Il Sistema di Orientamento Integrato è:

  • antropologico: pone la persona al centro di tutto;
  • aperto ed autonomo. Aperto alle collaborazioni in rete sia in orizzontale che in verticale fra scuola, università, famiglie, imprese, enti locali, associazionismo laico e religioso; quindi aperto all’interscambio continuo e permanente con l’ambiente al fine di cogliere i segnali deboli e le turbolenze provenienti dal contesto globale (riferimento Franco Frabboni);
  • autonomo, perché ogni istituzione deve dare il proprio specifico apporto sulla base delle proprie competenze;
  • avanguardista: è un centro propulsore di ricerca e sviluppo in materia, e al contempo salvaguardia il nucleo filosofico-teorico di base dell’Orientamento, inteso nel suo significato originario, nelle sue pratiche tradizionali;
  • contestualizzato: si fonda sulla logica dell’ad hoc, dovendo essere operativo in ogni contesto e nei confronti di tutti coloro che sono protagonisti dell’attuale complesso scenario sociale e culturale.

Con il supporto e la collaborazione di enti di categoria, associazioni e istituzioni che condividono finalità e intenti, ASNOR organizza un sistema nazionale, reale, funzionale e complessivo di Orientamento in Italia, capace di assicurare un servizio standardizzato su livelli qualitativi elevati.

ASNOR promuove una rete nazionale di Centri di Orientamento che, mettendo in pratica i principi del Sistema Integrato di Orientamento, sono in grado di garantire servizi di consulenza sempre più mirati, specialistici e standardizzati, in modo da poter essere continuamente monitorati, valutati e perfezionati.

Tramite la diffusione dei Centri di Orientamento su tutto il territorio nazionale, ASNOR promuove e sostiene il Sistema di Orientamento Integrato – SOI.

I sistemi che nel nostro Paese svolgono effettivamente attività di orientamento sono riconducibili a cinque macro aree:

Scuola | Università | Formazione Professionale | Centri per l’impiego | Aziende

Così come rilevato dai Rapporti sull’Orientamento redatti annualmente da ISFOL, ognuno di questi sistemi, non solo continua a concentrarsi quasi esclusivamente sulla propria attività primaria, ma spesso, quando si occupa di Orientamento, si muove per logiche a comparti stagni. Tali circostanze chiariscono i motivi fondamentali per cui, in questo settore, ancora molto si deve fare in Italia per raggiungere standard che in altri Paesi Europei e Nord Americani sono effettivi da tempo e che, per molti versi, concorrono a rendere meno gravosa la complessità del periodo che stiamo vivendo.

Per la diffusione di un servizio qualificato di Orientamento alle persone è necessario che sia realizzato un Sistema di Orientamento Integrato; un sistema con obiettivi chiari e definiti:

  • raccogliere, coordinare, valorizzare quanto si è prodotto e si sta producendo in questo settore, partendo dall’analisi attenta di tutte le migliori esperienze progettate e avviate;
  • innescare processi di ricerca e collaborazione scientifica a livello nazionale ed europeo;
  • avere una visione non monolitica ma plurale e condivisa dell’Orientamento e dell’Orientatore in termini di identità di ruolo, di formazione, di competenze e di certificazione della professionalità degli operatori;
  • elaborare norme e buone prassi da realizzare e condividere con tutti i sistemi enumerati, per superare l’attuale situazione di anomia generale;[/li]
  • creare un sistema e un iter condiviso e condivisibile di riconoscimento degli Orientatori;
  • creare una road map che riesca ad abbracciare e integrare tutte le istituzioni formali e non formali che si occupano in vario modo e a vari livelli di Orientamento.

Accordo tra governo, Regioni ed enti locali sul documento “Definizione di standard minimi dei servizi e delle competenze professionali degli operatori con riferimento alle funzioni e ai servizi di orientamento attualmente in essere nei diversi contesti territoriali e nei sistemi dell’istruzione, della Formazione e del Lavoro” Repertorio atti n. 136/CU del 13 novembre 2014