L'Orientamento

L'Orientamento

Ogni essere umano è una risorsa per il mondo e può contribuire a trasformarlo. L’orientamento consente agli individui di attivarsi, rendersi autonomi, sviluppare competenze trasversali e strategiche, allenarsi a costruire e a ricostruire il proprio personale progetto di vita. L’orientamento, svolto in modo professionale, è una consulenza che si concretizza in un insieme di attività volte a sostenere le persone che devono compiere scelte importanti in momenti di transizione o difficoltà. I percorsi di orientamento offrono un supporto fondamentale sul piano educativo, professionale e relazionale. Un sostegno che si estende lungo tutto l’arco della vita e che riguarda sia l’educazione, quindi la scelta di percorsi di istruzione e formazione, sia l’approfondimento delle opportunità professionali, finalizzato alla conoscenza, anche diretta, del mondo del lavoro.

L'orientatore è impegnato a offrire:

  • informazioni circa le possibilità formative, dati sul mercato del lavoro, occupazioni e percorsi di carriera;
  • sostegno orientativo, accompagnamento della persona nel progettare e pianificare il proprio progetto formativo e/o professionale;
  • counseling orientativo, dove l’operatore, con la finalità di attivare un processo di auto-emancipazione, offre all’utente un sostegno anche di tipo psicologico, permettendogli di rafforzare, sviluppare e mettere in pratica le proprie competenze.

L’orientamento come professione

Tradizionalmente l’azione dell’orientamento viene segmentato in 4 direzioni:

  • Orientamento scolastico;
  • Orientamento universitario;
  • Orientamento professionale;
  • Orientamento al benessere.

Orientamento scolastico

Uno dei settori in cui il ruolo dell’orientamento è maggiormente sentito è senza dubbio quello scolastico. Accompagnare i ragazzi verso decisioni consapevoli lungo tutto il percorso di istruzione è fondamentale, soprattutto perché tutte le scelte che sono chiamati a fare comportano la conoscenza e la definizione delle proprie competenze ma anche delle proprie inclinazioni.

Il Miur – Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca si è occupato a più riprese del tema, pubblicando anche le Linee guida nazionali per l’orientamento permanente. Il punto di vista adottato è quello che considera le attività orientative non come meramente strumentali alla scelta della scuola superiore o della formazione post diploma, ma come finalizzate ad accompagnare il processo di crescita globale dello studente.

Questa visione ampia e articolata dell’orientamento presuppone la centralità del ruolo dell’insegnante, valorizzato come primo orientatore nella vita di un ragazzo, e la necessità di professionalizzare le attività orientative.

Orientamento universitario

Il tema dell’orientamento scolastico è strettamente collegato con quello dell’orientamento universitario. La scelta della facoltà da frequentare, al termine dell’ultimo anno della scuola superiore, è uno snodo cruciale nella vita di un ragazzo. D’altra parte, il mondo universitario italiano offre un’ampia gamma di possibilità, che possono rappresentare un ulteriore elemento di difficoltà nella decisione.

Come già detto per l’orientamento scolastico, è bene non circoscrivere questo ruolo di supporto alla sola scelta su quale corso di laurea frequentare. Il passaggio dalla scuola superiore all’università e poi al mondo del lavoro deve essere un momento di costruzione di sé stessi, di conoscenza, in perfetta continuità con un percorso già intrapreso.
Quindi ben vengano i testi di orientamento universitario, i programmi e i progetti, ma da interpretare come strumenti e non da assumere come soluzioni.

Orientamento professionale

Il link tra percorsi di orientamento e mondo del lavoro e della formazione professionale è praticamente automatico, ancora di più in un momento storico caratterizzato dalla fluidità del mercato occupazionale. L'orientamento professionale ha elaborato, negli anni, pratiche e strumenti specifici che gli orientatori utilizzato comunemente, come il bilancio di competenze, il colloquio orientativo e la ricerca attiva del lavoro.

Anche in quest’ambito, però, è necessario adoperarsi affinché l’orientamento professionale venga collocato in maniera organica all’interno di un’idea globale di accompagnamento degli individui nella quotidianità. La professione che si svolge nella vita quotidiana, infatti, anche alla luce del molto tempo che le si dedica, ha un ruolo chiave nel garantire il benessere personale e nel costruire autostima e consapevolezza di sé.

