Il Metodo Bortolato, la didattica dell’analogia

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L’analogia prevale sulla logica. Sta qui il segreto dell’efficacia e dell’immediatezza del Metodo Analogico Bortolato, che si sta progressivamente affermando nella scuola primaria, per l’insegnamento di matematica e italiano. Un metodo che recupera la dimensione del gioco e della fantasia, per costruire un modo naturale di apprendere. Vediamo nel dettagli di cosa si tratta e come funziona.

 

Il Metodo Analogico di Camillo Bortolato, cos’è e come funziona

Camillo Bortolato è un insegnate di scuola primaria con 40 anni di esperienza alle spalle. Quattro decenni passati tra i bambini, prendendoli per mano il primo giorno di scuola e accompagnandoli lungo il percorso di apprendimento dell’italiano e della matematica. Un bagaglio professionale corposo, che, unito ad una passione vibrante, gli ha permesso di elaborare un metodo assolutamente originale per la didattica di queste due materie. È il cosiddetto Metodo Analogico Bortolato, che, grazie alla sua immediatezza, sta conoscendo un successo crescente, tanto da essere stato inserito da Ashoka nella Mappa dell’Innovazione della Scuola Italiana.

Perché “analogico”?

Il concetto di analogia (e di apprendimento per analogie) è alla base del Metodo Bortolato. Il perché lo spiega lui stesso:

“E’ il modo più naturale di apprendere mediante metafore e analogie, come fanno i bambini che nella loro genialità imparano a giocare, a parlare o usare il computer ancor prima degli adulti.”

Secondo questa impostazione, quindi, è l’analogia e non la logica la forma primaria e più spontanea di apprendimento. Così come avviene nella vita di tutti i giorni: vedo e poi rifletto. Il metodo analogico attinge a piene mani da quelli che sono i riferimenti per eccellenza dei bambini: il gioco e la fantasia.

L’età giusta per il metodo Bortolato

Il metodo analogico si presenta come un’alternativa alla didattica tradizionale. Per questo motivo deve essere applicato molto presto, all’inizio dell’apprendimento, altrimenti risulta inefficace. L’ideale, quindi, è rivolgerlo a bambini in età prescolare o che frequentano le prime classi della scuola primaria (fino alla terza).

I tre livelli dell’apprendimento

Camillo Bortolato paragona il percorso che attende un bambino che si iscrive in prima elementare alla scalata di una montagna. Un viaggio apparentemente molto faticoso a cui però i più piccoli si avvicinano con entusiasmo e curiosità. Compito del maestro è non renderlo gravoso, magari mettendogli fretta e cercando scorciatoie.

La scalata della montagna si articola su tre livelli:

  • l’ambito semantico (il mondo delle cose): è il campo dell’intuizione, incentrato sulla quantità, che si percepisce con gli occhi e che si può riconoscere e manipolare;
  • l’ambito lessicale (il mondo delle parole): si associa un nome alle quantità, i numeri cominciano ad essere detti, letti e scritti;
  • l’ambito sintattico: è la fase di complessità maggiore, in cui si riesce ad organizzare le quantità secondo diversi ordini di grandezza.

Corso: Il metodo analogico di Bortolato – Matematica

 

Praticare il metodo BortolatoLa pratica del Metodo Analogico Bortolato: la linea del 20, la linea del 100 e la linea del 1000

Il metodo Bortolato nasce in ambito matematico, salvo poi essere esteso anche all’insegnamento dell’italiano. Si articola in varie tecniche e metodologie, diversificate per età (scuola dell’infanzia e scuola primaria) e per materia (matematica o italiano).

Gli strumenti cardine del metodo, però, sono le cosiddette tre linee:

  • la linea del 20: una specie di piccolo pallottoliere, con 20 palline divise in 4 gruppi da 5, grazie al quale i bambini imparano a contare in modo estremamente rapido, senza usare le dita ma visualizzando le quantità;
  • la linea del 100: il pallottoliere si fa più complesso (le palline sono 100, divise su 10 righe, ciascuna con 2 gruppi da 5 unità) ma il principio non cambia;
  • la linea del 1000: dal pallottoliere al poster, con 1000 palline disposte in file e in blocchi, sempre sulla base del 5.