Tfa per la specializzazione sui posti di sostegno, tutti i dettagli

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Gli Atenei hanno pubblicato i bandi relativi al TFA per il sostegno, come da indicazioni del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. A metà aprile ci saranno i test preselettivi per i percorsi di specializzazione. Ma quali sono i requisiti richiesti? Quanti i posti disponibili? E quanto costa partecipare?

TFA 2019 per il sostegno: bandi, posti disponibili e costo?

Il TFA, acronimo di Tirocinio Formativo Attivo, è il percorso scelto dal Miur per permettere agli interessati di conseguire la specializzazione richiesta agli insegnanti di sostegno. Il Ministero ha fissato i requisiti e principi generali, rimettendo invece alle singole Università, che attiveranno i corsi, la pubblicazione dei relativi bandi di dettagli. Per consultarli, quindi, è possibile collegarsi ai siti dei diversi atenei.

Tutti i corsi devono comunque soddisfare i requisiti minimi formativi, ovvero la durata non inferiore agli 8 mesi, di cui almeno 5 dedicati alle attività di tirocinio diretto e indiretto (300 ore).

Posti disponibili

La partecipazione ai TFA è a numero chiuso. Il Miur ha previsto 14.224 posti, divisi tra i diversi ordini e gradi, dall’infanzia fino alla secondaria di II grado. Questi posti vanno poi ripartiti tra le diverse regioni e i differenti atenei. Qui la tabella con i numeri nel dettaglio.

Costi

Chi decide di partecipare al TFA per il sostegno deve mettere in conto due diversi costi da affrontare: quello per sostenere la prova preselettiva e quello del corso. Entrambe sono a discrezione delle università, quindi piuttosto variabili. Per l’accesso alla preselettiva, la cifra oscilla tra i 100 e i 200 euro. Per il corso vero e proprio, invece, si parte dai 2500 euro e si sale fino anche ai 3700.

Candidati per il TFA del sostegnoI requisiti per partecipare al TFA e diventare insegnanti di sostegno

Prima di informarsi sul dettaglio dei corsi, però, è bene verificare sui requisiti che consentono di accedere alle prove preselettive e quindi al TFA, diversi a seconda del tipo di scuola.

Il Decreto del Miur sul TFA sostegno

I requisiti per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria

Chi vuole partecipare al tirocinio di specializzazione per il sostegno dedicato alla scuola dell’infanzia e alla primaria, deve possedere uno dei seguenti requisiti:

  • laurea in Scienze della Formazione primaria;
  • diploma magistrale (anche con indirizzo psicopedagogico e indirizzo linguistico), purché conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002;
  • un titolo di abilitazione estero analogo, regolarmente riconosciuto in Italia.

I requisiti per la scuola secondaria

Diversi, invece, i requisiti per la secondaria, sia di primo che di secondo grado:

  • abilitazione specifica sulla classe di concorso scelta;
  • laurea idonea per l’accesso alla classe di concorso scelta;
  • 24 cfu nelle discipline antropologiche, psicologiche e pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (leggi qui l’approfondimento);

In mancanza dei 24 cfu, è ammessa la partecipazione a chi, negli 8 anni scolastici precedenti, ha maturato almeno 3 anni di servizio, anche non continuativo, sia su posto comune che di sostegno e in qualsiasi istituzione del sistema educativo di istruzione e formazione.

Altra eccezione prevista, quella per gli insegnanti teorico pratici (ITP), ai quali è richiesto il solo diploma come requisito di accesso.

Il test di accesso al TFA per il sostegno

La selezione per l’accesso al TFA di specializzazione per il sostegno si articola in 3 fasi:

  • test di preselezione;
  • una o più prove scritte e/o pratiche;
  • prova orale.

Il test di preselezione si svolgerà in tutta Italia nelle stesse date: il 15 aprile per la scuola dell’infanzia (mattina) e per la scuola primaria (pomeriggio) e il 16 aprile per la scuola secondaria di I grado (mattina) e II grado (pomeriggio). Le prove, che dureranno 2 ore, saranno composte da 60 quesiti a risposta multipla (5 possibili risposte), di cui 20 dedicati alle competenze linguistiche e alla comprensione dell’italiano. Non è previsto alcun punteggio minimo per passare, semplicemente bisogna rientrare nelle posizioni “utili” (che si possono calcolare raddoppiando il numero dei posti disponibili in quella sede).

Sia le prove scritte che orali, invece, prevedono un punteggio minimo per considerarsi superare, pare a 21/30.

Cosa studiare per le prove scritte e orali

Superato il test preselettivo, si accede alle prove scritte e orali (il numero è a discrezione delle università organizzatrici). Questi esami hanno la finalità di andare a verificare le competenze del candidato in relazione a:

  • didattica;
  • empatia e intelligenza emotiva;
  • creatività e pensiero divergente;
  • autonomia delle istituzioni scolastiche (organizzazione e regime giuridico).