Martedì 24 Marzo 2026

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Il Counselling: significato e ruolo nel colloquio di orientamento

Il Counselling o Consulenza, è una strategia di aiuto in cui l’operatore ha il compito di fare qualcosa o di dare qualcosa a chi chiede aiuto; piuttosto, si ha la delicata funzione di aiutare la persona a definire il problema e ad imparare a gestirlo, assumendosi pienamente la responsabilità delle scelte compiute. A cura di Alessia Paglia, Orientatrice Asnor, Consulente e Formatrice.

Le maggiori associazioni scientifiche e professionali che si occupano di counselling hanno, di volta in volta, fornito definizioni sufficientemente esaustive che riflettono il dibattito scientifico sulla questione ed hanno ispirato analisi e pratiche di sviluppo anche nel campo dell’orientamento.

Definizione di Counselling

Per definire il processo di consulenza orientativa possiamo cominciare a dire ciò che senz’altro non è: esso ha ben poco da spartire con il dare consigli, informazioni, con il fare qualcosa a vantaggio di altri, con l’insegnare a qualcuno nuove abilità.

Il Counselling si differenzia da altre forme di aiuto spontanee o professionali che sono state raggruppate da B. Hopson in 4 categorie:

  1. Dare consigli, offrire alla persona la propria opinione su ciò che secondo il proprio punto di vista, dovrebbe essere il modo più opportuno di agire;
  2. Dare informazioni, fornire alla persona l’informazione necessaria in una particolare situazione;
  3. Azione diretta, fare qualcosa a vantaggio di un’altra persona o agire per rispondere ai suoi bisogni immediati;
  4. Insegnamento, aiutare la persona ad apprendere specifiche conoscenze e abilità

Nei casi suddetti, l’aiuto è inteso come intervento dell’operatore, che offre la propria competenza per la soluzione dei problemi; il protagonista dell’azione rimane l’operatore, mentre chi chiede aiuto è il destinatario dell’intervento.

L’aiuto dipende totalmente dalla capacità e competenza dell’operatore, il quale ha il compito di colmare le carenze di colui/colei che chiede aiuto.

Vi sono molte situazioni nella vita in cui relazioni di aiuto strutturate in modo così asimmetrico sono utili e funzionali, ma non è questo il caso della consulenza che si serve della relazione di Counselling.

Alcune definizioni di Counselling che hanno ispirato la relazione di aiuto in orientamento

Secondo A. Di Fabio, questa ha lo scopo di «offrire alla persona che ne fruisce l’opportunità di esplorare, scoprire e tendere chiari gli schemi di pensiero ed azione, per vivere più congruentemente, vale a dire aumentando il proprio livello di consapevolezza, facendo un uso migliore delle proprie risorse rispetto ai propri bisogni e desideri e pervenendo ad un grado maggiore di benessere.

Le finalità del counselling possono venire riassunte esaustivamente nell’espressione aiutare la persona ad aiutarsi e le abilità di counselling comprendono fondamentalmente abilità di comunicazione».

La British Association for Counselling definisce il counselling come «l’uso, professionale e regolato da principii, di una relazione, nell’ambito della quale il cliente è aiutato nel processo finalizzato a facilitare una migliore conoscenza di sé e l’accettazione dei propri problemi emotivi e a portare avanti la propria crescita emozionale e lo sviluppo ottimale delle proprie risorse personali.

La relazione di counselling può variare a seconda dei bisogni, ma riguarda comunque i compiti evolutivi ed è tesa a risolvere problemi specifici, a prendere decisioni, a contrastare momenti di crisi, a sviluppare un insight personale ed una migliore conoscenza di sé, ad elaborare strumenti connessi con conflitti personali o a migliorare le relazioni con le altre persone.

Il ruolo svolto dal counsellor è quello di aiutare il cliente rispettando i suoi valori, le sue risorse personali e la sua capacità di autodeterminarsi».

L’European Association for Counseling propone di considerare il counselling come «un processo di apprendimento interattivo, avviato da un counsellor con uno o più clienti, siano essi individui, famiglie, gruppi istituzioni, mediante il quale si affrontano con metodo olistico problematiche sociali, culturali, economiche”.

Nella prospettiva delineata pare condivisibile la definizione di counselling data da C. Varriale.

Secondo lo psicologo adleriano il counselling è «una strategia di aiuto rivolta ad una persona o ad un gruppo che si trova in un momento di confusione/conflitto, difficoltà con l’obiettivo di aiutarla a focalizzare e a comprendere il problema che le produca disagio e a gestirlo, assumendo le responsabilità delle scelte di cambiamento che ne conseguono».

Il Counselling nel colloquio di orientamento

Dalle definizioni riportate emergono, pur nelle differenze di impostazioni e di riferimenti teorici, ci sono elementi comuni che qualificano il processo di counselling.

In orientamento esso è inteso come attività professionale di aiuto in cui la persona che ricopre il ruolo di consulente deve avere adeguata e specifica preparazione iniziale, incrementata attraverso processi di formazione permanente e costante riflessione e revisione della propria pratica, nel rispetto di alcuni principi fondamentali.

L’attività di consulenza basata sul counselling è centrata sulla comunicazione e sulla relazione interpersonale che si stabiliscono tra l’utente e il consulente; le principali attività richieste al consulente sono riferite all’ambito relazionale e implicano la capacità di osservazione, ascolto, comprensione, interazione, conduzione del colloquio di aiuto.

Gli obiettivi principali di tale intervento possono essere così riassunti:

  • Aumentare la conoscenza di sé e l’autoconsapevolezza da parte dell’utente;
  • Sviluppare le risorse personali dell’utente;
  • Promuovere la crescita personale e saper rilevare adeguatamente i compiti del soggetto o i gruppi di soggetti si trovano ad affrontare in quel preciso stadio della loro vita;
  • Aiutare l’utente ad affrontare i momenti di crisi e di difficoltà, quindi sostenerlo nel superamento degli squilibri raggiunti e nella riorganizzazione funzionali di nuovi assetti esistenziali;
  • Favorire l’autonomia e l’autodeterminazione delle persone che chiedono aiuto, sviluppando il senso di autoefficacia che nasce dall’esperienza del poter mettere in gioco risorse proprie per risolvere determinate difficoltà;
  • Incrementare le competenze progettuali e decisionali che permettono agli individui di essere artefici e protagonisti del proprio futuro.

Conclusioni

Il counselling è quindi una strategia d’intervento volta ad aiutare la persona in stato di bisogno a definire il problema e ad imparare a gestirlo.

Esso poggia sull’assunto che la persona in difficoltà, seppur non riesce a trovare da sola soluzioni adeguate ai propri problemi, conserva comunque risorse interiori stabili e la figura dell’operatore è orientarla a prenderne consapevolezza per impiegarle in maniera autonoma e creativa.

Letture consigliate

  • Ascenzi A., Corsi M., Professione educatori/formatori. Nuovi bisogni educativi e nuove professionalità pedagogiche, Vita e Pensiero, Milano, 2005.
  • Mancinelli M. R., L’orientamento come promozione all’inserimento occupazionale, Vita e Pensiero, Milano, 2003.
  • Libro Bianco Unione Europea, Crescita, competitività, occupazione, 1993.
  • Libro Bianco Unione Europea, Insegnare e apprendere. Verso la società della conoscenza, 1996.

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Alessia Paglia

Alessia Paglia

Orientatrice Asnor, Consulente e Formatrice

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