Mercoledì 15 Aprile 2026

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  • 21/1/2026

Reelaunchers | Puntata 6: Intervista a Cinzia Raffaelli

Un confronto autentico su orientamento, attitudini, lavoro e coordinamento dei team, senza tralasciare il tema del lavoro in azienda e delle skills richieste.

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[E.B.]

Benvenuti di nuovo nella rubrica di Reelaunchers curata da ASNOR. Come avete visto negli episodi precedenti abbiamo parlato di diversissimi rilanci, abbiamo raccontato il tema, per chi ci segue, ma anche per chi incomincia a seguirci da oggi, il rilancio professionale, quindi storie vere di persone che veramente si sono rilanciate. Quindi, oggi, do il benvenuto a un ospite d'eccezione perché ci conosciamo: Cinzia Raffaelli. Benvenuta.

[C.R.]

Grazie Endrina, è un piacere essere qui con te e con tutti voi.

[E.B.]

Cinzia è consulente in un'azienda che si occupa di comunicazione ed eventi ed è, la conoscete di sicuro, founder and CEO di Make It Gentle. Allora Cinzia, incominciamo subito con le domande perché sono curiosissima di sapere la tua storia di rilancio. Da quale percorso formativo vieni e in quale settore, diciamo, eh, lavori?

[C.R.]

Certo. Ho iniziato laureandomi in Management alla Sapienza di Roma, Facoltà di Economia e Commercio. E mi piaceva talmente tanto che lavoravo e studiavo e alla fine ho deciso di fare una tesi sperimentale e sono stata, diciamo, premiata con due premi nazionali. Quindi da lì è iniziata la mia carriera negli eventi, perché la tesi era proprio su una gestione di un centro congressi. Era una tesi sperimentale perché non c'era nulla all'epoca su questo tema, sull'industria congressuale, e quindi ho iniziato, già lavoravo presso alcune agenzie. Questo tipo di percorso formativo, eh, mi ha un po' introdotto a livello subito praticamente apicale, sono diventata project manager di eventi importanti presso le più grandi società di organizzazione di eventi.

E poi a seguire, siccome sono una persona a cui piace tantissimo continuare a formarmi, cioè proprio perché mi piace, non perché debba, no? Perché il mercato lo richieda, ma proprio perché mi piace, e quindi ho continuato ad aggiornarmi nelle varie competenze aggiungendo delle certificazioni, aggiungendo, diciamo, altri percorsi, dei master e delle altre certificazioni, in particolare in project management, per l'appunto, in coaching e anche delle strategie di human resources e di soft skills. E poi, non ultimo, adesso sto affrontando anche il percorso formativo per diventare orientatrice Asnor per l'appunto.

[E.B.]

Beh, grazie perché hai dato un grande esempio di quella che è oggi molto richiesta, la formazione continua. Quindi ricordiamo che la forbice tra le persone competenti e quelle che magari sono un po' indietro con le competenze si sta allargando e quindi sempre di più si richiede formazione continua, non solo per dare opportunità alle persone, ma anche proprio per chiudere questa forbice. Quindi ti ringrazio già per questo primo importante passaggio.

[C.R.]

Sì, assolutamente. Questa è una cosa in cui io credo sempre, comunque, insomma, quella di comunque allenarsi, di mantenersi aggiornati, di coltivare la propria curiosità anche. Il mondo ci cambia sotto al naso, è cambiatto soprattutto negli ultimi 30 anni alla velocità della luce, per cui è importante continuare a farsi un po' delle domande, e a osservare il mondo e anche poter dare il proprio contributo nel mondo solamente formandosi, no? Rimanendo aggiornati.

[E.B.]

Senti, in che modo, perché anche tu hai avuto un'interruzione, se ti definisci una relauncher, questa interruzione ha avuto impatto sulla tua carriera?

[C.R.]

