Domenica 9 Agosto 2020

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La didattica a distanza come "scienza della vita". Lettera ai genitori di Vittoriano Caporale

Vittoriano Caporale, professore in quiescenza in Storia della Pedagogia presso l'Università degli Studi di Bari, ha scritto un’appassionata lettera indirizzata ai genitori in questi tempi di quotidianità alterata e didattica a distanza.

Oggi più che mai, racconta il professore, i ragazzi stanno imparando la “scienza della vita”, qualcosa che difficilmente si insegna all’interno delle aule. Questo stato di astrazione dalla normalità, è in realtà un’opportunità per ritrovare la dimensione umana della scuola che non si misura in quantità (di compiti, di interrogazioni, di restrizioni) ma in qualità. Partendo dall’impossibilità di conoscere tutto, è utile soffermarsi sull’attuale formulazione nozionistica e astratta della scuola, per cui si è alunni solo se si portano a casa dei risultati numerici, che identificano e stigmatizzano. Ripensare al modo di fare scuola vuol dire ripartire dai principi fondanti dell’essere scuola: accogliente, aperta, democratica, inclusiva. 

Niente angosce, dunque, se i ragazzi non tengono il passo dei compiti. La didattica a distanza non è stampare un compito e svolgerlo, ma è riuscire a fare un cambio di passo e lasciare che i docenti si concentrino sulla trasmissione delle competenze attingendo dalla vita e dalle esperienze.

 

Care mamme, cari papa’, cari insegnanti, cari amici,

sto sentendo molti di voi che si stanno lamentando e preoccupando perché i figli non svolgono i compiti assegnati e non studiano come al solito.

Vi dico con tutto il cuore e con la scienza pedagogica e l’ esperienza didattica acquistata in 50 anni di insegnamento all’università: non importa!

In questi giorni i vostri figli-scolari stanno imparando quello che il pedagogista bitontino Giovanni Modugno chiamava “scienza della vita” e che la scuola verbalistica, astratta, mnemonica e burocratica non insegna!

  • Stanno imparando ad affrontare le difficoltà impreviste, a rinunciare alla libertà dei movimenti e delle relazioni amicali per il bene comune.
  • Stanno imparando a capire che la salute e’ un bene da salvaguardare anche se comporta tante rinunce e il ridimensionamento delle abitudini quotidiane.
  • Stanno imparando il valore dell’ attesa e della speranza.
  • Stanno apprezzando tutto quello che ogni casa offre: libri, giocattoli, TV, cani, gatti, uccellini e altri animali e cose.
  • Stanno imparando a pregare, a capire che l’ umanità e’ un’ unica grande famiglia che soffre e che spera, al di la’ dei confini geografici.
  • Stanno imparando l’ importanza della solidarietà’ che può essere rafforzata col sorriso, con la parola affettuosa, col ricordo.
  • Stanno sperimentando che i cellulari, i tablet e le altre tecnologie fanno sentire meno soli, a comunicare con gli amici vicini e lontani, a esprimere i nostri sentimenti e a volerci più’ bene.

Vi saluto tutti con l’ affetto di un anziano

Vittoriano Caporale

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