Giovedì 2 Febbraio 2023

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La funzione dell'orientamento nella società di oggi

Con le nuove tecnologie, la società cerca di indurre la popolazione ad un cambiamento che tra pochi anni rivoluzionerà il nostro modo di concepire la realtà. All’interno di questa cornice, si inserisce in maniera strategica il concetto di orientamento. A cura di Chiara Rossi, Orientatrice Asnor.

Il concetto di orientamento

Metaverso, internet of things, digitalizzazione sono solo alcune delle parole che oggi popolano la nostra quotidianità, ma questo a che scopo? È la modalità attraverso la quale la società cerca di indurre la popolazione ad un cambiamento, che tra pochi anni rivoluzionerà il nostro modo di concepire la realtà.

Il concetto di orientamento è fondamentale in un’epoca in cui il mutevole è la maggior certezza. Questo perché i continui cambiamenti e la forte accelerazione che vive la nostra realtà, con le nuove tecnologie, porta inevitabilmente i giovani a non saper individuare e soprattutto cogliere gli ambiti nei quali investire per un futuro lavorativo certo.

Nel film “Divergent”, ambientato in un futuro distopico, il mondo è diviso in fazioni, ognuna di esse è specializzata in un servizio per la società e i giovani vengono indirizzati alla scelta della propria fazione attraverso un test, che dovrebbe orientarli nella decisione.

Nulla di troppo lontano dalla realtà di oggi! Peccato che in alcuni soggetti tale test fallisca, diventando la chiave per una comunità migliore. Questo perché? Proprio perché è quasi impossibile definire l’uomo attraverso delle etichette, ma ancor più improbabile è stabilire un’unica via giusta da percorrere.

Purtroppo, la scuola e la società ci insegnano che la via per arrivare ad un ottimo risultato professionale è unica, coerente e soprattutto condivisa. Ma per fortuna non è così. Non esiste un’unica strada da percorrere per trovare il lavoro che ti gratifica; soprattutto non è detto che non si possa cambiare ambito o binario strada facendo.

Formazione Asnor

Qual è la funzione dell’orientamento nella società di oggi

Quindi qual è la funzione dell’orientamento in una realtà così incostante e mutevole come la nostra? Sicuramente quella di essere una guida che porti a galla le attitudini e le competenze sommerse dalla quotidianità dell’individuo.

L’orientamento non ha il compito di dirti “cosa devi fare da grande”, ma di darti la consapevolezza delle tue competenze e predisposizioni di partenza, per aiutarti nella scelta del sentiero da seguire, per arrivare a realizzare i tuoi sogni. Non a caso spesso l’orientamento è rappresentato con il simbolo della bussola, che non dice dove andare, ma indica sempre il Nord e in base a quello tu tracci il tuo cammino per raggiungere la meta stabilita.

Informazione sulle nuove tipologie di lavoro

Tornando alle parole più gettonate, citate all’inizio, in funzione anche di quelle è importante portare a conoscenza dei giovani le tipologie di lavoro che molto probabilmente si creeranno da qui ai prossimi 10 anni, nella nostra società.

Questo è l’aspetto più complesso e allo stesso tempo più utile per guidare i nostri giovani. Bisogna dargli una visione più ampia della società, individuando gli ambiti che sono maggiormente in espansione e affidando loro la capacità di guardare oltre l’ordinario.

Per fare un esempio, sono ancora in forte minoranza le donne che scelgono le materie informatiche per i propri studi e questo non è altro che una conseguenza dell’influenza di una concezione superata, che vede l’uomo maggiormente predisposto a comprendere le logiche informatiche, ma senza un reale riscontro nella realtà di questa affermazione.

Tre ragazze su quattro non prendono in considerazione questa strada pur avendo un’attitudine per l’ambito informatico. In questo caso, l’orientamento potrebbe intervenire generando maggiore consapevolezza alle giovani donne, portando alla luce tali potenzialità sia in termini di competenze, sia di occupabilità nel mercato del lavoro.

Gli strumenti dell’orientamento

Quali sono gli strumenti a disposizione dell’Orientatore?

  • Il colloquio, attraverso il quale raccogliere i desiderata del giovane;
  • I role play ed altre metodologie esperienziali, che permettono ai giovani di mettere in evidenza le proprie competenze trasversali, attraverso il confronto con i pari;
  • Alcuni test psicoattitudinali e delle intelligenze multiple, che permettono una maggiore trasparenza delle predisposizioni dei giovani in questione;
  • Il supporto nell’individuazione delle tendenze che caratterizzano il mercato del lavoro post pandemico e bellico.

Per far questo e raggiungere l’obiettivo desiderato, risulta essenziale sensibilizzare i principali attori, come università, scuole e associazioni, ad affidare questo difficile compito a professionisti specializzati nella progettazione di strategie atte a realizzare degli orientamenti realmente funzionali, ottenendo la regressione di molti dei nostri problemi, come la dispersione scolastica e la disoccupazione.

Steve Jobs nel discorso ai giovani neolaureatidi Stanford disse “Non accontentatevi mai e non abbiate paura delle sconfitte. Da lì arrivano le svolte migliori”. Concluse dicendo che dalle sue molte difficoltà e soprattutto dai cambiamenti di rotta, alla fine del suo viaggio ha imparato ad unire i puntini, dando un senso a tutto ciò che aveva vissuto e facendo la differenza nel mondo, seguendo semplicemente le proprie passioni, anche quelle che potevano sembrare apparentemente inutili, come il corso di calligrafia.

L’elemento più importante è saper prendere da ogni esperienza il meglio per arricchire il proprio bagaglio personale e professionale, senza preoccuparsi troppo della meta finale, ma dando il giusto valore a tutto il viaggio.

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Dott.ssa Chiara Rossi

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