli per costruire il proprio futuro.
Perché, quando una persona prende consapevolezza della propria autoefficacia, cambia il modo in cui affronta la vita: il benessere cresce, la motivazione si rafforza e il futuro smette di essere una fonte di paura, trasformandosi in un'opportunità.