Allora sì, assolutamente. Io appunto, come dicevo, sono stata per 20 anni in aziende, dove praticamente ho allenato tanto le mie competenze, eh, ma sono state quasi sempre comunque finalizzate alla performance. Diciamo che da un paio d'anni, due, tre anni a questa parte, ho comunque avuto un momento diciamo di, di, di fermo, in realtà voluto da me, però comunque, eh, mi ha aiutato a ricentrarmi, mi ha aiutato ad ascoltarmi e a riconoscere veramente quello che io volevo costruire. Mi sentivo stretta   in qualche modo sentivo che avevo altre cose da dare e che non riuscivo a farlo. -E quindi ho deciso di espormi, eh di metterci la faccia, come si dice, e di espormi in prima persona, eh per un qualcosa che io sentivo molto importante, e che voleva essere diciamo comunque il mio piccolo contributo diciamo nel, nel mondo. Anche perché appunto ho capito che in questi 20 anni le competenze tecniche sono assolutamente necessarie ma non sono sufficienti, perché sono esattamente quelle umane che le potenziano le competenze tecniche, che il vero valore trasformativo è proprio questo, no? È proprio nelle competenze cosiddette soft e comunque nel valore umano che poi appunto è nata, da questo feeling, da questo mood che avevo, Make It Gentle, la prima community in Italia dedicata alla leadership gentile, che in due anni ad oggi raccoglie più di 4.000 - quasi 4.100 - adesioni. E quindi evidentemente non era solamente un mood mio, ma comunque insomma ha incontrato un sentiment diciamo anche del resto del mondo.

[E.B.]

Quindi un sentimento comune, no? Quindi poi veniva dal Covid insomma. Eh, sono testimone anche io della comunità di Make It Gentle.

[C.R.]

Assolutamente.

[E.B.]

Avevamo anche fatto un primo evento, quest'anno hai fatto il secondo.

[C.R.]

Sei stata speaker, sì sì.

[E.B.]

Quindi vuol dire che le cose vanno bene, nel senso ci sono persone che si identificano in questo, perché oggi peraltro si parla sempre più, no, di gentilezza, eh proprio perché per fortuna forse stiamo incominciando a tornare di nuovo a quel senso di umanità, no? Giusto?

[C.R.]

Sì, assolutamente. Devo dire che comunque è un po' un trend adesso quello della gentilezza, della leadership gentile, e la cosa in realtà non mi fa molto piacere perché è una cosa in cui io ho sempre creduto e applicato e il kind washing non fa per me. Però, diciamo, mmm, se questo può servire a sensibilizzare le persone e a aiutarmi a divulgare questo tipo di leadership e di stile di gestione che è basata sul coinvolgimento per creare valore sia alle persone, al business, non dimentichiamocelo, e alla società, per carità, ben venga, insomma purché sia veramente sentito insomma.

[E.B.]

Certo.

[C.R.]

Fatto sta che questa pausa di lavoro, quella che poteva essere una crisi, diciamo, un momento no, una battuta d'arresto chiamiamola così, per me è diventato il terreno più fertile della mia rinascita professionale. Quindi lo dico per tutti quelli che magari si trovano in un momento, no, di stasi, per ripensare un pochino alla propria identità personale e professionale.

[E.B.]

No, hai assolutamente ragione perché spesse volte siamo spaventati, no, da questo fermo, dalla crisi, invece è proprio il momento, hai detto bene tu, della rinascita, solo che lo capiamo col senno di poi. Senti, hai già introdotto anche le competenze trasversali, le soft skills di cui parliamo molto in questa rubrica, perché poi gira e rigira un po' tutto, chi è nel settore ma anche chi non lo è, sente un po' questo bisogno in realtà, no, di lavorare su se stesso. Quali sono le competenze hard ma anche soft che tu, nel tuo rilancio, hai voluto rafforzare e sviluppare?

[C.R.]