Orientamento al benessere

Se si accoglie la visione secondo cui orientamento significa essenzialmente accompagnamento in un percorso verso la piena realizzazione di sé, non si può scindere questo concetto da quello di benessere. In questo modo, l’orientamento finisce per interessare tutti gli aspetti della vita: formativi, culturali, professionali, relazionali, psicofisici.

In questa accezione, l’orientamento esce dalle scuole, dalle università e dalle agenzie per il lavoro ed entra nella vita di tutti i giorni, pur rimanendo agganciato ai concetti di istruzione, di formazione e di professione. Inoltre, cadono anche le barriere legate all’età: ci può essere bisogno di orientamento sia prima di iniziare ad andare a scuola che dopo il pensionamento.

Il Sistema integrato di orientamento

È necessario, però, superare questa frammentazione e andare verso una visione globale e complessa dei percorsi di orientamento, che metta insieme tutte le componenti in una visione unitaria, fino a dare vita ad un sistema integrato, che metta al centro la persona.

Infatti, così come rilevato dai Rapporti sull’orientamento redatti annualmente da ISFOL, ognuno di questi segmenti, non solo continua a concentrarsi quasi esclusivamente sulla propria attività primaria, ma spesso, quando si occupa di orientamento, si muove per logiche a comparti stagni. Tali circostanze chiariscono i motivi fondamentali per cui, in questo settore, ancora molto si deve fare in Italia per raggiungere standard che in altri Paesi Europei e Nord Americani sono effettivi da tempo e che, per molti versi, concorrono a rendere meno gravosa la complessità del periodo che stiamo vivendo.

Asnor si fa promotrice della creazione di un Sistema di Orientamento Integrato che abbia le seguenti caratteristiche:

  • antropologico, perché pone la persona al centro di tutto;
  • aperto, per creare collaborazioni in rete, sia in orizzontale che in verticale, fra scuola, università, famiglie, imprese, enti locali, associazionismo laico e religioso;
  • autonomo, perché ogni istituzione deve dare il proprio specifico apporto sulla base delle proprie competenze;
  • avanguardista, perché è un centro propulsore di ricerca e sviluppo e al contempo salvaguardia il nucleo filosofico-teorico di base dell’Orientamento, inteso nel suo significato originario e nelle sue pratiche tradizionali;
  • contestualizzato, perché si fonda sulla logica della personalizzazione, dovendo essere operativo in ogni contesto e nei confronti di tutti coloro che sono protagonisti dell’attuale complesso scenario sociale e culturale.

Con il supporto e la collaborazione di Enti di categoria, Associazioni e Istituzioni che condividono finalità e intenti, Asnor organizza, in Italia, un sistema nazionale, funzionale e complessivo di orientamento, capace di assicurare un servizio standardizzato su livelli qualitativi elevati.

L’Associazione promuove una rete nazionale di Centri di orientamento che, mettendo in pratica i principi del Sistema Integrato di Orientamento, sono in grado di garantire servizi di consulenza sempre più mirati, specialistici e standardizzati, in modo da poter essere continuamente monitorati, valutati e perfezionati. Tramite la diffusione di questi Centri su tutto il territorio nazionale, Asnor promuove e sostiene il Sistema di Orientamento Integrato – SOI.

Il Sistema di Orientamento Integrato deve avere obiettivi chiari e definiti:

  • raccogliere, coordinare, valorizzare quanto si è prodotto e si sta producendo in questo settore, partendo dall’analisi attenta di tutte le migliori esperienze progettate e avviate;
  • innescare processi di ricerca e collaborazione scientifica a livello nazionale ed europeo;
  • avere una visione non monolitica ma plurale e condivisa dell’orientamento e dell’orientatore in termini di identità di ruolo, di formazione, di competenze e di certificazione della professionalità degli operatori;
  • elaborare norme e buone prassi da realizzare e condividere con tutti i sistemi enumerati, per superare l’attuale situazione di anomia generale;
  • creare un sistema e un iter condiviso e condivisibile di riconoscimento degli orientatori;
  • creare una road map che riesca ad abbracciare e integrare tutte le istituzioni formali e non formali che si occupano in vario modo e a vari livelli di orientamento.

Accordo tra Governo, Regioni ed Enti locali sul documento"Definizione di standard minimi dei servizi e delle competenze professionali degli operatori con riferimento alle funzioni e ai servizi di orientamento attualmente in essere nei diversi contesti territoriali e nei sistemi dell’istruzione, della Formazione e del Lavoro" Repertorio atti n. 136/CU del 13 novembre 2014.

