Ti sfido: riesci a stare senza social network 5 giorni?

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È stata da poco effettuata una ricerca, portata avanti dallo psichiatra Maurizio Fea e dalla professoressa Lucia Dorigo, docente presso il liceo Cairoli di Pavia, volta a verificare le reazioni di studenti privati della possibilità di utilizzare i propri social network per 5 giorni consecutivi.

 

Qualche dettaglio della ricerca

La notizia viene riportata dal Corriere della Sera che ha avuto la possibilità di intervistare una delle giovani studentesse che hanno partecipato al test.

La ricerca, inizialmente indirizzata ad un numero di studenti pari a 503, ha visto, in ultima analisi, il tentativo di 43 giovani di privarsi di tali strumenti di comunicazione. Solo 8 studenti su 43 sono riusciti a portare a termine l’esperimento.

 

L’esperienza riportata da chi ha portato a termine il test

Ponendo attenzione a quanto dichiarato dalla studentessa intervistata dal Corriere dal Sera, risulta evidente come questa “privazione” abbia dato agli studenti l’impressione di fare quasi un viaggio indietro nel tempo. L’alunna del liceo Cairoli dichiara che, prima di dare inizio all’esperimento, ha effettuato l’ultimo accesso sul proprio profilo Instagram per comunicare la propria assenza sui social alla sua rete di amici e fornire il proprio numero di telefono per eventuali comunicazioni. A ciò è seguita l’eliminazione dal proprio dispositivo di quelle applicazioni che avrebbero rischiato di esser fonte di tentazione per la riuscita del test.

 

Le difficoltà iniziali possono diventare vantaggi futuri

Le difficoltà legate alla privazione di tali strumenti di comunicazione, secondo quanto dichiarato dalla giovane studentessa, è cresciuta nel tempo e si esplicava in banali routine quotidiane, come chiedere informazioni sui compiti ai compagni di classe o verificare il numero di like sui propri profili.

L’allieva dichiara: “È stato incredibile notare come, quando telefonavo ai miei amici, mi sentissi quasi in imbarazzo, come se fossi certa che l’unico modo per non disturbare fosse usare quell’app di cui mi avevano privato”.

Le maggiori difficoltà riscontrate dalla studentessa intervistata erano legate alle dinamiche relazionali con i suoi pari, increduli della scelta della ragazza di aderire all’esperimento, e a quelle prassi quotidiane in cui i social rivestivano il ruolo di “accompagnatori”, prima di andare a dormire, per esempio,  durante i pasti o come distrazione durante lo svolgimento dei compiti per casa.

Ma, quelle che inizialmente si erano presentate come difficoltà o limiti, si sono trasformarti per la studentessa in vantaggi da sfruttare a proprio favore.

In che modo?

Ha avuto la possibilità di conversare maggiormente con la propria famiglia, di incontrare amici che prima sentiva solo tramite le piattaforme social, di svolgere i compiti con maggiore dedizione e nella metà del tempo, di dedicarsi alle proprie passioni e hobby.

 

Perché non provi anche tu?

Certo, per i nativi digitali i social network risultano essere strumenti indispensabili, ne fanno un uso tale che come conseguenza ha quella di rendere quasi impossibile poter immaginare la loro quotidianità senza il loro supporto.

Forse la giovane studentessa non pensava di riuscire ad uscire illesa da tale sperimentazione, eppure…pare ne sia uscita più consapevole e fortificata!

 

La Redazione