Giovedì 3 Aprile 2025

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  • 29/2/2024

«So di non sapere», la pietra miliare delle soft skills

«So di non sapere» è una frase che risale a circa 300 anni avanti Cristo, quando le soft skills erano già riportate negli scritti dei grandi pensatori greci, ma non erano oggetto di discussione su Linkedin. A cura di Manuela Stefanelli, Communication & Social media manager | Referente CRM | Membro Coordinamento Commerciale in Bcc Basilicata.

È Socrate, o meglio Platone che riporta le parole del suo maestro, a pronunciare la famosa frase che racchiude in quattro termini le fondamenta di ogni altra competenza trasversale tu abbia mai letto nei libri o appreso nei corsi. E non importa neanche se il tuo ruolo è nel top management o sei l’ultimo (in ordine cronologico) degli stagisti.

Ammettere di non sapere è la molla dell’evoluzione personale poiché presuppone un atteggiamento positivo all’unica vera costante nella vita e nel lavoro: il cambiamento come passo necessario per la crescita.

I 4 aspetti positivi del «So di non sapere»

Cosa ci “guadagna” chi mette in pratica la locuzione socratiana:

  • la consapevolezza che nella vita, e nel lavoro, c’è sempre qualcosa che si può imparare per migliorare. È così, attraverso un processo di continuo di re-design, che nasce l’innovazione;
  • l’attitudine alla curiosità. Se so di non sapere, c’è qualcosa che posso ancora imparare;
  • la pratica dell’ascolto attivo. Quando ammetto a me stess* di non sapere, sono più dispost* ad ascoltare attivamente gli altri che penso ne sappiano più di me su alcune tematiche;
  • una migliore relazione con gli altri e la costruzione del team: quando sai di non sapere, tutte le persone con cui hai a che fare sono delle risorse, perché dai per assunto che ognuna di loro abbia qualcosa che può essere utile non solo a te, ma a tutta la squadra.

Conclusione: guarda il noto come l’ignoto

In un mondo liquido, altamente volatile, “So di non sapere” può essere la chiave per affrontare nuove sfide e non avere paura di mettersi nella condizione di reinventarsi, di trasformarsi, di imparare nuovi modi di generare valore per sé stessi, per le aziende e per la comunità. Cambiare approccio ci aiuta a vedere nuove prospettive, per citare Nietzsche, inizia a «guardare il noto come l’ignoto», perché il cambiamento può partire proprio da te.

In questo articolo si parla di

Manuela Stefanelli

Manuela Stefanelli

Orientatrice Asnor, Communication Manager, Esperta in branding, Graphic design e Comunicazione digitale

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