Venerdì 23 Aprile 2021

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Il valore della zona di comfort. Come allargare, invece che abbandonare, la nostra zona sicura

Spingersi oltre l'ambito in cui ci sentiamo al sicuro comporta sempre l’essere disposti ad affrontare un po' di fatica ed insicurezza. È importante vedere la zona di comfort come un luogo in cui poter far ritorno e che possiamo allargare, guardando con coraggio cosa c’è oltre. Approfondimento a cura della Dott.ssa Maria Luisa Aniello, Orientatrice Asnor.

Quante volte ci capita di ascoltare frasi che incitano a spingerci oltre i nostri limiti, a forzarci e ad abbandonare la nostra zona sicura, perché è solo lì che la "magia si avvera"? Oppure ci capita di leggere temi ed articoli sull'argomento, che non forniscono nessuna "strategia di difesa", nessun paracadute ma solo indicazioni su come precipitarsi fuori e raggiungere alte performance nella vita.

Certo, provare nuove strade, anche se a volte costa fatica, è importante per apprendere nuove competenze, migliorare le nostre prestazioni, trovare il coraggio di cambiare alcune situazioni che in realtà non vorremmo. In più, affrontare nuove sfide e cercare novità, ci permette di espandere la nostra visione del mondo ed allargare i nostri orizzonti.

Il punto è che la zona di comfort è un concetto soggettivo

Quando parliamo di comfort zone, chiamiamo in causa moltissimi elementi e nel renderci pensabile di poterla abbandonare, intervengono tanti fattori: ognuno di noi risponde agli stimoli, ai cambiamenti e tollera lo stress in maniera differente. Perché fuori dalla zona protetta, mettiamo alla prova le nostre forze, modifichiamo le nostre abitudini e cerchiamo di fronteggiare le nostre paure, anche quelle più profonde.
In questo senso, non è utile uscire per forza il prima possibile dalla zona di comfort, perché non c'è un tempo uguale per tutti e perché non tutti possiamo sopportare o tollerare la paura allo stesso modo.

È possibile non sentirsi pronti per affrontare dei cambiamenti ed ottenere solo un effetto spiacevole, soprattutto se siamo spinti da ciò che dicono gli altri e se "spingerci oltre" non è davvero ciò che desideriamo.
A volte restare in quella zona calda, quella zona "casa", vuol dire proprio credere di poter avere accesso a una quantità sufficiente di amore, di quiete, di tempo, dove possiamo recuperare le nostre forze e risorse.
Perché uscire dalla nostra zona sicura non vuol dire lanciarci nel vuoto senza un paracadute, ma predisporre con molta cura il terreno prima di compiere ogni passo. Ed a volte, non uscirne è la cosa migliore da fare, soprattutto se abbiamo sperimentato molti altri cambiamenti o se non ci siamo preparati abbastanza.

E in ambito professionale?

Spingersi oltre l'ambito in cui ci sentiamo al sicuro comporta sempre l’essere disposti ad affrontare un po' di fatica ed insicurezza. Considerare uno scatto di carriera, cambiare lavoro o cercalo attivamente invece che aspettare che le offerte piovano dal cielo, costa caro. Possiamo provare paura o ansia, e quando queste emozioni prendono il sopravvento, ci sentiamo confusi, preoccupati ed andiamo nel pallone.
Capita spesso di trovarci a svolgere un lavoro che non ci piace e di non far nulla per cambiarlo e ci abituiamo a certe situazioni addirittura sentendoci “felici nell’infelicità”.

Continuiamo a svolgere le stesse mansioni lavorative, abbiamo a che fare quotidianamente con gli stessi colleghi, utilizziamo sempre le stesse tecnologie e ci sentiamo sereni, nella nostra zona protetta in cui nessuna sensazione di stress o ansia può distruggere questa quiete.

Come fare allora nella vita personale e professionale

Abbiamo visto come ognuno di noi abbia il desiderio di ciò che è noto e rassicurante. Ma accade anche che, dopo tempo abituati a vivere la stessa routine, un giorno, arriva quel momento in cui ci sentiamo insoddisfatti. E allora torniamo a casa da lavoro e siamo annoiati, ci svegliamo la mattina e non abbiamo il desiderio di alzarci dal letto per affrontare l’ennesima giornata lavorativa che ormai, non ci garantisce più stimoli. Oppure ci sentiamo frustrati nel cercare offerte di lavoro che non si sposano con le nostre reali ambizioni, magari perché ci avevano sempre detto che è quello il lavoro a cui eravamo desinati.
Proviamo allora a pensare alla zona di comfort non come ad una prigione, ma come un luogo in cui poter far ritorno e che possiamo allargare, guardando con coraggio cosa c’è oltre.

Perché la chiave è: allargarla pian piano invece di abbandonarla, partendo da dentro. Piuttosto che forzarci ad uscire a tutti i costi e portare le nostre forze al limite, può essere utile entrare nella nostra vera zona di comfort e focalizzare l'attenzione su chi siamo e su cosa vogliamo ottenere, sui nostri valori ed i nostri obiettivi professionali.

Dedichiamo il tempo allora ad ipotizzare possibili scenari e azioni per superare eventuali ostacoli e goderci la zona di apprendimento, che è proprio quella dove accade la magia, raggiungendo alti livelli di motivazione e produttività.
Domandiamoci davvero se ciò che stiamo facendo, come il lavoro che svolgiamo o quello che desideriamo tanto ottenere, lo abbiamo scelto consapevolmente oppure se stiamo seguendo una serie di abitudini e meccanismi che effettivamente potremo pian piano lasciar andare. Con gentilezza ed amore verso noi stessi, ascoltiamoci a fondo per conoscerci meglio e comprendere le nostre possibilità ed i nostri limiti.

E poi, facciamo un passo indietro se sentiamo di essere andati troppo oltre.
Coraggio.
Prova a riflettere:
E tu, come stai vivendo la tua situazione lavorativa attuale?
Ci sono state situazioni in cui, pian piano, sei riuscito ad allargare la tua zona di comfort?

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