Come competenze tecniche avevo una laurea in management; ero project manager, quindi gestivo progetti e coordinavo team, ma non avevo una certificazione di questo tipo di competenze, per cui ho studiato e mi sono certificata in project management con ICPM, che è l'Istituto Nazionale di Project Management, per cui sono anche speaker nel loro evento annuale. E a questo poi ho aggiunto altre certificazioni, proprio perché il lavoro che sto facendo con Make It Gentle, ma anche su me stessa, è quello di approfondire le tematiche che io amo e per cui provo una passione e che penso possano essere utili, e unire i puntini per poter dare un contributo ad altre persone e alle aziende. E quindi che cosa ho fatto? Ho preso delle certificazioni in gestione delle risorse umane, gestione strategica delle risorse umane con la società americana di ESG. Poi sto facendo anche il percorso come orientatrice professionale Asnor e poi mi sono certificata come Executive coach con il PMI che è il Project Management Institute.

[E.B.]

No, infatti è importante questo passaggio anche della formazione continua su cui noi discutiamo sempre proprio per sensibilizzare sempre più le persone per i motivi che già ho detto prima, anche di questo gap formativo. Se ti certifichi vuol dire che hai una preparazione, una competenza validata, no? E spesse volte però questa esigenza nasce anche dalla consapevolezza, perché tu dicevi: "Eh, spesse volte ci ritroviamo già a fare delle cose", in realtà magari già eri coach piuttosto che project manager piuttosto che orientatrice, non lo so. Però poi alla fine manca il metodo, no? Manca la teoria, le basi teoriche e quindi poi arriva la certificazione quando tu consapevolmente dici: "Beh, però forse se poi metto insieme la teoria alla pratica è anche meglio", no? Eh.

[C.R.]

Assolutamente, anche perché l'una completa l'altra, cioè un conto è la formazione e un conto è l'esperienza personale e professionale. Io penso che il valore aggiunto sta proprio nella combinazione di entrambe le cose, così come competenze tecniche, competenze trasversali, soft eccetera, è l'armonia di queste cose, no, l'equilibrio di queste cose che crea un valore.

[E.B.]

Cinzia, quindi tu ci hai parlato di Make It Gentle, no, e di questa filosofia, diciamo chiamiamola filosofia lavorativa positiva, sostanzialmente. Quindi sei inserita nel mondo aziendale, sei consulente aziendale, hai lavorato tanti anni per aziende, quindi ti faccio questa domanda: in un'azienda che tipo di team ci dovrebbe essere, visto che parli anche di leadership? Non so se ci vuoi dire qualcosa in più.

[C.R.]

Sì, allora, innanzitutto la leadership gentile è proprio uno stile di gestione, eh, improntato al coinvolgimento, cioè a rimettere al centro le persone. Perché leadership da sola vuol dire raggiungere, no, convincere un team, ispirare un team a raggiungere determinati risultati. La leadership gentile fa tutto questo, ma unisce anche, oltre al focus degli obiettivi, della performance, quindi dei risultati aziendali, e unisce anche il benessere del team. Quindi non è che si trascurano i risultati aziendali, anzi, diciamo, si parte dal benessere del team perché così spontaneamente si produce di più, meglio, c'è più creatività, c'è più innovazione, si trattengono i talenti e si attirano, si attraggono diciamo nuovi talenti, e quindi in definitiva è una leva strategica molto importante per le aziende, oltre che essere un veicolo di benessere per la persona, per l'azienda, ma anche per la società.

A livello di team, sicuramente, la cosa importante è il valore di questo tipo di impostazione, di formazione, quello che cerco di portare, no? Nelle aziende, il focus è spostare, cioè virare da una mentalità di competizione a quella di collaborazione, quindi cambiare proprio il mindset delle persone, perché ok la competizione sul mercato, quindi verso l'esterno, ma all'interno di un'azienda, quindi all'interno dello stesso team a maggior ragione, ma anche fra team diversi, ci deve essere questa mentalità di riunire le competenze e quindi di collaborare, non di competere. E tutto questo si fa attraverso una migliore comunicazione fra le persone, perché poi alla fine le aziende sono fatte di persone, quindi sono le interazioni tra le persone che devono essere funzionali.

