Lunedì 15 Luglio 2024

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  • 7/2/2024

Mindset dinamico o statico: cos'è e perché è importante mapparlo

Il mindset, di per sé, è solo un modo di pensare: sta alla persona o a chi la guida virare sul polo della staticità o della dinamicità. E prima di capire in che direzione procedere, è necessario fare chiarezza sull’individuo e sui suoi pattern comportamentali. A cura di Fabrizio Rotta, Amministratore & Founder di BEAUX e Very Personal Consulting.

Il mindset è un'attitudine mentale. È il modo in cui ci si approccia alle cose intorno a noi, ma anche l’idea che si ha di se stessi in un determinato momento della vita.

Il mindset è questione di mentalità ed è strettamente legato alla percezione dei propri talenti, delle abilità e capacità che si possono mettere in campo. E quindi, seppur si tratti di un aspetto di per sé poco tangibile, la mentalità ha un grande effetto sui risultati che si possono raggiungere perché esercita una considerevole influenza sull’individuo.

Come ci ricorda Carol S. Dweck nel suo libro “Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo”, la forma mentis delinea il modo in cui si valuta e definisce la propria personalità e, quindi, rappresenta anche ciò che può impedire di esprimere a pieno il proprio potenziale.

Dunque, perché quest’attitudine è così importante per le aziende e dovrebbe essere mappata?

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Mentalità o competenze: cosa conta di più

Saper fare” o “Saper imparare a fare?

La differenza è sottile ma sostanziale. Le competenze, ormai lo sappiamo, sono importanti ma non è detto che siano l’unica cosa che conta. In generale, non è possibile prevedere con estrema sicurezza l’entità dei risultati che una persona raggiungerà nella vita, come nel lavoro e nello studio. Infatti, i fattori ambientali esercitano una grande influenza nel definire chi siamo e dove andiamo.

Ma, al di là dell’incertezza e dell’impossibilità di prevedere il futuro, il mindset dinamico è sicuramente un’attitudine che preannuncia la tendenza dell’individuo a lavorare con costanza nel perseguire gli obiettivi senza scoraggiarsi, anche quando le cose si fanno davvero complesse, utilizzando le difficoltà per migliorare e incoraggiarsi a provare ancora, e ancora.

Mappare la mentalità come attitudine comportamentale significa scrutare nell’individuo una tendenza alla crescita e al miglioramento, che si concretizza in caratteristiche precise come l’adattabilità al cambiamento, la resilienza e la capacità di apprendere dai feedback ricevuti dall’esterno.

Posizionato al polo opposto, il mindset statico produce un atteggiamento mentale che limita la crescita personale e professionale.

Ma il mindset, di per sé, è solo un modo di pensare: sta alla persona o a chi la guida virare sul polo della staticità o della dinamicità. E prima di capire in che direzione procedere, è necessario fare chiarezza sull’individuo e sui suoi pattern comportamentali.

Comportamenti e mindset: due facce della stessa medaglia

Preso così com’è, il concetto di mentalità può risultare poco concreto. Ma sappiamo che l’atteggiamento mentale di una persona si riflette nel modo in cui decide di agire e reagire alle situazioni che la coinvolgono.

Chi possiede una mentalità dinamica, ad esempio, è orientato alla pratica perché consapevole che solo l’esercizio possa far emergere il reale potenziale. Mostra la tendenza ad adattarsi al cambiamento, che si concretizza nella capacità di accettare attivamente nuove situazioni e sfide, e nella flessibilità necessaria per affrontare contesti che mutano.

Un mindset dinamico promuove un atteggiamento antifragile, orientato ad affrontare gli imprevisti come occasione di evoluzione, con un atteggiamento positivo e proattivo, orientato alla crescita e all’apprendimento.

Ma il mindset non è immutabile. Può essere allenato e migliorato, così come può regredire in situazioni particolarmente complesse della vita. Per questo,  è importante analizzare a fondo a che livello l’individuo si trova in quel particolare momento, sia che si tratti di orientamento, sia che si tratti di selezione o gestione delle persone.

In questa direzione, la mappatura comportamentale è fondamentale per fornire risultati tangibili, utili a rilevare punti di forza e aree di miglioramento dell’individuo. Perché non si parla di personalità, di categorizzare la persona e il suo essere, ma di dipingere un quadro che mostri modalità di pensiero, attitudini, competenze relazionali che caratterizzano l’individuo in una dato momento della sua vita.

Anche in questo caso, l’utilizzo nei luoghi di lavoro e in quelli scolastici di strumenti di assessment per la valutazione delle attitudini individuali, consente di supportare i processi di conoscenza, valutazione e orientamento. In questo  modo, diventa possibile apprendere come gestire le persone, favorire lo sviluppo delle loro potenzialità e aiutarle a definire una direzione chiara da seguire per migliorare ed esprimersi pienamente nel contesto in cui sono inserite.

Conclusioni

Anche quando si tratta di mentalità, la mappatura comportamentale diviene un asset fondamentale. Conoscere la persona in tutte le sue sfaccettature significa aprirsi alla possibilità di individuare le sue potenzialità, non solo per indirizzarla verso il campo professionale o di studi più adatto, ma anche per attivare percorsi di formazione e di sviluppo del talento, orientati al raggiungimento di obiettivi davvero significativi.

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Fabrizio Rotta

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