La linea del 20 nel metodo Bortolato

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La linea del 20 rappresenta uno strumento chiave del metodo analogico Bortolato. Un mezzo didattico semplice ed efficace, su cui costruire un nuovo modo di insegnare le basi della matematica nei primi anni della scuola elementare.

La linea del 20, scoprire la matematica con l’analogia

Camillo Bortolato, maestro elementare con 40 anni di insegnamento alla spalle, ne è convinto: le abilità matematiche sono innate nei bambini, bisogna solo aiutarli a tirarle fuori. E per farlo, secondo lui, il metodo logico, da sempre usato per insegnare “a far di conto”, potrebbe non essere l’ideale. Meglio l’analogia. Da qui nasce la sua personale elaborazione didattica: il Metodo Analogico Bortolato.

Scopri di più sul Metodo Analogico Bortolato

Cos’è e come funziona lo strumento “Linea del 20”

La Linea del 20 è uno degli strumenti principali a cui il Metodo Bortolato affida il compito di aiutare i bambini nell’apprendimento dei numeri. È un oggetto estremamente semplice, da utilizzare in alternativa ai regoli. È composto da una riga con 20 tasti mobili, riuniti in 4 gruppi da 5, con il chiaro intento di simulare delle mani. Inoltre, queste asticelle sono di due colori diversi, uno per i numeri da 1 a 10 e uno per quelli da 11 a 20. Questo permette di introdurre il concetto dei numeri cugini, cioè quelli che occupano la stessa posizione in ciascuna delle due file (es: 1 e 11, 2 e 12, eccetera). Infine, i tasti (le dita) possono essere alzati o abbassati, singolarmente o in gruppo.

Su questi pochi e semplici elementi possono essere costruiti diversi esercizi, con livelli di difficoltà crescente, come illustra lo stesso Bortolato in questo video.

Avere un riferimento concreto e aggettivo permette ai bambini, in maniera piuttosto rapida, di:

  • riconoscere la posizione dei diversi numeri;
  • saper individuare le quantità;
  • contare sia a mente che scrivendo.

L’obiettivo è chiaro e lo definisce lo stesso Bortalato: “insegnare a calcolare senza contare”. Il calcolo mentale si sostituisce al conteggio, superandolo e facendo risparmiare energia agli alunni. Il tutto a vantaggio della matematica, che risulterà più “semplice” e quindi meno odiata.