Le competenze trasversali, cosa sono e come si inseriscono nella scuola di oggi

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Le competenze trasversali sono sempre più importanti per muoversi nella società attuale, per questo è fondamentale che la scuola le metta al centro della propria funzione educativa. Vediamo insieme che cosa sono e come vanno inserite nella programmazione didattica.

La scuola di fronte alla sfida delle competenze trasversali

Le competenze trasversali sono al centro del nuovo programma di apprendimento pratico che ha sostituito l’Alternanza Scuola Lavoro. Infatti, i PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) sono finalizzati ad attuare pratiche e strategie innovative per sviluppare negli studenti quelle competenze richieste dai nuovi sistemi economici e dalle esigenze individuali degli alunni, che devono muoversi in una società digitale, complessa e in costante trasformazione.

Leggi l’approfondimento dedicato ai PCTO

La sfida che si trova davanti la scuola italiana, quindi, è quella di innovare l’azione educativa, potenziando la centralità dello studente e incrementando la collaborazione con il contesto territoriale. Questo nella cornice complessiva di un’integrazione sempre più efficace e calzante tra i nuclei fondanti dell’insegnamento e quelle soft skills ritenute fondamentali per la crescita personale dei giovani. In quest’ottica, assume sempre più importanza un modello di apprendimento che si collega al mondo reale con attività orientate all’azione e basate proprio sulle competenze trasversali.

Che cosa sono le competenze trasversali

L’Unione Europea ha definito le competenze trasversali come quelle

capacità che permettono al cittadino di agire consapevolmente in un contesto sociale profondamente complesso e di affrontare le sfide poste da modelli organizzativi sempre più digitalizzati e interconnessi.

Inoltre, il Consiglio Europeo (con la Raccomandazione del 22 maggio 2018) ha anche riassunto in un’unica matrice le competenze trasversali, fornendo quindi un quadro completo e strutturato in base agli elementi di competenza specifici. Il quadro è organizzato secondo quattro aree semantiche:

  • La competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare, in sintesi, si riferisce alla capacità di gestire il proprio apprendimento, di condurre una vita sana dal punto di vista fisico e mentale, per creare le condizioni adatte a lavorare bene in gruppo, agire in situazioni di complessità e gestire le dinamiche interpersonali in un’ottica inclusiva e costruttiva.
  • La competenza in materia di cittadinanza, ovvero quelle capacità che consentono di partecipare alla vita civica grazie a una comprensione delle diverse strutture e regole che articolano la società, con una particolare attenzione verso il tema della sostenibilità.
  • La competenza imprenditoriale consiste invece nella capacità di pensare, gestire e sviluppare progetti che apportano valore sociale, culturale o economico e che rappresentano quindi un’opportunità per il benessere della società.
  • La competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturale, infine, implica la comprensione e il rispetto di idee e significati espressi e comunicati in maniera differente da contesti sociali diversi, attraverso varie forme culturali, creative e artistiche. Questo implica una comprensione del proprio ruolo all’interno della società e un impegno ad esprimere il senso della proprio funzione.

Perché le competenze trasversali devono essere al centro del percorso formativo

Le competenze trasversali sono messe al centro del percorso di apprendimento perché migliorano il grado di di acquisizione di consapevolezza dello studente rispetto alla propria crescita personale. Allo stesso tempo, attivano capacità riflessive e comportamentali essenziali per muoversi in contesti sociali e di lavoro; implicano infatti processi di pensiero e di cognizione, ma anche di comportamento.

Sono competenze chiave nell’ottica della formazione permanente perché si caratterizzano per l’alto grado di trasferibilità in compiti e ambienti diversi, dotando così lo studente di capacità che gli permettono di migliorare la qualità del proprio comportamento e realizzare strategie efficaci per i diversi contesti in cui si troverà ad agire. Inoltre è importante considerare l’importanza di queste soft skill anche in funzione auto-orientativa: lo studente deve essere in grado di ottenere feed-back sulle sue strategie e utilizzarli per riorganizzare la sua capacità di orientarsi in diversi ambiti.

In sintesi, le competenze trasversali permettono allo studente di arricchire il suo patrimonio personale con conoscenze, abilità e atteggiamenti che gli consentono di comportarsi adeguatamente ed efficacemente nella complessità delle situazioni in cui si trova a muoversi.

L’azione didattica e la valutazione per le competenze trasversali

La natura peculiare delle competenze trasversali implica per la scuola una innovazione della metodologia didattica, orientata al potenziamento della connessione tra contesti formali, informali e non formali in cui si sviluppa l’apprendimento. L’aspetto emotivo e relazionale viene posto al centro del processo educativo e diventa un elemento sostanziale dell’apprendimento permanente.

Così come la metodologia di insegnamento, anche il monitoraggio del percorso formativo, e quindi gli strumenti di valutazione, devono essere adeguati alle caratteristiche delle competenze trasversali. Tra le altre cose, questo significa anche organizzare e dare priorità a colloqui individuali e di gruppo, simulazioni e altre metodologie attive (role playing, project work, ecc.) rispetto alle “tradizionali” forme di valutazione.

La valutazione infatti non riguarda più solamente i traguardi e le competenze acquisite, ma anche il grado di consapevolezza acquisito dallo studente, in primis proprio nel sapere giudicar e valorizzare le sue capacità in termini di competenze trasversali. Per questo, coerentemente con l’approccio didattico generale, l’attivazione e la partecipazione dello studente è un elemento centrale anche per il sistema di monitoraggio e valutazione del percorso formativo.