Lunedì 21 Settembre 2020

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La comunicazione come competenza chiave per il mondo del lavoro

Vito Verrastro, giornalista, esperto di comunicazione e fondatore di Lavoradio racconta a l’Orientamento l’importanza della comunicazione e del saper comunicare per affrontare le nuove sfide del mondo del lavoro.

Vito Verrastro è un giornalista e comunicatore freelance da oltre 30 anni, con esperienze trascorse in redazioni di carta stampata, radio (ha lavorato come corrispondente e inviato per RDS Radio Dimensione Suono), tv (tra cui INN, la prima all news italiana) e uffici stampa.

Nel 2012 ha dato vita al suo principale progetto, Lavoradio, format settimanale di 16’ che va in onda su 16 radio Fm in varie regioni d’Italia e sulle principali piattaforme di podcasting. In tema lavoro è il primo progetto editoriale italiano di giornalismo costruttivo, quello che anche all’interno di panorami critici o negativi riesce sempre a indicare una soluzione, un orizzonte possibile. “Raccontiamo scenari, trend, cambiamenti del mercato e delle competenze, e ci indirizziamo soprattutto a chi intende mettersi in gioco”, ha dichiarato Verrastro ai microfoni de l’Orientamento.

Lavoradio è un magazine che si propone di informare, orientare, stimolare l’attenzione e spingere all’effetto emulazione, dal momento che propone anche storie d’impresa e professioni innovative. Non ci sono i classici annunci di lavoro ma segmenti che permettono di analizzare la realtà per proiettarsi meglio al futuro: la rubrica è più uno strumento “culturale” e di informazione/formazione continua che una risposta alle mere esigenze occupazionali. 
Ad oggi sono stati prodotti oltre 1.600 podcast e sono online 224 puntate. 

Quanto è ancora efficace l’uso della radio come strumento di comunicazione, oggi?

La radio in sé ancora “tiene”, come dimostrano i dati di ascolto di uno strumento antico ma che ha sempre saputo rinnovarsi con successo. Ed è proprio nell’innovazione che risiedono a mio parere i fermenti di un futuro ancora più importante, visto che è in arrivo il Dab (Digital Audio Broadcaster), ovvero la radio digitale che trasformerà l’esperienza di ascolto nelle auto, e che stanno crescendo in modo esponenziale i podcast, mentre si ampliano le sperimentazioni legate alla “radio visione”. Senza dimenticare che la voce è molto connessa anche ai nostri assistenti virtuali.

Quanto aiuta saper comunicare rispetto alle proprie opportunità professionali?

È fondamentale, vitale, essenziale. Non esagero, e non è un parere da “addetto ai lavori”: il processo è cruciale sia per un corretto dialogo interno (quello che ci conduce nei vari step della vita e del lavoro), sia per le trame da tessere con una platea potenzialmente infinita di interlocutori, on e off line. Oggi si comunica per conoscere, relazionarsi, posizionarsi (facendo personal branding), raccontarsi in maniera efficace (attraverso lo storytelling), e ancora per collaborare, in uno scenario che premia chi sa lavorare in team. Nella sfida delle competenze del futuro, da un lato vincono quelle specialistiche (soprattutto in area ICT e STEM) ma dall’altro crescono in modo esponenziale quelle relazionali, che si basano proprio sulla comunicazione come fattore abilitante per generare valori, reputazione e fiducia, le vere valute dei prossimi decenni.      

Quali consigli si sente di dare ai professionisti del mondo dell’orientamento che seguono i percorsi professionali delle persone?

Studiare tantissimo, aggiornarsi di continuo, esercitare costantemente un doppio sguardo: uno verso un mercato del lavoro che cambia velocemente e offre enormi opportunità a chi sa leggere e interpretare le tendenze, l’altro all’interno delle persone che proprio a causa della velocità hanno perso i punti di riferimento tradizionali e molto spesso navigano a vista. Scuola e Università, purtroppo, a mio parere, fanno fatica a ripensarsi in chiave moderna e restano spesso disallineate (o comunque lontane) dalle esigenze reali del mercato. Ecco perché i professionisti dell’orientamento possono esercitare un ruolo importante in un processo circolare, che si rinnova nelle diverse fasi della vita professionale delle persone: dalla ricerca della prima occupazione alle possibili soste (che dovranno servire per qualificarsi e ripartire); dalla riqualificazione all’elevazione delle competenze, su un percorso sempre meno lineare e tutto da interpretare.

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