Quindi questo è il contributo di Make It Gentle, la filosofia, come giustamente hai detto tu, questo stile di gestione che come consulente e come formatrice porto nelle aziende, nelle organizzazioni e anche come competenze delle singole persone, insomma, che vogliono approfondire queste tematiche.

[E.B.]

No, infatti, alcune parole chiave che hai nominato, l'attrazione dei talenti, la retention, che oggi comunque è un tema, diciamocelo, è un tema da considerare perché ormai si è capito che è meglio investire sulle persone piuttosto che perderle o comunque creare, come hai detto tu, valore nelle persone, no? Perché poi alla fine della fiera, se andiamo a fare, come si dice, i conti della servetta, anche a livello di budget è più conveniente sostanzialmente. Quindi ormai sempre più le aziende preferiscono investire sulle persone che hanno in percorsi di sviluppo, nella formazione. Ormai la formazione è personalizzata, quindi anche il percorso di sviluppo poi è in quel cerchio proprio perché conviene.

Cinzia, quali sono le difficoltà che hai trovato nel tuo rilancio o che ancora stai trovando? Perché Make It Gentle è un progetto nuovo, no? Quindi immaginiamo che insomma, eh, non sia tutto oro quel che luccica.

[C.R.]

Allora, hai toccato un punto importantissimo secondo me, nel senso che tante volte appunto non solo Make It Gentle, ma a me come persona tante volte mi chiamano, mi fermano, mi scrivono tantissimi messaggi eccetera di complimenti o comunque, mi chiedono anche consigli. Il punto è questo, è che dietro qualsiasi cosa, qualsiasi risultato, non solamente il mio, c'è un lavoro pazzesco. Innanzitutto, c'è la passione, cioè bisogna veramente dedicarsi anima e cuore alle cose. E un'altra cosa è l'autenticità.

Se posso dare un consiglio o comunque una riflessione, ecco, da condividere è questa: ok ascoltare il mercato, ma non basta andare incontro solo a quel che serve al mercato, bisogna veramente ascoltare se stessi oltre che il mercato, nel senso veramente di fare qualcosa che sia in linea con quello che veramente noi sentiamo e vogliamo, perché la formazione può essere anche noiosissima se non è una cosa che ci interessa. Quindi ecco, queste sono le cose molto importanti. Per quanto riguarda me in particolare, sicuramente delle difficoltà ci sono state, eccome. La prima in assoluto, che c'è sempre stata e che continua ad esserci perché è faticoso, è far comprendere che la leadership gentile non è buonismo, cioè non è un optional, non è una cosa che è carino che ci sia in azienda, ma è veramente necessaria e che è una leva strategica importante, che non è solamente un modo carino di stare insieme oppure uno slogan, perché poi non c'è niente di peggio che un'azienda magari fa slogan di un certo tipo e poi la realtà è tutt'altro, perché c'è una promessa non mantenuta, quindi diventa un boomerang poi, no?

Quindi io credo che anche in questo senso sia importante l'autenticità e far capire appunto che la leadership gentile non è una cosa nice to have, ma è una leva importante, eh, per le persone, per l'azienda e per la società intera. Serve cultura, serve coraggio e serve misurare l'impatto. Io ho creato questo modello che fa questo, cioè che misura l'impatto, misura le competenze di leadership gentile all'interno dell'azienda e misura l'impatto che ha avuto la formazione anche sugli indici da allegare nei report di sostenibilità, proprio perché il progetto di Make It Gentle nasce come progetto di sostenibilità sociale, sostanzialmente.

[E.B.]

Ho registrato tre passaggi importanti, ti ringrazio perché hai risposto perfettamente alla domanda sulle difficoltà, quindi spirito di sacrificio perché il tutto subito non va più di moda, diciamoci così, no?