Il bisogno di orientamento

I numeri, prima della crisi sanitaria mondiale, possono già inquadrare gli ambiti di intervento e ci permettono di condividere il bisogno di più orientamento.

Gli studenti che siedono tra i banchi scolastici e che potrebbero usufruire dei servizi di orientamento. Oltre 245.000 sono alunni con disabilità e circa il 10% sono studenti con cittadinanza non italiana. Inoltre, solo il 27% degli studenti si laurea, contro una media europea del 40%. (Focus Miur 2019 e dati Eurostat)

Sono i disoccupati in Italia (fine 2019) Tra questi, 26.000 sono giovani con meno di 25 anni, inoltre, sono in costante aumento i disoccupati tra i 35 e i 49 anni: +52mila unità. (ISTAT 2019)

Sono più della metà i giovani adulti tra i 20 e i 34 anni che vivono con la famiglia di origine, sono celibi o nubili e senza figli. Un fenomeno legato tanto alla mancanza di dipendenza economica, quanto alla difficoltà di trovare un’occupazione che permetta di sostenere spese familiari. (ISTAT 2019)

Sono i giovani che in un anno (2018) sono espatriati. 400 persone in più rispetto all’anno precedente. La metà è costituita da giovani tra i 20 e i 34 anni e, tra questi, 2 su 3 hanno un titolo di studio medio alto. (Fondazione Migrantes/Istat 2018/19).

I NEET (Not in Education, Employment or Training) in Italia. Giovani nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni che hanno lasciato in anticipo gli studi e non cercano lavoro né si stanno formando. Un triste primato italiano, quasi il doppio della media europea. (EUROSTAT 2018)

Sono un milione circa, i posti di lavoro che le aziende non riescono a ricoprire perché manca l’incontro tra domanda e offerta. Occasioni di lavoro perse, visto che solo in 1 caso su 4, le aziende riescono a reperire sul mercato la figura necessaria.

È la percentuale di persone, in Italia, che si sono rivolte a parenti, amici e conoscenti per la ricerca di lavoro. Il ricorso ai canali informali per trovare un impiego resta una costante nel nostro Paese. Il valore è addirittura in aumento rispetto a quello registrato prima della crisi (81% nel 2007) (ISTAT per 11° Commissione "Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale" del Senato della Repubblica – Roma, 18 luglio 2018)

L’Agenda 2030

La cultura della sostenibilità diventa parte integrante della strategia di Asnor, nella consapevolezza che l'attenzione alla persona, al suo percorso formativo e professionale, sia uno strumento per realizzare benessere. 

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per costruire una società più giusta e rispettosa, sia nei confronti delle persone che dell’ambiente. L’Agenda stabilisce 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. Il cammino verso la loro realizzazione è partito all’inizio del 2016 e durerà fino al 2030.

L'orientamento è azione finalizzata a:

  • istruzione di qualità;
  • gender equity;
  • lavoro dignitoso;
  • lotta alla povertà;
  • riduzione delle disuguaglianze.
  

L’Orientamento permanente

L’orientamento è un processo diacronico che accompagna l’individuo per tutto l’arco della vita. Nelle politiche europee e nazionali per la realizzazione degli obiettivi e delle strategie di “Lisbona 2010” e di “Europa 2020”, l’Orientamento è riconosciuto come diritto permanente di ogni persona, che si esercita in forme e modalità diverse e specifiche a seconda dei bisogni, dei contesti e delle situazioni.

Per orientamento permanente si intende il processo volto a facilitare la conoscenza di sé, del contesto formativo, occupazionale, sociale, culturale ed economico di riferimento, delle strategie messe in atto per relazionarsi e interagire con tali realtà, al fine di favorire la maturazione e lo sviluppo delle competenze necessarie per poter definire o ridefinire autonomamente obiettivi personali e professionali aderenti al contesto, elaborare o rielaborare un progetto di vita e sostenere le scelte relative. (Risoluzione del Consiglio Europeo su “Integrare maggiormente l’orientamento permanente nelle strategie di apprendimento permanente” del 2008).

Le Linee guida nazionali per l’orientamento permanente centrate sulla persona, indicano un modello di orientamento formativo e non più solo informativo: l’orientamento è ormai considerato come parte integrante del percorso formativo di ogni persona, quindi come risorsa indispensabile per pianificare al meglio il proprio progetto di vita.

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