Coping Power, uno strumento didattico per l’inclusione scolastica

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Il Coping Power Scuola è un programma per controllare la rabbia e l’aggressività dei bambini.  Grazie a un percorso inclusivo e stimolante, i ragazzi “imparano ad imparare”, acquisiscono un pensiero critico e migliorano il loro rendimento scolastico. Vediamo meglio di cosa si tratta e come utilizzarlo per la didattica a scuola.

Cos’è il Coping Power

Il Coping Power è un programma psicoterapeutico sviluppato nel corso degli anni ’90 dal professore statunitense John Lochman per prevenire e gestire i Disturbi da Comportamento Dirompente (CDC), nei bambini di età compresa tra i 7 e i 14 anni. Si basa su un approccio di tipo cognitivo-comportamentale e serve a controllare la rabbia e l’impulsività dei bambini.

Il percorso ideato da Lochman dura circa 30 sessioni, da svolgere in gruppo. In alcuni momenti è prevista anche la partecipazione dei genitori. L’obiettivo è quello di sviluppare nei bambini determinate capacità sociali, emotive e relazionali. Per questo motivo, il coping power interviene anche sulle pratiche educative delle famiglie, direttamente coinvolte nel programma.

Diverse ricerche scientifiche hanno evidenziato l’efficacia del Coping Power Program che, nato poco più di venti anni fa negli USA, viene già applicato in diversi paesi europei, tra cui l’Italia.

Il Coping Power a scuola, ecco come funziona

Il Coping Power Scuola è l’applicazione didattica della metodologia ideata dal Professor J. Lochman, modellata sulle caratteristiche del contesto scolastico italiano. Può essere utilizzato efficacemente sia nella scuola dell’Infanzia, che nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado.

Si tratta di un percorso di prevenzione integrato nella programmazione didattica e pensato per essere svolto in maniera autonoma dagli insegnanti in classe. Lungo tutto il programma, infatti, i docenti sono supportati da una guida dettagliata e da materiale di sostegno ideato appositamente per l’ordine di scuola in cui si trovano a svolgere le attività.

Gli obiettivi

Il Coping Power risponde a esigenze sempre più importanti per le scuole e per i docenti.  All’interno di classi caratterizzate dalla presenza di studenti con situazioni problematiche, di alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) e qindi da una diversificazione negli apprendimenti, il programma favorisce una migliore inclusione. Un risultato che si raggiunge grazie a strumenti capaci di valorizzare le diverse modalità di apprendimento.  Inoltre, il percorso stimola il pensiero critico e lo sviluppo di capacità sociali e relazionali fondamentali per la crescita dei bambini.

Come si sviluppa il percorso

Il Coping Power Scuola si articola in diversi moduli che sono collegati tra loro da una storia. In base alla storia, che varia per ogni ordine di scuola, si disegnano le attività, un contratto educativo (che serve a fissare gli obiettivi a medio-lungo termine) e le mappe concettuali per la classe e per i singoli bambini.

Con i moduli, i bambini imparano a tenere in considerazione il punto di vista altrui, a risolvere in maniera adeguata situazioni di conflitto (problem solving) e a riconoscere le emozioni. Per favorire la massima inclusione, le attività dei moduli usano una metodologia che stimola diverse forme di apprendimento, sia di tipo attivo-esperienziale, sia di tipo didattico. Inoltre, le attività utilizzano strumenti e linguaggi diversi a seconda delle fasce di età coinvolte, facilitando così la partecipazione e l’interesse del gruppo classe.

I risultati

Una ricerca effettuata nella scuole italiane dove si applica il Coping Power dimostra che il programma ha portato risultati positivi. Gli effetti sul gruppo classe indicano una diminuzione delle condotte inadeguate, una minore disattenzione e di conseguenza un rendimento scolastico migliore. Questo agevola anche il lavoro dei docenti: si ha una migliore gestione delle situazioni problematiche, una visione più chiara delle criticità del gruppo classe e il raggiungimento dei risultati prefissati con il contratto educativo. Insomma, il Coping Power si sta dimostrando un valido strumento per la scuola italiana con potenzialità ancora tutte da scoprire.