Mercoledì 15 Luglio 2020

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Europass, il curriculum vitae europeo per la ricerca del lavoro

Il modello europeo di curriculum vitae (Europass) è stato introdotto nel 2002 come modello di riferimento per i paesi della Ue. Oggi, quasi venti anni dopo è il più utilizzato dagli italiani. Anche se diversi esperti lo considerano un modello sbagliato e superato, resta infatti uno strumento fondamentale per candidarsi presso determinate aziende o enti pubblici. Si può creare online e basta seguire poche ma fondamentali regole per scriverlo in maniera chiara ed efficace.

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Il curriculum vitae è uno degli strumenti più conosciuti e usati per la ricerca del lavoro. In latino, l’espressione sta a significare precisamente “corso della vita in breve”. In effetti, è un vero e proprio biglietto da visita, dove vengono riportati, insieme al percorso formativo e all’esperienza professionale, anche gli interessi e le aspirazioni della persona che si candida per una determinata posizione.

Nel 2002, con l’obiettivo di favorire la mobilità dei lavoratori e facilitare la valorizzazione delle competenze anche fuori dai confini nazionali, la Commissione Europea ha introdotto il formato Europass, un modello di riferimento per tutti i paesi integranti la UE. Oggi, quasi venti anni dopo, il curriculum europeo è sicuramente il modello più utilizzato dai cittadini italiani che cercano un nuovo impiego in Italia e in Europa.

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Europass: le caratteristiche del curriculum europeo

Il curriculum vitae Europass organizza e presenta il background formativo e professionale del candidato in una struttura standard, molto rigida e articolata in diverse sezioni.

La prima sezione serve essenzialmente a presentare i dati anagrafici, mentre la seconda è dedicata all’esperienza lavorativa, dove vanno indicate (dalla meno recente alla più recente) le posizioni ricoperte a livello professionale. Successivamente, si passa alla descrizione del percorso formativo, con la sezione dedicata a istruzione e formazione, in cui si riportano le informazioni più importanti inerenti al percorso scolastico e universitario. In questa sezione, si devono inserire anche eventuali corsi brevi che potrebbero rappresentare un punto di forza per la propria candidatura. La sezione successiva del CV europeo serve invece a fornire un quadro sintetico ma esaustivo delle capacità ecompetenze personali. Si riportano prima di tutto le competenze dal punto di vista linguistico, comunicativo, poi le capacità organizzative e gestionali, infine, le competenze digitali. C’è poi la possibilità di inserire eventualmente altre competenze e ulteriori informazioni che possono risultare interessanti per l’impiego che si vuole ricoprire. In alcuni casi, per esempio, può essere utile segnalare se si è in possesso della patente di guida.

Le regole fondamentali per scrivere un buon CV europass

Scrivere un buon curriculum vitae in formato europeo è molto semplice. Infatti, è possibile crearlo online o scaricarlo direttamente sul sito Europass.  Prima di tutto è importante sapere che i campi sono optativi: quelli che si lasciano in bianco devono essere quindi cancellati per garantire una migliore leggibilità. Inoltre, nel riportare i propri dati anagrafici, l’esperienza professionale, il percorso formativo e le competenze personali occorre seguire poche ma fondamentali regole.

In primo luogo, è importante essere sintetici, concentrandosi quindi sulle informazioni che si reputano essenziali. Un altro aspetto essenziale è la chiarezza e la precisione nell’esposizione; questo significa usare frasi brevi, magari fornendo esempi specifici per dare un’idea più dettagliata del proprio bagaglio di esperienze, ma senza dilungarsi in presentazioni concettuali. Infine, un’altra regola fondamentale è calibrare di volta in volta la redazione in base all’azienda o alla posizione per cui ci si candida. Per esempio, menzionare una vecchia esperienza professionale può risultare utile solamente se coerente con l’impiego che si vuole ricoprire, altrimenti è meglio tralasciare quest’informazione.  Per il modello Europass valgono qualsiasi le stesse regole che si usano per qualsiasi curriculum vitae; deve essere sempre chiaro, preciso, calibrato e di facile lettura.

È ancora utile il curriculum europeo?

Proprio per la sua struttura rigida e standardizzata, il curriculum vitae è al centro di un dibattito molto interessante sulla sua utilità e adeguatezza per la ricerca attiva del lavoro oggi. La questione è complessa. Infatti, le nuove tecnologie e un mercato del lavoro sempre più flessibile stanno dando centralità ad approcci innovativi e, per certi versi inediti, rispetto alle presentazioni dei candidati e, in generale, della ricerca del lavoro. Si tratta nello specifico di blog personali, curriculum vitae in formato video o con modelli meno rigidi e più creativi, che possono quindi adattarsi meglio alle singole caratteristiche della persona.  Le critiche degli esperti al curriculum vitae europeo si concentrano infatti proprio sulla struttura, ché non permetterebbe di presentare al meglio aspetti ritenuti invece fondamentali. Per fare un esempio, i dati anagrafici occuperebbero troppo spazio, mentre la sezione dell’esperienza lavorativa non permetterebbe di presentare in maniera esaustiva le competenze acquisite.

Per queste ragioni, diversi esperti dell’orientamento professionale esortano i candidati a redigere il proprio curriculum vitae seguendo regole precise, ma allo stesso tempo senza ricorrere a modelli standard. Insomma, negli ultimi anni il famoso “biglietto da visita” sta certamente cambiando forma; il modello Europass, per certi versi, sta perdendo centralità. Di fatto, molte aziende e datori di lavoro preferiscono una presentazione più creativa, che favorisca una comunicazione piùfluida delle competenze e delle capacità personali.

Di curriculum creativo ne abbiamo parlato qui

Detto ciò, affermare che il curriculum vitae europeo sia superato sarebbe un grosso errore. Per spiegare il perché, basterebbe semplicemente prendere atto che non poche aziende o enti pubblici accettano esclusivamente questo modello. Il punto è che le ragioni per cui in passato è stato considerato necessario un modello di riferimento per tutti i paesi europei, restano tuttora più che valide. In sintesi, quindi, se oggi bisogna prendere atto che in alcune situazioni può essere utile prediligere forme di presentazione più creative e meno rigide, allo stesso tempo resta comunque fondamentale continuare ad avere un curriculum Europass per altri contesti. 

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