[C.R.]

Non esiste, non esiste.

[E.B.]

Non esiste, non è mai esistito, però abbiamo avuto, che ne so, l'epoca degli influencer, per dire, no, quindi questa svolta non so immediata, invece per avere dei risultati gratificanti seriamente ci vuole tempo, formazione, sacrificio. Hai parlato di evidenze perché hai parlato del tuo metodo che si basa sulla misurabilità, quindi come dire, eh dimostrare con delle evidenze, no, quello che si sta facendo. , e quindi è un po', ecco, eh questo che racchiude, eh, il tema, eh difficoltà. Poi il terzo passaggio è legato anche all'essere multipotenziale, che spesse volte esce nella rubrica,  quindi evidentemente non sei sola. E facciamo un'ultima domanda, che riguarda gli HR. Cosa diresti tu che conosci molto bene il mondo delle organizzazioni, cosa vorresti dire agli HR per far sì che il recruiting diventi sempre più inclusivo e venga dato più valore ai candidati? Che messaggio vuoi mandare?

[C.R.]

Allora, innanzitutto sì, conosco tantissimi HR e tantissimi HR di tante aziende molto importanti anche hanno aderito a Make It Gentle, quindi mi interfaccio con loro, eh spessissimo. Cosa vorrei dire? Vorrei dire innanzitutto che per me la qualifica non ha mai determinato la persona, quindi magari al di là di quello che richiede un certo ruolo, no, un profilo, quando si ricerca un candidato suggerirei ecco di non scartare, di considerare anche le persone che non sono perfette per quel ruolo apparentemente, perché magari hanno avuto delle pause lavorative, hanno avuto un cambio di registro, nel senso che magari si sono appassionate dopo, hanno scoperto dopo un proprio talento, una propria passione, quindi magari hanno cambiato rotta, eh per carità, formandosi, insomma, sperimentandosi, non dico improvvisandosi.

Però sicuramente questo è molto importante perché le persone non sono delle etichette.

E quindi diciamo di andare un po' oltre quello che è la job description o comunque il curriculum che ricevono. E inoltre vorrei dire di valutare molto attentamente le competenze trasversali perché ok, sicuramente le competenze tecniche, l'abbiamo detto, lo ridico, eh scanso equivoci come si dice, sono assolutamente necessarie, ma secondo me non sono sufficienti, nel senso che sicuramente, io preferirei una brava persona, una persona che sa stare con altre persone, che sa lavorare insieme ad altre persone, che sa collaborare ed è disposta a formarsi anche giorno per giorno, a crescere insieme, piuttosto che magari una persona che è perfetta da un punto di vista tecnico, ma da questo punto di vista ha ancora diverse lacune.

[E.B.]

Beh, io ti ringrazio, una bellissima chiusura, parlare di valore, di se stessi, no? Rispettando appunto quelli che sono i nostri principi, se vogliamo. E poi la parte fondamentale in questi percorsi di sviluppo come, eh l'orientamento, essere attivi, cioè noi dobbiamo essere protagonisti delle nostre azioni, altrimenti il rilancio non funziona.

[C.R.]

Non funziona.

[E.B.]

Non funziona. Cinzia, grazie, è stato davvero un bel viaggio. Ti auguriamo tutto il meglio per Make It Gentle, per aiutarci a cambiare la cultura all'interno del mondo del lavoro, delle organizzazioni. E quindi come sempre, ci tengo a dirlo, eh l'ho detto anche la volta scorsa, sempre più persone seguono la rubrica di Reelaunchers curata da ASNOR e quindi, eh immagino che sarai anche tu d'ispirazione per chi è ancora in dubbio sul proprio rilancio. Grazie.

[C.R.]

Grazie, grazie a te Endrina, grazie a voi.

[E.B.]

A presto, a presto.

[C.R.]

A presto.

[E.B.]

E noi ci vediamo al prossimo episodio.

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